La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) può essere curata con semplici accorgimenti e farmaci di automedicazione.
Se queste misure non sono sufficienti il medico potrà prescrivere altri medicinali o consigliare una visita specialistica.
Cambiamenti negli stili di vita e nell’alimentazione
- fare pasti piccoli e frequenti, non bere alcol nelle tre o quattro ore prima di dormire, evitare pasti abbondanti la sera
- evitare alimenti che possano peggiorare i disturbi (sintomi) del reflusso, quali caffè, cioccolato, pomodori, alcol, spezie, cibi ad alto contenuto di grassi
- non indossare abiti o cinture troppo stretti
- rialzare la testata del letto di 10-15 cm inserendo uno spessore sotto le gambe del letto
- evitare fonti di stress e utilizzare tecniche di rilassamento
- mantenere il peso forma e dimagrire se si è in sovrappeso
- smettere di fumare
Se si prendono dei
farmaci per altri problemi di salute è opportuno chiedere al proprio
medico se possano peggiorare i disturbi (sintomi) del reflusso e, nel
caso, verificare con lui la possibilità di sostituirli.
Farmaci
Sono disponibili vari farmaci per curare i disturbi (sintomi) della MRGE.
Farmaci da banco (o di automedicazione) venduti senza ricetta medica:
- antiacidi, neutralizzano gli
effetti degli acidi gastrici. Gli antiacidi possono interferire con
l’assorbimento di altri farmaci. È bene, quindi, consigliarsi con il
proprio medico se si stanno prendendo altri medicinali
- aginati, formano una pellicola che protegge lo stomaco e l’esofago dall'acidità
- aginati+ antiacidi
- inibitori della pompa protonica (ad
esempio, pantoprazolo), farmaci in grado di ridurre la secrezione acida
da parte dello stomaco, alleviando i disturbi causati dal reflusso. A
volte devono essere presi a lungo e possono provocare lievi effetti
indesiderati (effetti collaterali), quali mal di testa, stitichezza, diarrea, nausea, vertigini ed eruzioni cutanee. Il medico potrebbe abbassare il dosaggio del farmaco per ridurne gli effetti collaterali
- atagonisti dei recettori H2
(H2 antagonisti), farmaci che bloccano l'azione dell'istamina sulle
cellule della parete dello stomaco, diminuendo in questo modo il
rilascio di acido cloridrico: gli effetti indesiderati (effetti
collaterali) degli H2 antagonisti non sono frequenti e, a volte,
consistono in diarrea, mal di testa, vertigini, eruzioni cutanee e
stanchezza
I farmaci descritti,
prima prescrivibili solo dal medico, sono stati di recente approvati
anche per automedicazione. È importante che siano presi seguendo la dose
consigliata e che non siano assunti oltre le due settimane se i
disturbi (sintomi) non scompaiono.
La somministrazione a
lungo termine (cronica) dei farmaci utilizzati nella terapia della
malattia da reflusso gastroesofageo deve essere seguita dal medico
curante e/o dal medico specialista che ne decideranno il dosaggio, la
modalità di somministrazione e la durata.
Cura chirurgica
La
cura (terapia) chirurgica potrebbe essere un’alternativa qualora i
farmaci non diano buoni risultati o causino troppi effetti indesiderati
(effetti collaterali) o se non si desideri prendere medicinali per un
lungo periodo di tempo.
La procedura chirurgica più usata e la fundoplicatio secondo Nissen, eseguita in laparoscopia,
vale a dire tramite l’inserimento di speciali strumenti chirurgici
attraverso piccole incisioni dell’addome. L’intervento chirurgico ha lo
scopo di restringere la valvola situata all'estremità inferiore
dell’esofago, impedendo così la risalita dell’acido dallo stomaco, ed è
eseguito in anestesia generale. Dopo l’intervento, in genere, è
necessario restare in ospedale per due o tre giorni prima di tornare a
casa per la convalescenza che, di solito, dura circa sei settimane.
Durante la convalescenza si dovranno mangiare cibi morbidi o semiliquidi
come, ad esempio, purè di patate o minestre ed evitare lavori pesanti.
Nuove procedure endoscopiche
Negli
ultimi anni sono state sviluppate nuove tecniche endoscopiche
(endosutura ed endoplicatura, termocoagulazione via radiofrequenza,
iniezione di sostanze varie) per la cura della MRGE. Si tratta di
tecniche che devono essere applicate in centri con riconosciuta
esperienza specifica, non ancora studiate per quanto riguarda gli
effetti a lungo termine. Il chirurgo potrà fornire maggiori
informazioni.