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sabato 28 ottobre 2023

Sigarette elettroniche fanno bene o male?

 

Con il nome di sigaretta elettronica (spesso abbreviata in e-cig, dall'inglese) si intende un dispositivo che permette di inalare vapore, in genere aromatizzato, contenente quantità variabili di nicotina (in genere, tra 6 e 20 mg), in una miscela composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altre sostanze, tra cui gli aromatizzanti. 

Nei fumatori la pratica di aspirare dal cilindretto a forma di sigaretta, per la quale è stato coniato il neologismo "svapare", fornisce non solo la nicotina di cui sente il bisogno l'organismo che ha sviluppato dipendenza, ma anche un'esperienza tattile, olfattiva e gustativa che richiama quella della sigaretta.

Effetti sulla salute delle sigarette elettroniche

Ad aprile 2021 è stato pubblicato il parere finale del Comitato scientifico della Commissione europea, che valuta i rischi sanitari emergenti (SCHEER - Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks) sugli effetti sulla salute e la dimensione di salute pubblica delle sigarette elettroniche.
Il Comitato ha riscontrato elementi di prova moderati dei rischi di danni irritativi locali alle vie respiratorie e un livello moderato, ma in crescita, di evidenze provenienti da dati umani che indicano che le sigarette elettroniche hanno effetti nocivi sulla salute, in particolare, ma non solo, sul sistema cardiovascolare. Inoltre ha riscontrato elementi di prova da deboli a moderati dei rischi di cancerogenicità per le vie respiratorie dovuti all'esposizione cumulativa a lungo termine alle nitrosammine e all'esposizione all'acetaldeide e alla formaldeide e ha concluso che vi sono forti elementi di prova del rischio di avvelenamento e lesioni a causa di ustioni ed esplosioni.
Ha inoltre riscontrato elementi di prova da deboli a moderati di diversi rischi connessi all'esposizione passiva. Nel complesso, vi sono evidenze moderate del fatto che le sigarette elettroniche sono una via di accesso al tabagismo per i giovani ed evidenze forti del fatto che gli aromi contribuiscono in modo significativo all'attrattiva della sigaretta elettronica e all'iniziazione al suo utilizzo. Al contempo vi sono scarse prove a sostegno dell'efficacia delle sigarette elettroniche nell'aiutare i fumatori a smettere di fumare e i dati sulla riduzione del fumo sono giudicati da deboli a moderati.

La DGSANTE, basandosi sul parere dello SCHEER sulle conseguenze sulla salute e il ruolo importante che le sigarette elettroniche svolgono nell'iniziazione al fumo, sostiene l'approccio prudente e precauzionale adottato finora. Tuttavia si dovrebbe valutare se alcune disposizioni possono essere ulteriormente sviluppate o chiarite, ad esempio per quanto riguarda le dimensioni dei serbatoi o gli obblighi di etichettatura, l'uso degli aromi, l'uso di liquidi esenti da nicotina e le disposizioni in materia di pubblicità.

Nella misura in cui le sigarette elettroniche costituiscono aiuti per la disassuefazione dal fumo, la loro regolamentazione dovrebbe seguire la legislazione farmaceutica.

Alcuni dati

Secondo l’ISTAT che dal 2014 raccoglie i dati sull’utilizzo tra la popolazione di 14 anni e più l’uso della sigaretta elettronica riguarda nel 2020 meno del 2,4% della popolazione, (3,0% tra i maschi e 1,9% tra le femmine). I dati annuali mostrano un lento e modesto aumento, passando dall’1,5% del 2014 al 2,4% nel 2019.

Anche secondo i dati della Sorveglianza PASSI, nel quadriennio 2017-2020 l’uso della sigaretta elettronica coinvolge mediamente meno del 3% della popolazione. Questo prodotto è più in auge fra i più giovani di 18-24 anni coinvolgendo comunque una quota contenuta di persone (meno del 5%). I dati annuali mostrano un lento e modesto aumento dell’uso della sigaretta elettronica, passando da poco meno del 2% del 2014 a quasi il 4% nel 2020. La geografia e il profilo delle persone che usano la sigaretta elettronica ricalca quello dei fumatori di tabacco, dal momento che la gran parte di loro è un fumatore abituale che ne fa un uso combinato.

Dai dati della GYTS (Global Youth Tobacco Survey) sull’uso delle sigarette elettronica tra i giovani, risulta che sono più che raddoppiati gli studenti che la utilizzano passando dallo 0% nel 2010, all’8,4% del 2014 al 17,5% del 2018; in particolare sono i ragazzi a usarla abitualmente di più (21,9%) rispetto alle ragazze (12,8%).

Sono quasi triplicati gli studenti che fanno uso esclusivamente di sigarette elettroniche dal 2,9% nel 2014 a ll’8,2% nel 2018 mentre se consideriamo gli utilizzatori duali che fanno uso sia di sigarette tradizionali che elettroniche arriviamo a una preva­lenza del 27,9% in aumento rispetto al 2014 (26,3%). Il 76% dei giovani (13-15 anni) afferma inoltre di avere facilmente accesso a questo tipo di prodotto la cui vendita è però vietata a chi ha meno di 18 anni. 

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Cerotto per cervicale

 

Il cerotto FIT Patch Cervicale può essere usato in caso di problematiche articolari del rachide (cervicalgia).

          ISTRUZIONI PER L’USO
          I cerotti FIT sono indicati:

  • Per alleviare situazioni di malessere a livello muscolo-scheletrico correlate ad eccessivi accumuli
    di acidosi tissutale da sovraccarico di lavoro delle fibre muscolari attraverso un rapido smaltimento dell’acido lattico

  • Nei processi di recupero funzionale sui tessuti muscolari interessati da situazioni di contrattura da sovraccarico,
    contrattura antalgica e deficit di forza da sindromi da sovraccarico in quanto favoriscono la
    riduzione della sintomatologia dolorosa e associano un’azione mio-rilassante della zona muscolare interessata

    MODI D’USO

  • Rimuovere il cerotto dalla base

  • Applicare il cerotto sulla cervicale, su pelle asciutta, pulita e priva di peli

  • Attendere circa due minuti per un miglior aggancio del cerotto sulla pelle

  • Mantenere il cerotto applicato per 5 giorni

  • Proseguire la terapia fino al miglioramento della sintomatologia

  • Il cerotto mantiene la sua funzione anche se bagnato (es. doccia).

    AVVERTENZE

  • I cerotti non devono essere impiegati su ferite o pelle lesa o arrossata.

  • Sono prodotti non sterili e non contengono alcun farmaco.

  • In caso di specifiche patologie a livello circolatorio (in modo particolare relative alla microcircolazione)
    o muscolare, consultare il proprio medico prima dell’applicazione dei cerotti.

  • Non applicare il cerotto in presenza di segni di evidente usura o anomalia.

  • In caso di fenomeni di ipersensibilità al cerotto, esempio pruriti,
    arrossamenti, rimuovere immediatamente il cerotto.

    CONSERVAZIONE
  • Conservare a temperatura ambiente. Il sistema di confezionamento offre, comunque,
    le necessarie protezioni per evitare danneggiamenti al prodotto durante le fasi di movimentazione
  • Come acquistarlo:
  •  https://benesserealcalinobio.com/default.aspx?id=4599&NW=19243&REDIRADAPT=7rWq1&CODINV=23274

venerdì 27 ottobre 2023

Latte e derivati no grazie: Testimonianza

 

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Testimonianza: Latticini e Formaggi no grazie

Latte e latticini: perché fanno male sia a te che alle tue ossa
“Il latte e i suoi derivati sono fondamentali per le ossa e per la crescita”.

Quante volte hai sentito dire questa frase?
Medici, pediatri, in TV, su internet, dappertutto.
È un bombardamento mediatico a favore del latte.

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Ma è veramente così indispensabile come dicono?
In questo articolo ti racconterò i danni provocati dal latte e dai suoi derivati, che vengono accuratamente tenuti più in segreto possibile dall’industria casearia.
Abili mosse pubblicitarie e disinformazione provocano molte malattie correlate ad un eccessivo uso di latticini.
Vuoi veramente preservare le tue ossa ed evitare tanti problemi di salute? Leggi fino in fondo.

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Latte e latticini: cosa fa male e perché
Potresti non farci caso, o potresti pensare che digerisci benissimo latte e latticini, ma la realtà è che più passa il tempo e meno il nostro organismo è in grado di digerire queste sostanze.

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Ciò accade perché, col passare degli anni, perdi sempre di più 2 enzimi che permettono una corretta digestione:
    la chimosina, l’enzima che serve alla digestione della caseina.
    l’enzima lattasi, per il quale il calo avviene già dopo solo un paio di anni di vita
mal di pancia, difficile digestione

Per capire meglio quali possono essere altri motivi che rendono molto difficile la digestione dei latticini, ti descrivo qualche differenza nella composizione del latte materno e di quello di mucca.
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Nel latte materno c’è circa 1/4 della caseina che trovi nel latte di mucca, il resto sono sieroproteine.
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La natura non lascia nulla al caso e ogni cosa ha il suo compito.
Infatti il latte della mucca è perfetto per far crescere i propri piccoli, che essendo leggermente più grandi e pesanti di noi, hanno bisogni direi piuttosto diversi dai nostri.
Se questo non basta come differenza, considerando che i vitelli hanno ben 4 stomaci per riuscire a digerire la caseina.

  Noi quanti stomaci abbiamo?
La caseina viene usata, tra i tantissimi modi, per farci vari tipi di colla.
Questo per farti capire come sia un qualcosa di piuttosto “pesante”.

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Ma è solo la digestione il problema?
Ebbene la digestione di latte e latticini non è l’unico problema, ci sono infatti altri effetti collaterali molto importanti da considerare.
Innanzitutto sono alimenti mucogeni, ovvero favoriscono e aumentano la produzione di muco, che va poi ad intaccare polmoni, bronchi, trachea, faringe, pancreas e non solo.

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Testimonianza:
Ti voglio raccontare brevemente la mia esperienza al riguardo.
Fin da piccolo ho avuto sempre problemi di sinusite, di otite, tonsille così grandi che i dottori si spaventavano e problemi al naso.
Ero sempre super intasato, pur non essendo raffreddato o con l’influenza e facendo tanto sport.
Ho girato un numero che neanche riesco più a ricordare di otorini.
Medicine su medicine, decine di trattamenti diversi, strani strumenti che mi infilavano nel naso e sembrava mi arrivassero al cervello e poi anche un’operazione…e il problema? Risolto?
Ma che!
Solo d’estate andando al mare stavo meglio (è sempre la miglior medicina per me il mare ed è uno dei motivi per cui lo amo).

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Poi che è successo?
Ho diminuito e poi tolto definitivamente i latticini dalla mia alimentazione. Prima ne consumavo ogni giorno.
Ora, potrebbe anche essere una coincidenza (e non lo è), fatto sta che la sinusite è scomparsa, l’otite anche, le tonsille non sono più paurose, il naso è libero e di medicine e otorini neanche più l’ombra.
Se qualcuno me l’avesse detto prima, mi sarei risparmiato volentieri qualcuno di quegli strumenti nel naso e tanti spruzzini costosi e nel tempo con il loro uso costante anche dannosi.

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Bambini – latte – diabete: che relazione c’è?
È stato documentato come il consumo di latte vaccino possa causare il diabete di tipo 1 nei bambini.
Il latte vaccino o in polvere che viene dato al bambino può non essere digerito completamente.
Parti di proteine o amminoacidi restano nell’intestino e possono poi essere assorbiti dal sangue.
Il sistema immunitario li prende per nemici e si prepara ad attaccare, ma alcune parti sono identiche alle cellule del pancreas che producono l’insulina così, non riuscendo a distinguere, il nostro sistema immunitario distrugge entrambe.
Succede in questo modo che il bambino non è più in grado di produrre insulina.
E una volta che il danno è fatto, è fatto.
Non male eh?!
“Però continuano a dire che i latticini fanno bene alle ossa”
Sì, così come le sigarette fanno bene ai polmoni!
La verità che le industrie casearie mettono scrupolosamente a tacere è che, quando assumiamo latte o latticini, c’è un rilascio di scorie acide che non aiuta il calcio a fissarsi alle ossa.

È stato dimostrato con degli studi scientifici, come ci siano maggiori tassi di frattura all’anca nei paesi dove si consuma più latte.
In più proteine animali e troppo calcio intralciano la vitamina D, con conseguenze che vanno dal cancro alla prostata, a quello al seno, al diabete, all’osteoporosi (già, proprio quello che il latte dovrebbe prevenire)

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Intolleranze:
Se tanta gente è intollerante un motivo ci sarà, eccolo…
Esistono 2 tipi di intolleranza: intolleranza alla caseina e intolleranza al lattosio.
1 – Perdendo, come detto prima, la chimosina e avendo quindi difficoltà di digestione della caseina, si hanno degli effetti avversi quali dolori addominali, diarrea, crampi, sonnolenza, orticaria e arrossamenti cutanei.

2 –  Per quanto riguarda il lattosio invece, che è lo zucchero del latte, si arriva all’intolleranza per produzione nulla o insufficiente di lattasi, l’enzima capace di digerirlo.
Il problema è che un’intolleranza si manifesta a volte anche con sintomi che non andiamo istintivamente ad associare ai latticini.
Per questo si va a curare il problema di muco o la colite di turno e si trascura la vera causa alla radice di questi problemi, che non sono isolati come spesso si pensa.

Assumendo un allergene (ovvero una sostanza, come il latte, che in alcune persone può causare manifestazioni di allergia), i globuli bianchi vanno a tamponare la situazione.
Cosa succede però?
Che andando a tamponare, lasciano scoperte altre zone.
È così che ne derivano infezioni come alle orecchie o tonsille, oltre che ad un’eccessiva produzione di muco.
Altro meccanismo che spiega la mia storia di cui ti ho parlato poco fa.

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 Alimentazione non sana degli animali

Le schifezze che vengono fatte assumere all’animale (come antibiotici, antidepressivi, ormoni, cibi pieni di pesticidi e concimi chimici, ecc), finiscono nel latte e alcune si legano ai grassi.
Bevendo poi il latte finiscono nel nostro di grasso, causando molte malattie e problemi via via che si accumulano col tempo.
Alcuni segreti sui formaggi
Il formaggio nasce essenzialmente per prolungare la conservazione del latte, poi col tempo e la fantasia ne è nato un business enorme e un tratto distintivo di vari paesi, basta pensare a quelli greci, o francesi e così via.
Ma come viene fatto?
L’80% delle proteine del latte sono caseine che coagulano col caglio andando a formare il formaggio.
L’altro 20% sono sieroproteine come lattoalbumina e globuline che, trattate sopra gli 80°C, coagulano e con acqua e grassi formano la ricotta.
Cos’è il caglio?
Il caglio può essere vegetale o animale (il più usato dall’industria).
Quello animale è l’estratto dell’abomaso (una parte dello stomaco dei ruminanti) degli animali con più stomaci, di solito agnello o capretto.
La cosa furba è che questo non viene indicato in etichetta, quindi è molto difficile sapere se sia vegetale o meno.
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tipi di formaggioLe varie classificazioni dei formaggi si hanno a seconda della stagionatura, della consistenza (che dipende dalla quantità d’acqua), della cottura (crudi, semicotti o cotti), di quanti grassi contengono, delle varie metodologie di produzione (ad esempio il mascarpone o i formaggi fusi), del tipo latte usato (mucca, pecora, ecc).
I peggiori?
Senza dubbio quelli fusi.
Vengono realizzati spessissimo riutilizzando scarti di altri formaggi o formaggi andati a male.
A quella base basta una bella aggiuntina di additivi…et voilà.
La cosa che dovrebbe spingerti a boicottare questo tipo di prodotti è che il loro target principale sono i bambini!

Basta puntare sulla qualità del formaggio?
Mettiamo che tu mangi formaggio, ma solo di qualità, così da limitare i danni per la tua salute.
Ti impegni a scegliere attentamente e pensi di essere a posto.
Ottimo, ma non è così facile.
Perché? Che succede?
Succede che un piccolo produttore si fa le sue modeste quantità di formaggio con cura, trattando bene gli animali e non usando additivi chimici.
Poi arriva la grande azienda, compra 1 kg di quel formaggio, lo allunga con fiumi di schifezze, ne ottiene 20 kg e lo rivende come formaggio di qualità.
Purtroppo non è un esempio inventato perché succede realmente e più spesso di quel che pensi.

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RICERCHE.
Molte ricerche sugli effetti dei latticini sono spesso finanziate da associazioni di allevatori o da industrie casearie.
Pensi che queste meravigliose persone abbiano interesse nel trovare cosa non va nel latte e diffonderlo?
Per quanto riguarda i formaggi, se proprio proprio non riesci a farne a meno, abbi l’accortezza di prendere qualche precauzione.
Consumane biologico, magari di piccoli produttori locali e non più di 3/4 volte a settimana.
Le varietà da preferire (se così si può dire) sono ad esempio la ricotta o il caprino o quelli crudi.
Una parentesi per giustezza va aperta nei confronti del parmigiano reggiano, anche perché per molti italiani può sembrare una tortura farne a meno.
Per produrlo ci sono delle regole piuttosto rigide: vanno trattati bene gli animali, non vanno stressati, gli viene fatta ascoltare della musica classica, non vengono usati additivi o mangimi animali.
Tutto questo non perché ci tengano al bene degli animali, ma solo perché altrimenti non verrebbe bene il formaggio. Chiusa parentesi (e comunque ti assicuro che si vive benissimo anche senza
Per la colazione invece, se non hai deciso di escludere completamente i latticini, allora mangia dello yogurt, è più nutriente, più digeribile e aiuta la flora batterica.
Acquistane bianco, senza niente) o avrai la certezza che sarà pieno di additivi) e ovviamente biologico.

Alternative ai latticini:
Di alternative ai latticini ce ne sono molte, dai vari tipi di latte di cereali (che puoi anche farti a casa in modo semplice e veloce), ai cosiddetti “formaggi vegetali” come il tanto noto tofu.
Comunque provare non costa niente:
Prova ad escludere completamente latte e latticini dalla tua alimentazione per almeno 2 settimane e presta attenzione ai cambiamenti che avvengono nel tuo corpo (peso, condizione della pelle e quantità di muco prodotto, ad esempio).
Cosa sono 2 settimane in confronto a 90, 100, 120 anni di vita?
Un mini periodo di prova che potrebbe farti vivere molto meglio il resto della tua vita.
Trascorso il periodo che hai stabilito, valuta se i benefici che ne hai tratto valgono il piccolo sacrificio di modificare la tua alimentazione in pianta stabile.

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A presto e un grande abbraccio