I messaggi che circolavano fino a una decina di anni fa, frutto di un retaggio culturale legato alla scarsa conoscenza scientifica, sono ormai quasi un ricordo. Bere alcolici è un piacere, non un elisir di lunga vita: tutt'altro, anzi. Alzare il gomito oltre il dovuto è infatti un comportamento che fa a pugni con il desiderio (sempre più anelato) di longevità. Chi arriva a ingurgitare fino a 18 drink alla settimana - non c'è differenza tra calici di vino, boccali di birra o bicchieri di superalcolici - corre infatti il rischio di vivere fino a quattro anni in meno. Questo il dato che emerge da un ampio studio pubblicato sulle colonne della rivista scientifica The Lancet.
Ecco come spiegare i rischi dell'alcol ai giovani Il Blog di Emanuele Scafato
di Emanuele Scafato Alcol: un bicchiere? Non è per tutti 20-04-2018
BERE MENO PER VIVERE DI PIU'
I ricercatori hanno analizzato 83 studi condotti in 19 paesi, per un totale di quasi seicentomila persone coinvolte, di cui erano disponibili dati relativi all'età, al sesso e ad altri fattori noti per essere correlati alla malattia cardiovascolare: come il diabete e il fumo. Nessuno di loro, comunque, al momento dell'arruolamento nello studio soffriva di malattie cardiovascolari. L'analisi ha dimostrato che bere alcolici a livelli ritenuti sicuri è in realtà una falsa credenza, perchè quell che si osserva è una minore aspettativa di vita e la comparsa di diversi effetti negativi sulla salute. Gli scienziati sono partiti dalla soglia di cento grammi di alcolici consumati a settimana: il corrispettivo di cinque calici di vino al 13 per cento (da 175 millilitri) o di cinque pinte di birra (al 4 per cento). Consumi che rientrano al di sotto di quelli che sono i livelli di sicurezza indicati dalle autorità sanitarie del Regno Unito. Aumentando le dosi, i ricercatori sono arrivati a calcolare la decurtazione di mesi o anni di vita corrispondente. Si rischia di vivere in meno sei mesi (con consumi compresi tra 100 e 200 grammi alla settimana), uno o due anni (200-350 grammi a settimana), quattro o cinque anni (con consumi superiori a 350 grammi a settimana: il corrispettivo di diciotto drink settimanali).
GLI EFFETTI DELL'ALCOL SUL NOSTRO ORGANISMO
Si tratta di dati epidemiologici, ottenuti ponendo in relazione le quantità di alcol consumate (facendo riferimento a quelle dichiarate dai consumatori) e il decorso della vita della medesime persone. Motivo per cui l'equazione non può essere sempre valida. Detto questo, però, le conclusioni non devono essere sottovalutate, anche perché fino a pochi anni fa era piuttosto diffusa l'idea che un moderato consumo di alcolici fosse salutare per l'organismo e, in particolare, per la salute cardiovascolare. Tutt'altro, se si considerano le evidenze dell'ultimo lavoro, robusto nei numeri. Al crescere dei consumi di bevande alcoliche, sono aumentati anche i numeri di eventi quali ictus e aneurismi cerebrali, insufficienza cardiaca, aneurisma dell’aorta e ipertensione. Alcuni di questi eventi possono maturare pure in conseguenza di un aumento della frequenza cardiaca, documentato poche settimane fa. Per tutte queste ragioni, hanno concluso i ricercatori, non ci sono soglie al di sotto delle quali si possa dire che l’alcol determini un beneficio per il cuore, le arterie e le vene. Le diverse relazioni tra assunzione di alcol e vari tipi di malattie cardiovascolari potrebbero essere spiegate, almeno in parte, dall'effetto del consumo di alcol sulla pressione sanguigna, che tende ad aumentare al crescere del consumo di bevande alcoliche.
