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sabato 28 marzo 2026

Perchè conviene fare ginnastica al mattino

 

  

🌅 Perché conviene fare ginnastica al mattino

Fare un po’ di movimento appena svegli ha tanti benefici:

✔ Attiva il corpo
Dopo la notte il corpo è “rigido”: muoversi aiuta muscoli e articolazioni a svegliarsi.

✔ Migliora l’energia
Anche solo 10–15 minuti aumentano la circolazione e ti fanno sentire più sveglio.

✔ Aiuta l’umore
Il movimento stimola endorfine → meno stress e più buonumore.

✔ Favorisce la concentrazione
Perfetto prima di lavoro o studio: la mente è più lucida.

✔ Aiuta la costanza
Al mattino è più facile essere regolari (meno imprevisti rispetto alla sera).


⏱️ Quanto tempo fare

Non serve esagerare:

  • Principiante: 10–15 minuti

  • Intermedio: 15–25 minuti

  • Completo: 20–30 minuti

👉 Anche solo 10 minuti fatti bene ogni giorno fanno la differenza!


🧘‍♂️ Esercizi semplici (senza tappetino)

Perfetti appena svegli, anche in pigiama:

1. Stretching verso l’alto

Allunga le braccia sopra la testa
⏱️ 20–30 secondi

2. Rotazioni del collo

Movimenti lenti destra/sinistra
🔁 10 volte

3. Circonduzioni delle braccia

Fai cerchi con le braccia
🔁 10 avanti + 10 indietro

4. Torsioni del busto

Ruota il tronco a destra e sinistra
🔁 10 volte

5. Sollevamento ginocchia

Porta le ginocchia al petto alternando
🔁 10–15 per gamba

6. Mezzi squat

Piega leggermente le ginocchia
🔁 10–15 ripetizioni

7. Sollevamento sui piedi

Alzati sulle punte
🔁 15 volte


🧘‍♀️ Esercizi con tappetino

Ideali se vuoi qualcosa di più completo:

1. Stretching gambe

Tocca le punte dei piedi da seduto
⏱️ 20–30 secondi

2. Plank (base)

In posizione a pancia in giù
⏱️ 15–30 secondi

3. Addominali semplici

Solleva leggermente il busto
🔁 10–15 ripetizioni

4. Bridge (ponte)

Solleva il bacino
🔁 10–15 ripetizioni

5. Slanci gambe

Una gamba alla volta all’indietro
🔁 10 per gamba

6. Stretching schiena

Posizione raccolta (tipo “palla”)
⏱️ 20 secondi

7. Respirazione profonda

Inspira dal naso, espira lentamente
⏱️ 1–2 minuti


✅ Esempio routine veloce (15 minuti)

  • 5 min → esercizi in piedi

  • 8 min → esercizi a terra

  • 2 min → respirazione


💡 Consigli utili

  • Vai piano all’inizio (il corpo è “freddo”)

  • Respira sempre in modo regolare

  • Non serve forza: meglio movimenti lenti e controllati

  • Costanza > intensità

















lunedì 26 gennaio 2026

No alle bustine di TE o di Tisana

 

 Perché non dovremmo più usare le bustine di tè: 

quando la praticità non è esattamente amica della salute e dell'ambiente
Per migliaia di anni, preparare il tè ha rappresentato un invito a connettersi con il “qui e ora”, attraverso un'esperienza sensoriale unica. Si pensi alla cerimonia del tè giapponese, ispirata al buddismo zen, oppure alla tradizione britannica dell'afternoon tea, sinonimo di comunità e convivialità. A prescindere dalle innumerevoli proprietà salutari che gli sono attribuite, è probabilmente il fatto di essere simbolo dell'arte della lentezza – un lusso nella frenetica società di oggi – a rendere il tè la seconda bevanda più consumata al mondo, dopo l'acqua.

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 meglio bustine di tè o tè sfuso?

 Com'è nato il tè in bustine

Ma anche il rito del tè ha finito per cedere al principio regolatore di questi nostri tempi: la fretta. E così, oggi, viene spesso consumato in quella che è considerata la sua declinazione più pratica: la bustina. Un'invenzione che, si noti, ha avuto origine da un equivoco. Nel 1908, Thomas Sullivan, un commerciante di New York, confezionò i suoi campioni di tè in piccole bustine di seta da spedire in Europa, senonché, una volta ricevutili, i destinatari li immergevano direttamente nell'acqua calda, pensando che fosse la soluzione più semplice e rapida.

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L'idea si affermò, ma in una sorta di spirale qualitativamente discendente, con la seta che finì per essere sostituita dal tulle e poi dalla carta. Infine, a metà del XX secolo, la plastica – un derivato del petrolio – è entrata nelle nostre tazze da tè. Le bustine in polietilene tereftalato (PET) e nylon sono diventate la norma.
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 Che cosa ingeriamo?
Il problema è che questi materiali sintetici si disintegrano quando entrano in contatto con l'acqua bollente. Uno studio canadese del 2019, pubblicato sul Journal of Environmental Science & Technology, ha dimostrato che una singola bustina di tè introdotta nell'acqua alla normale temperatura di infusione di 95°C rilascia non meno di 11,6 miliardi di particelle microplastiche e 3,1 miliardi di nanoplastiche

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 Gli scienziati sono stati i primi a restare sorpresi da queste quantità abnormi. Nel 2024, i ricercatori di PlasticHeal, un progetto finanziato dall'Unione Europea, hanno condotto uno studio da cui è emersa, per la prima volta, la capacità di queste micro-nanoparticelle di venire assorbite dalle nostre cellule intestinali. Il risultato? Raggiungono il flusso sanguigno e si diffondono in tutto il corpo.

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Attenzione anche a cotone e carta
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«Anche se le bustine del tè non sono di plastica, probabilmente contengono sostanze tossiche», avverte Wendy Kathryn, avvocatessa specializzata in tossine ambientali e fondatrice del podcast Toxin Free(ish). Anche cotone e carta, infatti, pongono dei problemi, perché potrebbero essere stati sbiancati con il cromo, un metallo pesante. Inoltre, esiste la possibilità che le bustine di carta siano state sigillate con polipropilene, cioè, ancora una volta, con la plastica, che può costituire fino un quarto della bustina. «Gli ftalati, le sostanze perfluoroalchiliche, o PFAS, e i pesticidi, tra cui il glifosato, sono presenti nella maggior parte delle bustine», aggiunge Kathryn.
[19:11, 23/01/2026] Emanuele Sblendorio: Stesso discorso ovviamente valido per bustina di camomilla e tisane varie

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Bisogna Tornare all'essenza del rito del bere il te o una tisana calda
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Anche se le bustine a base vegetale stanno cominciando a fare la loro timida comparsa, la soluzione migliore è sempre quella di utilizzare  tè e ingredienti  di tisane sfusi e di lasciarli in infusione in un filtro d'acciaio inossidabile. E pazienza se poi dovrete svuotare il colino e sciacquarlo: quel minuto in più che queste semplici operazioni richiedono non farà che riavvicinarvi all'autentica essenza del rito di bere una buona  bevanda  calda salutare contraria alla fretta.                                                                             La morale? Se siete di corsa, bevete caffè.


domenica 25 gennaio 2026

I SEMI DI CHIA

 

I SEMI DI CHIA

I semi di chia sono originari dell’america centrale e dell’america latina . Ai tempi degli ATZECHI i SEMI DI CHIA venivano chiamati semi della forza. Questo perché sono ricchi di vitamine, di fibbre, di antiossidanti e soprattutto di acidi grassi essenziali . infatti i semi di chia sono la fonte vegetale più ricca di OMEGA 3 e quindi sono utilissimi per VEGANI e VEGETARIANI. Perché il 75% dei suoi grassi è rappresentato da acido alfa-linolenico  che è il precursore delle forme attive che sono : l’EPA e il DHA

Cosa fa l'acido EPA?

A cosa serve l'acido eicosapentaenoico? Sembra che l'acido eicosapentaenoico possa rallentare la coagulazione del sangue e combattere dolore e gonfiori. Il motivo per cui lo si assume più spesso è però il mantenimento di una buona salute cardiovascolare.

A cosa serve il DHA?

Il DHA (acido docosaesaenoico) è un acido grasso polinsaturo della serie omega-3. Il DHA, insieme ad EPA, contribuisce alla normale funzione cardiaca*, al mantenimento di livelli normali di trigliceridi** nel sangue e al mantenimento di una pressione sanguigna normale*

Purtroppo l’acido alfa linolenico non viene totalmente convertito nelle sue forme attive che sono L’EPA e il DHA. Pertanto sarebbe meglio sempre integrare EPA e DHA . lo troviamo nelle alghe .

I semi di CHIA inoltre essendo ricchi di fibbra agiscono anche come mucillagine – facilitano la peristasi intestinale però c’è il discorso che non tutti gli omega 3 vengono trasformati nella loro forma attiva.

Ricordiamo che gli OMEGA 3 sono molto importanti.

(Gli omega 3 vengono per esempio proposti per combattere i trigliceridi alti, l'artrite reumatoide, la depressione, l'Alzheimer e altre forme di demenza, la sindrome da deficit di attenzione-iperattività e l'asma.)

I MIRTILLI

 

I MIRTILLI

I mirtilli sono il cibo forse più ricco di antiossidanti in assoluto perché ricco di  ANTOCIANI . Gli antociani sono dei flavonoidi carratterizzati da questo alimento blu-viola-scuro . gli ANTOCIANI hanno questo potere fortemente ANTIOSSIDANTE e ANTIINFIAMMATORIO soprattutto sulle infiammazioni del tratto GENITO URINARIO e quindi CANDIDECISTITI . I mirtilli inoltre ci aiutano nella DETOSSINAZIONE da METALLI PESANTI . Sono un ottimo ricostituente per il nostro fegato e sono anche un ottimo prebiotico in quanto ricchi di fibbra.

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 I mirtilli ovviamente è più facile trovare quelli coltivati, ma se si riuscisse a trovare quelli selvatici , questi che sono più piccoli , sono molto più ricchi di antiossidanti e il loro potere antifiammatorio è decisamente più importante. I mirtillli sono una pianta antichissima e addirittura gli indiani di America hanno notato che la prima pianta a rinascere dalle ceneri dell’incendio erano proprio le piante dei mirtilli. E’ una pianta che resiste anche al congelamento .

 si sa che con il congelamento molti alimenti perdono il loro valore nutrizionale questo non succede con i mirtilli che anzi congelati migliorano e diventano più efficaci.

L’AVOCADO

 

L’AVOCADO

L’avocado potremmo definirlo quasi il frutto più materno che ci sia perché ha una composizione simile a quella del latte materno . E’ un alimento che se noi osserviamo la sua signatura e come è fatto ci ricorda l’utero infatti è un alimento sicuramente da favorire durante la gestazione quindi per le donne in gravidanza, in allevamento, per i bambini piccoli,perché essendo anche un alimento morbido può essere anche dato ai bambini piccoli sempre chiedendo il parere al pediatra . l’avocado è un frutto, ma fondamentalmente è tutto grassi , ma ha delle componenti interessanti. E’ ricco di ACIDO OLEICO che è un acido essenziale che troviamo anche nell’olio di oliva. L’acido oleico come nel caso dei broccoli ha degli isotiocianati cioè dei composti  fitochimici che poi sono responsabili del colore giallo verde della sua polpa che permettono di lenire che riparare la mucosa sia gastrica che intestinale.

E quindi quando parliamo di infiammazioni gastriche ma soprattutto intestinali e quindi :

INTOLLERANZE ALIMENTARI – MORBO DI CROHN –RETTOCOLITE ULCEROSA – COLON IRRITABILE – GAS INTESTINALI

L’AVOCADO è l’alimento giusto perché veramente è una PANACEA .Aiuta a lenire e ridurre queste infiammazioni. L’avocado poi è ricchissimo di vitamine e Sali minerali. L’avocado ha molto più POTASSIO rispetto a quello che troviamo nella banana. La sua azione antiinfiammatoria si esplica anche a livello di artriti, infiammazioni delle giunture, di infiammazioni e problematiche neurodegenerative, quindi l’AVOCATO è assolutamente indicato per la prevenzione di DEMENZAALZHEIMERPARKINSON. Agisce anche favorevolmente sulla pelle donando un COLORITO più LUMINOSO- RIDUCENDO le OCCHIAIA. Aumentando sicuramente l’idratazione della nostre CUTE. Ed essendo molto ricco di fibbra perché ne contiene circa un  80% potrebbe essere addirittura considerato un PREBIOTICO quindi un alimento per i nostri BATTERI BUONI dell’intestino per favorirne la colonizzazione. Quindi l’avocado possiamo inserirlo più volte nella settimana perché ci fa benissimo

ANTIFIAMMATORI NATURALI

 

Antinfiammatorio naturale: quali sono i più potenti
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Con la definizione di antinfiammatori naturali si intendono tutti quei prodotti a base di piante o di erbe officinali che svolgono un ruolo benefico nei confronti dell'infiammazione.
Ma quali sono, allora, i rimedi naturali contro le infiammazioni più potenti e come si possono utilizzare?
Ecco una carrellata con le specie vegetali più diffuse e utilizzate:
    • Aloe. L'aloe si assume generalmente in sotto forma di succo o si applica come gel per un uso topico. È utile per trattare i disturbiosteoarticolari, quelli intestinali (gastrite, colite, intestino irritabile, ulcera), ma anche per lenire la pelle. Creme antinfiammatorie naturali a base di aloe, infatti, sono molto utili in caso si soffra …
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 Malva. 
La malva è una pianta conosciuta da molti secoli che viene impiegata per lenire il dolore e indurre uno stato di rilassamento. Fiori e foglie contengono, infatti, delle mucillagini ricche di principi attivi che agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso. Ciò fa sì che esse siano protette dagli agenti irritanti e per questo motivo la malva è utilizzata contro la tosse e nei disturbi all'apparato digerente; 
      
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    Calendula.
 La calendula è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee che presenta i caratteristici fiori giallo-arancio. Viene utilizzata fin dall'antichità per confezionare una crema antinfiammatoria naturale utile contro tagli, ferite, bruciature, punture di insetto, traumi, ematomi, infiammazioni della pelle, emorroidi e addirittura vene varicose. la calendula viene impiegata comunemente per preparare pomate antinfiammatorie naturali che si possono applicare direttamente sulla zona interessata dall'infiammazione; 
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Antinfiammatori naturali per le articolazioni
      Arnica.
    • Considerato un antinfiammatorio naturale per le articolazioni, l'estratto dalla pianta dell'arnica si trova sotto forma di crema, di gel o di unguento e si applica a livello topico sulla zona dolorante. L'arnica è una specie vegetale originaria delle zone montuose dell’Europa centrale e viene utilizzata com antidolorifico e lenitivo in caso di traumi fisici o di punture di insetto. Può essere utilizzata per preparare impacchi antinfiammatori naturali da applicare direttamente sulla contusione o sui muscoli infiammati, tuttavia si trova anche sotto forma di integratore o preparato omeopatico da assumere per via orale;
[12:04, 25/01/2026] Emanuele Sblendorio: Curcuma.
la curcuma è una spezia di colore giallo arancio che si ottiene dalla pianta Curcuma Longa. Oltre ad essere impiegata come spezia, questa sostanza viene utilizzata anche come integratore alimentare nel trattamento di varie patologie. Svolge infatti un’azione antiossidante, antinfiammatoria ed immunostimolante. La curcuma si trova disponibile sotto forma di integratori da assumere per via orale e viene consigliata in caso di reumatismi, orticaria, dermatiti, riniti, faringiti e problemi digestivi. Questa spezia si caratterizza per la presenza di buone quantità di vitamina B6 e di vitamine C, E, K, B1 e B2; 
    • Betulla. La betulla, soprattutto se associata alla Boswellia, rappresenta una valida alleata nei casi in cui si ha la necessità di sconfiggere stati infiammatori a carico delle articolazioni.
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      Omega 3.
    • Gli Omega 3 sono considerati tra i più efficaci rimedi contro il dolore articolare e hanno la funzione di preservare dalla rigidità articolare, alleviando i sintomi dell'osteo-artrite. 
Altri antinfiammatori naturali per i dolori muscolari molto efficaci sono, poi, la Boswellia serrata, l'artiglio del diavolo, il frassino e l'olio di canfora.
La Boswellia, ad esempio, anche chiamata "pianta dell’incenso", è un albero che cresce in Nord Africa, in India e in alcune zone dell'Asia, che si caratterizza per la presenza di una resina ricca di principi attivi che contrastano dolore e infiammazione.
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salice bianco
Un altro potente antinfiammatorio muscolare naturale, inoltre, è il salice bianco, che si ricava dalla corteccia di quest'albero molto diffuso. Il salice contiene flavonoidi (luteolina, naringenina, eterosidi del quercetolo, eriodictyol), tannini, composti fenolici e salicilati, i quali sono in grado di migliorare i dolori alla schiena e sono utili nel trattamento dell'artrite reumatoide.
[12:04, 25/01/2026] Emanuele Sblendorio: Antinfiammatori per l'apparato digerente
I prodotti naturali antinfiammatori dedicati ad alleviare le irritazioni all'apparato digerente si assumono solitamente sotto forma di infuso, di tisana o di integratore per via orale.
Essi agiscono proteggendo l’apparato gastroenterico e alleviando il dolore derivato dai disturbi gastrointestinali. Fra le piante maggiormente utilizzate vi sono:
 l'aloe vera
zenzero
 liquirizia
melissa
cardo mariano
la camomilla
       finocchio
      malva
      alloro
      tarassico
       liquirizia
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      La liquirizia, ad esempio, altro rimedio vegetale molto utilizzato: la Glycyrrhiza glabra, infatti, è una pianta erbacea perenne che vive in Europa Orientale e Meridionale, e nell'Asia Centro Occidentale.
Viene sfruttata a scopo antinfiammatorio, gastroprotettivo ed espettorante, in virtù della presenza delle saponine triterpeniche, le quali svolgono una blanda azione antibatterica. Il cardo mariano, invece, trova impiego nella protezione del fegato, infatti riesce a salvaguardare le membrane degli epatociti, inoltre ha una funzione diuretica e digestiva.
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      Antinfiammatori per la circolazione
Tra gli estratti vegetali più utili nel migliorare la circolazione sanguigna troviamo:
    • l'ippocastano. I frutti dell'ippocastano contengono dei flavonoidi e le saponine triterpeniche, che svolgono un'azione drenante e venotoniche; 
    • il rusco. Il rizoma della pinta di Ruscus aculeatus contiene sostanze benefiche nei confronti dei vasi sanguigni, inoltre ha capacità antinfiammatorie e decontratturanti; 
    • la centella. Comunemente utilizzata per contrastare la cellulite, la pianta della centella si caratterizza per combattere ristagni di liquidi e problemi alla circolazione.

ECHINACEA

 

A cosa serve l'echinacea e quali sono le sue proprietà? Scopri come gli integratori di echinacea possono diventare un alleato prezioso per tenere lontani i malanni stagionali grazie a un'azione antibatterica e immunostimolante che aiuta le naturali difese dell'organismo e la funzionalità delle vie respiratorie.
C'è chi lo ama alla follia e chi non lo sopporta. Stiamo parlando dell'autunno, che porta con sé temperature più basse, pomeriggi più corti e una gran voglia di accoccolarsi sotto le coperte.

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Con i primi freddi si diffondono anche i malanni stagionali da raffreddamento, ed ecco che virus e batteri, favoriti dai luoghi chiusi e affollati, iniziano a diffondersi.
L’echinacea è una pianta erbacea perenne dai bellissimi fiori rosa acceso originaria dell’America settentrionale, dove era usata dalle popolazioni indigene come rimedio terapeutico. 

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All'interno del genere Echinacea esistono 3 specie che si distinguono per le proprietà fitoterapiche e che vengono utilizzate negli integratori alimentari nutraceutici per adulti e bambini:
Echinacea pallida,Echinacea angustifoliaEchinacea purpurea
Nelle radici e nei fiori, simili a grosse margherite rosa, sono concentrati i principi attivi, tra cui soprattutto l’echinaceina, un derivato dell’acido caffeico, che stimola il sistema immunitario e svolge anche un’azione antibatterica, fungicida e antivirale.Per fortuna, ci sono molte sostanze naturali che possono venirci in aiuto con un'attività preventiva di rafforzamento del sistema immunitario o per aiutare l'organismo a combattere al meglio gli agenti patogeni. Tra questi rimedi di origine naturale, trova spazio l'echinacea, una pianta dai bellissimi fiori adatta a essere assunta da adulti e bambini sotto forma d integratore.

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Grazie alla significativa concentrazione di flavonoidi, la pianta è anche un ottimo antin?ammatorio ad ampio spettro. Da notare che l'echinacea rinforza i nostri scudi di difesa immunitari anche contro i batteri che, d'estate, infettano orecchie, bronchi, naso, gola che si infiammano per via degli sbalzi di temperatura estivi (come l'aria condizionata, o un bagno in acqua troppo fresca).L' echinacea ha un'azione antibiotica molto interessante, che trova particolare applicazione a scopo preventivo, rendendoci più forti e resistenti in caso di una maggiore potenzialità di contagio in luoghi pubblici affollati dove basta poco per trasmettere i germi.
Tuttavia, l' echinacea trova la sua utilità anche quando i primi sintomi da raffreddamento hanno già fatto la loro comparsa. Dai dolori all’orecchio, al comune mal di gola o raffreddore, la pianta riesce ad avere un notevole effetto sull'attivazione dei macrofagi come i nostri "agenti di pronto intervento immunitario", quindi come coadiuvante antibatterico e antinfiammatorio che favorisce un maggior potenziale di difesa nella risoluzione della problematica in corso.

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Negli ultimi anni, la ricerca (in particolare uno studio dell'Università di Cardiff) ha presentato alcune interessanti conferme sulla sua efficacia, dove emerge una capacità potenziale dell’echinacea di ridurre in modo significativo il rischio di infezioni respiratorie. Si conferma inoltre la sua reale azione nei confronti di agenti patogeni.
[18:48, 27/10/2025] Emanuele Sblendorio: In campo medico-sanitario, viene comunemente consigliata da medici e pediatri come rimedio naturale, valido e sicuro per il trattamento di raffreddore, tosse, infiammazioni del cavo orofaringeo, bronchiti rispetto ai quali, nel 2015, l’Agenzia Europea per i medicinali (EMEA) ha espresso un parere positivo.

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Echinacea: controindicazioni
L'echinacea viene definita un rimedio naturale sicuro, ma non è indicata nelle persone allergiche alle piante della famiglia delle asteraceae e non è possibile utilizzarla in caso di terapie con farmaci immunosoppressori,  proprio perché essendo un immunostimolante, interferirebbe con la loro azione.

giovedì 27 novembre 2025

IMPORTANZA DEL SONNO REM

 

 
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Ciclo del sonno e fasi del sonno: fase rem significato

Succedono tante cose nel tuo corpo quando dormi. Quando ti addormenti passi dalla Fase non REM alla fase REM o del sonno paradossale o sonno paradosso. Quando dormiamo di notte, accade di passare attraverso diversi cicli di sonno. Ciascuno di questi cicli consiste di 5 fasi del sonno differenti.

Il cervello quindi attraversa cinque fasi distinte durante il sonno: fasi 1, 2, 3, 4 e sonno REM (movimento rapido degli occhi). Durante il sonno REM, i tuoi occhi si muovono rapidamente in diverse direzioni da qui il significato dell’acronimo (rapid eye movement). Ciò non accade durante il sonno non REM.

La fase rem del sonno rappresenta circa il 25% del tuo ciclo del sonno e si verifica per circa 70-90 minuti dopo esserti addormentato. Poiché il ciclo del sonno si ripete, il sonno REM si verifica più volte durante la notte.

Caratteristiche della fase REM

  • Come indica il nome, i tuoi occhi si muovono rapidamente in tutte le direzioni durante la fase rem e in modo rapido.

  • È durante questo stadio del sonno (il sonno fisiologico profondo) che di solito accadono i sogni fase rem potenti. Lo stesso vale per gli episodi di sonnambulismo ed enuresi (volgarmente detta farsi la pipì addosso).

  • Questo stadio è anche caratterizzato da un aumento del ritmo cardiaco e della respirazione e i loro ritmi possono diventare irregolari.

  • Gli stadi REM di solito diventano più lunghi col passare della notte, e l’ultimo stadio REM può durare un’ora.

Il sonno REM stimola le regioni del cervello che si dedicano all’apprendimento. Gli studi hanno dimostrato che quando le persone vengono private del sonno REM, non sono in grado di ricordare ciò che è stato insegnato loro prima di andare a dormire ( studio ). La mancanza di sonno REM è stata anche collegata a determinate condizioni di salute, tra cui l’emicrania. 

Quanto dura un sogno?

La durata di un sogno può variare a seconda delle persone. Alcuni sogni durano solo per pochi secondi, altri arrivano anche 30 minuti. In media una persona fa dai tre ai cinque sogni a notte, mentre qualcuno riesce a farne anche sette. Durante l’arco dell’intera vita una persona impiega per sognare circa sei anni.

Il fabbisogno di sonno diminuisce con l’età. Il sonno essenziale che si riferisce al sonno REM e profondo. È quello che permette di riposare di più. Le ore di sonno ideali variano a seconda dell’età: si passa dalle 12 ore e 30 dei bimbi fino a 2 anni di età con una fase rem di 3 ore, alle 6 ore, via via che si raggiungono i 60 anni, con una fase rem che arriva a un’ora e 30. Dopo i 50 anni la durata del riposo notturno diminuisce di circa 27 minuti ogni dieci anni.

È interessante sapere che nelle persone in buona salute, che coltivano tanti interessi e che sono soddisfatti della loro qualità della vita, la qualità del sonno non si modifica con l’età. Le ricerche mediche confermano e consigliano di conservare il ritmo veglia-sonno più costante possibile.

Quando si sogna

Si sogna sopratutto nella seconda parte della notte alcune ore prima dell'ora abituale del risveglio. se passate una notte in bianco, fra le 5 e le 6 del mattino la pressione dei sogni si farà sentire. Il vostro cervello tenderà disconettersi e i pensieri diventeranno disorganizzati e fugaci, i muscoli si rilasseranno improvvisamente e la vostra testa cadrà da sola in avanti.

Per chi decide di affrontare un lungo viaggio in auto e di spingersi al limite guidando tutta la notte, questo è il periodo più pericoloso al volante. Non si tratta solo di fatica nel senso di sonno. E' il vostro cervello che cerca di sognare malgrado voi.

Cambiamento di fuso orario.

Quando cambiamo fuso orario, anche nel luogo dove siamo arrivati dormiamo da mezzanotte alle 8 del mattino.

I ritmi biologici impiegano molti giorni per rimettersi in fase gli uni con gli altri. I sogni per esempio continuano a volersi esprimere all'ora migliore per loro, che può corrispondere alle 10 del mattino a Riad o alle 5 del pomeriggio a Sidney. Di colpo,numerose funzioni biologiche si trovano sregolate e ciò spiega i sintomi del salto di fuso orario.

Con intensità minore, lo stesso fenomeno si riproduce durante il fine settimana,quando si va a letto alle 4 o alle 5 del mattino,dopo aver fatto le ore piccole il sabato sera.

Anche se l'indomani dormiamo fino a mezzogiorno,il periodo biologico non sarà in fase con gli altri ritmi biologici del corpo.

Le ultime ore del sonno per esempio coincidono con il momento in cui il cortisolo comincia già a aumentare e vengono dopo la fase del sonno dei sogni,così finiamo per passare tutta la giornata in uno stato di confusione e apatia,talvolta perfino di leggere depressione.



 

giovedì 16 ottobre 2025

UMORE E SALUTE

 

 UMORE E SALUTE
Gli scienziati hanno condotto uno studio straordinario. 
Una sola goccia di sangue di un partecipante è stata posta sotto un microscopio e proiettata su uno schermo. 
Quello che hanno visto era affascinante: i batteri si muovevano lentamente… e i macrofagi – la “squadra di pulizia” del sangue – erano semplicemente inerti.
I batteri vagavano liberamente, come in una tranquilla passeggiata notturna.
E i macrofagi? Profondamente addormentati, ignorando completamente il loro compito.
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Poi è successo qualcosa di inaspettato. 
Al partecipante è stato mostrato un film divertente e, man mano che il suo umore migliorava, i macrofagi si sono improvvisamente “risvegliati”. 
Uno di loro si è avvicinato a un batterio e ha iniziato a divorarlo con vero entusiasmo.
Non era l’ora di pranzo. Era scienza.
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 Il nostro stato d’animo influisce direttamente sulle nostre cellule immunitarie.
Ecco la parte sorprendente: il campione di sangue era stato separato dal partecipante e si trovava in un’altra stanza. 
In qualche modo, il cambiamento dello stato emotivo della persona ha influenzato il sangue a distanza.
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Quando i ricercatori hanno mostrato scene di film horror, è accaduto l’opposto. 
I batteri si sono energizzati, si sono moltiplicati rapidamente e hanno persino iniziato ad attaccare i macrofagi, costringendoli a ritirarsi.
 Lo stato della nostra coscienza gioca un ruolo cruciale nel mantenimento del nostro ecosistema interiore.
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E non finisce qui. 
Poiché i nostri familiari condividono la nostra linea di sangue, i nostri stati emotivi possono influenzare anche il loro sistema immunitario, persino a distanza di continenti. 
Questo è ciò che alcuni chiamano “immunità familiare”.
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Un orologiaio raccontò una volta una storia: ogni volta che il suo indice sinistro iniziava a tremare – rendendo impossibile il suo lavoro di precisione – non lo massaggiava né assumeva integratori. 
Telefonava a sua madre, che si trovava a migliaia di chilometri di distanza, e le diceva:
«Mamma, ti stai preoccupando di nuovo! Smettila, così non riesco a lavorare!»
Anche una lieve ansia materna era sufficiente per influenzare la sua fisiologia.
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Il messaggio:
Il vecchio detto “È la mia vita, faccio quello che voglio” è superato. Il nostro stato mentale influisce non solo sulla nostra salute, ma anche sul benessere di chi amiamo.
Perciò, trova modi per coltivare gioia, risate e armonia interiore – non solo per te stesso, ma per tutta la tua “tribù immunitaria”.
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P.S. Questo ricorda la storia di Norman Cousins, che guarì da una malattia terminale grazie alla risata. La sua vicenda, raccontata in Anatomia di una malattia (1976), dimostrò che le emozioni positive possono attivare i sistemi di guarigione del corpo.
A quanto pare, “la risata è la migliore medicina” non è solo un detto: è fisiologia.

RIDERE FA BENE

 i benefici della risata sulla salute 
Lo psicoterapeuta descrive vari benefici che la risata può apportare alla salute. 
1. RIDUCE LO STRESS.
“Ridere agisce come una vera e propria valvola di sfogo. A livello fisiologico, favorisce il rilassamento muscolare e abbassa i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. Il corpo, ridendo, si ‘resetta’: si respira più profondamente, il battito si regolarizza, la mente si alleggerisce. Anche solo osservare qualcuno che ride può innescare un effetto specchio nel nostro cervello, portando beneficio immediato”. 
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2. MIGLIORA L’UMORE. 
Lo dice anche la scienza ed è ormai validato in psicologia e in psichiatria . “La risata stimola la produzione di endorfine, serotonina e dopamina, ovvero i 3 neurotrasmettitori associati al piacere, alla motivazione e al benessere. Ridere, anche per un motivo banale, può avere un impatto concreto sull'umore della giornata”.  Quindi, diciamo che una fragorosa risata ogni tanto, se sentita e non stentata, è anche una strategia di benessere che può avere un impatto sulla qualità della vita. 
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3.  È UNA STRATEGIA COMUNICATIVA QUANDO SI  È IN DIFFICOLTA’ E NON SI SA COSA RISPONDERE. 
“L'umorismo è una delle forme più raffinate dell’intelligenza emotiva - dichiara il dott. Ricceri - . Chi riesce a ridere, anche solo un po’, delle proprie fatiche dimostra una mente capace di spostarsi, di allentare, di trovare aria dove prima c’era chiusura. La risata non nega il problema, ma lo ridimensiona, gli toglie potere. In ambito clinico, il momento in cui un paziente riesce a fare una battuta su ciò che lo ferisce segna spesso un passaggio chiave: non è più solo vittima dell’emozione, comincia a poterne parlare, a guardarla da un altro punto. La risata crea distanza, ma una distanza abitabile, quella che consente di riorientarsi, senza doversi difendere”. 
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4. RAFFORZA LE RELAZIONI SOCIALI.
“Ridere insieme crea connessione. Favorisce l'empatia, la reciprocità, l'inclusione. Nei gruppi terapeutici, una risata condivisa può rompere la diffidenza, sciogliere la vergogna, creare un clima di autentica umanità. Anche nella vita quotidiana, ridere in coppia o tra amici è un potente collante affettivo. Si ride con chi ci si sente sicuri: la risata è un termometro della fiducia”. 
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5. RIDUCE IL DOLORE. 
“Diversi studi mostrano che la risata può aumentare la soglia di sopportazione del dolore grazie al rilascio di endorfine. Ma anche a livello simbolico, ridere rappresenta un modo per cambiare la percezione della sofferenza. In alcune esperienze di terapia del dolore cronico, inserire momenti comici o ludici ha migliorato la qualità di vita dei pazienti. L’ approccio psicologico che integra quello clinico, ovvero la risata a uso terapeutico, non solo può aiutare a curare la parte fisica ed emotiva del paziente affetto da dolore ma può influenzare positivamente anche la sua sfera espressiva (comunicazione) e relazionale che si auto aiuta prendendosi cura di sé”. 
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6. FAVORISCE LA CREATIVITA’. 
“L'umorismo rompe gli schemi logici, introduce connessioni inaspettate, stimola il pensiero divergente. Nella terapia psicodinamica è frequente usare immagini comiche o metafore ironiche per aiutare il paziente a uscire da loop rigidi. Ridere rende la mente più flessibile: apre spazio al nuovo, all'imprevisto, al possibile”. 
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7. PROMUOVE IL BUON SONNO. 
“Ridere prima di dormire riduce l'attivazione fisiologica legata all'ansia e ai pensieri intrusivi. Alcune routine serali, che includono momenti leggeri (un film comico, un libro divertente, una telefonata con una persona cara), migliorano l'inizio e la qualità del sonno. Aiutare i pazienti a reinserire piccoli rituali di leggerezza nella giornata è una strategia semplice ma efficace nella gestione dell'insonnia”.

 

mercoledì 24 settembre 2025

ALOE E GASTRITE

 

 

Aloe Vera per Gastrite e Reflusso: 

Un Rimedio Naturale Efficace

 

 L’Aloe Vera è una pianta conosciuta da millenni per le sue 

 

 numerose proprietà benefiche. Negli ultimi anni, è diventata

 

  sempre più popolare come rimedio naturale per diverse 

 

 problematiche digestive, tra cui la gastrite e il reflusso 

 

 gastroesofageo. Ma come può l’Aloe Vera aiutare a migliorare 

 

 queste condizioni? Scopriamolo insieme.

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Maggio 22, 2024 - Dott. Federico Mulazzani

L’Aloe Vera è una pianta conosciuta da millenni per le sue numerose proprietà benefiche. Negli ultimi anni, è diventata sempre più popolare come rimedio naturale per diverse problematiche digestive, tra cui la gastrite e il reflusso gastroesofageo. Ma come può l’Aloe Vera aiutare a migliorare queste condizioni? Scopriamolo insieme.

Proprietà dell’Aloe Vera

L’Aloe Vera è ricca di sostanze nutritive, tra cui vitamine, minerali, enzimi e aminoacidi. Le sue proprietà antinfiammatorie e lenitive la rendono un ottimo alleato per il tratto gastrointestinale. Ecco alcune delle principali caratteristiche che la rendono efficace contro la gastrite e il reflusso:

  • Antinfiammatoria: l’Aloe Vera può ridurre l’infiammazione della mucosa gastrica, alleviando il dolore e il disagio associati alla gastrite. Uno studio ha dimostrato che l’Aloe Vera può ridurre l’infiammazione grazie ai suoi composti bioattivi .

  • Lenitiva: grazie alle sue proprietà emollienti, l’Aloe Vera calma e protegge le pareti dello stomaco e dell’esofago. Un’altra ricerca ha evidenziato l’efficacia dell’Aloe Vera nel lenire la mucosa gastrointestinale .

  • Antibatterica: l’Aloe Vera aiuta a combattere i batteri nocivi presenti nel tratto gastrointestinale, promuovendo una migliore salute digestiva. Alcuni studi indicano che l’Aloe Vera possiede proprietà antimicrobiche significative .

  • Regolatrice: favorisce la regolarità intestinale, prevenendo disturbi come la stitichezza che possono aggravare il reflusso .

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Aloe Vera per la Gastrite

La gastrite è un’infiammazione della mucosa dello stomaco che può causare dolore, nausea e altri sintomi spiacevoli. L’Aloe Vera può essere particolarmente utile in questi casi. Bere succo di Aloe Vera può aiutare a:

  • Ridurre l’infiammazione e il dolore gastrico.

  • Accelerare la guarigione della mucosa dello stomaco.

  • Neutralizzare l’acidità eccessiva, prevenendo ulteriori irritazioni.

Si consiglia di assumere il succo di Aloe Vera a stomaco vuoto, preferibilmente al mattino, per ottenere i migliori risultati. È importante scegliere un prodotto di alta qualità, puro e privo di aloina, una sostanza che può avere effetti lassativi indesiderati.

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Aloe Vera per il Reflusso Gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è una condizione in cui gli acidi dello stomaco risalgono nell’esofago, causando bruciore di stomaco e altri sintomi. L’Aloe Vera può offrire sollievo grazie alle sue proprietà calmanti e protettive. Ecco come:

  • Forma una barriera protettiva sulla mucosa dell’esofago, riducendo l’irritazione causata dagli acidi.

  • Allevia il bruciore di stomaco grazie alle sue proprietà emollienti.

  • Promuove la guarigione dei tessuti irritati.

Per trattare il reflusso, si consiglia di assumere il succo di Aloe Vera mezz’ora prima dei pasti principali. In questo modo, l’Aloe può preparare lo stomaco e l’esofago a ricevere il cibo, riducendo il rischio di reflusso.

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Conclusione

L’Aloe Vera è un rimedio naturale potente e versatile che può offrire sollievo efficace per chi soffre di gastrite e reflusso gastroesofageo. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, lenitive e regolatrici, può migliorare significativamente la salute del tratto gastrointestinale.

Includere l’Aloe Vera nella propria routine quotidiana può essere un passo importante verso una migliore salute digestiva e un benessere generale