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sabato 25 novembre 2023

Alga spirulina

 

La Spirulina-cibo del futuro

 La Spirulina è stata dichiarata come il “Cibo del Futuro” grazie alla sua straordinaria abilità di sintetizzare cibo di alta qualità meglio di qualsiasi altra alga

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Spirulina, alga miracolosa: perché usarla e come.

Ha oltre tre miliardi di anni, ma è più che mai attuale. Pubblicizzata come alimento eccezionale da molti esperti, cos'è veramente? Facciamo il punto su benefici e corretto utilizzo

A lungo riservate ai trattamenti di bellezza e benessere o conservata negli armadi di amici un po' alternativi in termini di nutrizione, le alghe sono ora disponibili e conosciute a tanti. Una in particolare è di moda, utilizzata nel benessere, nella cosmesi, ma anche dai grandi chef stellati: la spirulina

 

Trovato sotto forma di fili verdi o polvere, è un batterio fotosintetico d'acqua dolce, della famiglia dei cianobatteri. Se l'alga ha occupato le pagine delle riviste per un decennio, ha più di tre miliardi di anni. Cresce in modo spontaneo nei laghi vicino all'equatore, in Messico, India, Ciad. 

 

I tanti benefici della spirulina

Raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla FAO, per le sue eccezionali proprietà nutritive, la spirulina è stata definita "cibo del futuro" per le potenzialità nella lotta alla malnutrizione. "La micro-alga è ricca di virtù che deve in parte ai suoi minerali, come rame, potassio, fosforo, zinco, selenio, manganese e ferro - spiega Flavia Bernini, biologa, nutrizionista -. Anche il contenuto in sodio è piuttosto alto, da valutare in una dieta iposodica. Ricca di acidi grassi insaturi di tipo omega 3 e omega 6, l’alga spirulina è fonte di vitamine B1, B2, B3, e di vitamine A, C ed E, è ricca in proteine ed é un cibo amato da atleti e vegetariani". Spesso per errore viene invece consigliata nelle diete vegane come fonte di vitamina B12, che in realtà presenta solo in piccole tracce.  

Proprietà della spirulina

Antiossidante, energizzante, ma anche  disintossicante. "È uno dei pochi integratori con dimostrate capacità di legare metalli pesanti e tossici come mercurio, piombo, arsenico e cadmio. A questo potere si uniscono le sue proprietà antiossidanti, dovute all’azione di un pigmento, la ficocianina, che combatte i radicali liberi prodotti dal nostro corpo". Per gli sportivi la spirulina si è dimostrata preziosa alleata nella resistenza alla fatica, e per migliorare la performance atletica sotto sforzo. Consumarla fa anche del bene al pianeta: coltivata in stagni di acqua dolce, alla luce naturale ed essiccata al sole, la spirulina è economica in termini energetici. 

Modalità di scelta e consumo

"Benché ritenuto un integratore sicuro, se ne sconsiglia l’uso in gravidanza o allattamento e in soggetti in dialisi o immunodeficienti"

 

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Prodotto consigliato


 

VITAMINA D

 

E’ iniziato l’autunno e occorre avere nel sangue il valore della vitamina D superiore a 30 ng. Le giornate riducono il tempo di luce solare, si comincia a restare più a lungo all’interno della casa dei luoghi di lavoro.

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Si ha quindi una tendenza alla progressiva riduzione di vit D. Da evitare. La vitamina D è la regina del sistema immunitario. Agisce su tutte le cellule immunitarie, sia immunita’ innata (macrofagi) in particolare nella immunita adattiva (linfociti T, linfociti con produzione di anticorpi .

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La vitamina D e’ la regina del nostro sistema immunitario. In inverno il rischio di carenza di vitamina D può favorire patologie infettive perché’ il sistema immunitario può essere meno efficiente nella nostra protezione.

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Il 90% di vit D e’ data dalla esposizione al sole, la vit D viene prodotta soprattutto dalla cute.

Solo il 10% e’ ottenuta dagli alimenti: pesce, uova, burro, funghi, alcuni formaggi.

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Consiglio di eseguire analisi sangue per la ricerca della vitamina D, deve essere sempre superiore a 30 ng. Mai sottovalutare il ruolo salutare della vitamina D ad ogni età.

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Il fabbisogno di vitamina D è di 5 nano grammi al giorno.

E’ possibile ottenere questa dose di vitamina D giornaliera esponendo il nostro corpo almeno una ora al sole. La vitamina D per il 90% viene prodotta dall’azione dei raggi solari sulla nostra cute.

Riassunto maggiori funzioni Vitamina D:

La vitamina D è fondamentale per l’assorbimento di alcuni minerali a livello dell’intestino, per cui risulta utile per:
• Artriti
• Reumatismi
• Prevenzione e trattamento dell’osteoporosi
• Ipoimmunità
• Problematiche cardio-vascolari
• Migliorare il tono muscolare
  

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Come integrare la vitamina D: cibo e sole

La vitamina D può essere integrata solo in parte con l’alimentazione; sono infatti pochi gli alimenti che la contengono: tra questi i pesci grassi, come il salmone, lo sgombro, le aringhe, l’olio di pesce (soprattutto l’olio di fegato di merluzzo), i formaggi grassi e le carni rosse.

 

Il contributo maggiore al mantenimento di un adeguato livello di vitamina D arriva quindi dall’esposizione solare. Il consiglio è quello di esporsi al sole almeno 10-5 minuti al giorno nella fascia oraria in cui i raggi solari sono più forti, cioè tra le 10:00 e le 15:00.

 

Se ciò non dovesse bastare, si può valutare, dietro controllo medico, di assumere degli integratori specifici.

Gli integratori di vitamina D

Un valido aiuto alla carenza di vitamina D è l’assunzione di integratori, di cui ne esistono diverse varianti qui sotto alcuni consigliati.

BENESSERE ALCALINO BIO

venerdì 24 novembre 2023

VITAMINA C


La vitamina C, anche detta acido ascorbico o ascorbato, è un nutriente essenziale appartenente al gruppo delle vitamine idrosolubili – come anche tutte quelle del gruppo B.

 Shutterstock

Molti animali, tra cui anfibi, rettili, alcuni uccelli e mammiferi, possono sintetizzare vitamina C a partire dal glucosio. D'latro canto, tra i Mammiferi, solo l'uomo, altri primati e la cavia non hanno questa capacità a causa della carenza di enzima L-gulono-g-lattone ossidasi. In tal caso dev'essere quindi assunta con la dieta.

Lo Sapevi che...

Già nel XVI secolo era noto che lo scorbuto poteva essere prevenuto o curato somministrando estratti di aghi di pino, di verdure o di limone, ma solo nel 1912 Funk ipotizzo la presenza nelle piante verdi di una sostanza idrosolubile ad azione antiscorbutica, nel 1921 tale sostanza fu isolata e denominata vitamina C.

La vitamina C si trova principalmente negli alimenti di origine vegetale e solo marginalmente nel fegato (frattaglia) e nel latte. Invece, spiccano per l'apporto di acido ascorbico: agrumi, altri frutti aciduli (come i kiwi e le mele), i peperoni, il prezzemolo, i cavoli, le fragole ecc.

Sensibile all'ossigeno, al calore e alla luce, la vitamina C è un nutriente molto delicata che deperisce con la conservazione e varie manipolazioni. Data la sua termolabilità, in seguito a cottura ne rimangono quantità decisamente inferiori, già pregiudicate dal taglio e quindi dall'esposizione all'ossigeno (peggiorata dalla conservazione).

Le funzioni principali della vitamina C gravitano attorno alla riparazione dei tessuti corporei, alla produzione di alcuni neurotrasmettitori, al funzionamento di numerosi enzimi, alla funzione immunitaria e a quella antiossidante. Viene impiegata come additivo alimentare, per integratori e cosmetici. Trattasi della vitamina maggiormente interessata dall'industria dell'integrazione alimentare – soprattutto per il suo ruolo immunitario e antiossidante.

La vitamina C – soprattutto in associazione con FANS come l'acido acetil salicilico – è inclusa nell'elenco dei medicinali essenziali della "Organizzazione Mondiale della Sanità" (OMS), tra i più sicuri ed efficaci necessari al sistema sanitario. È disponibile sia come farmaco generico, sia come prodotto da banco.

L'assorbimento della vitamina C è efficiente e avviene nell'intestino tenue. Se assunta in quantità eccessive, l'efficacia di questo processo diminuisce. Quando assente o quasi nella dieta (avitaminosi o ipovitaminosi), determina l'insorgenza di scorbuto, che tuttavia compare dopo settimane o mesi – a seconda della pienezza delle scorte nel fegato e nel surrene.

Vedi anche


 

 

 

sabato 28 ottobre 2023

Sigarette elettroniche fanno bene o male?

 

Con il nome di sigaretta elettronica (spesso abbreviata in e-cig, dall'inglese) si intende un dispositivo che permette di inalare vapore, in genere aromatizzato, contenente quantità variabili di nicotina (in genere, tra 6 e 20 mg), in una miscela composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altre sostanze, tra cui gli aromatizzanti. 

Nei fumatori la pratica di aspirare dal cilindretto a forma di sigaretta, per la quale è stato coniato il neologismo "svapare", fornisce non solo la nicotina di cui sente il bisogno l'organismo che ha sviluppato dipendenza, ma anche un'esperienza tattile, olfattiva e gustativa che richiama quella della sigaretta.

Effetti sulla salute delle sigarette elettroniche

Ad aprile 2021 è stato pubblicato il parere finale del Comitato scientifico della Commissione europea, che valuta i rischi sanitari emergenti (SCHEER - Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks) sugli effetti sulla salute e la dimensione di salute pubblica delle sigarette elettroniche.
Il Comitato ha riscontrato elementi di prova moderati dei rischi di danni irritativi locali alle vie respiratorie e un livello moderato, ma in crescita, di evidenze provenienti da dati umani che indicano che le sigarette elettroniche hanno effetti nocivi sulla salute, in particolare, ma non solo, sul sistema cardiovascolare. Inoltre ha riscontrato elementi di prova da deboli a moderati dei rischi di cancerogenicità per le vie respiratorie dovuti all'esposizione cumulativa a lungo termine alle nitrosammine e all'esposizione all'acetaldeide e alla formaldeide e ha concluso che vi sono forti elementi di prova del rischio di avvelenamento e lesioni a causa di ustioni ed esplosioni.
Ha inoltre riscontrato elementi di prova da deboli a moderati di diversi rischi connessi all'esposizione passiva. Nel complesso, vi sono evidenze moderate del fatto che le sigarette elettroniche sono una via di accesso al tabagismo per i giovani ed evidenze forti del fatto che gli aromi contribuiscono in modo significativo all'attrattiva della sigaretta elettronica e all'iniziazione al suo utilizzo. Al contempo vi sono scarse prove a sostegno dell'efficacia delle sigarette elettroniche nell'aiutare i fumatori a smettere di fumare e i dati sulla riduzione del fumo sono giudicati da deboli a moderati.

La DGSANTE, basandosi sul parere dello SCHEER sulle conseguenze sulla salute e il ruolo importante che le sigarette elettroniche svolgono nell'iniziazione al fumo, sostiene l'approccio prudente e precauzionale adottato finora. Tuttavia si dovrebbe valutare se alcune disposizioni possono essere ulteriormente sviluppate o chiarite, ad esempio per quanto riguarda le dimensioni dei serbatoi o gli obblighi di etichettatura, l'uso degli aromi, l'uso di liquidi esenti da nicotina e le disposizioni in materia di pubblicità.

Nella misura in cui le sigarette elettroniche costituiscono aiuti per la disassuefazione dal fumo, la loro regolamentazione dovrebbe seguire la legislazione farmaceutica.

Alcuni dati

Secondo l’ISTAT che dal 2014 raccoglie i dati sull’utilizzo tra la popolazione di 14 anni e più l’uso della sigaretta elettronica riguarda nel 2020 meno del 2,4% della popolazione, (3,0% tra i maschi e 1,9% tra le femmine). I dati annuali mostrano un lento e modesto aumento, passando dall’1,5% del 2014 al 2,4% nel 2019.

Anche secondo i dati della Sorveglianza PASSI, nel quadriennio 2017-2020 l’uso della sigaretta elettronica coinvolge mediamente meno del 3% della popolazione. Questo prodotto è più in auge fra i più giovani di 18-24 anni coinvolgendo comunque una quota contenuta di persone (meno del 5%). I dati annuali mostrano un lento e modesto aumento dell’uso della sigaretta elettronica, passando da poco meno del 2% del 2014 a quasi il 4% nel 2020. La geografia e il profilo delle persone che usano la sigaretta elettronica ricalca quello dei fumatori di tabacco, dal momento che la gran parte di loro è un fumatore abituale che ne fa un uso combinato.

Dai dati della GYTS (Global Youth Tobacco Survey) sull’uso delle sigarette elettronica tra i giovani, risulta che sono più che raddoppiati gli studenti che la utilizzano passando dallo 0% nel 2010, all’8,4% del 2014 al 17,5% del 2018; in particolare sono i ragazzi a usarla abitualmente di più (21,9%) rispetto alle ragazze (12,8%).

Sono quasi triplicati gli studenti che fanno uso esclusivamente di sigarette elettroniche dal 2,9% nel 2014 a ll’8,2% nel 2018 mentre se consideriamo gli utilizzatori duali che fanno uso sia di sigarette tradizionali che elettroniche arriviamo a una preva­lenza del 27,9% in aumento rispetto al 2014 (26,3%). Il 76% dei giovani (13-15 anni) afferma inoltre di avere facilmente accesso a questo tipo di prodotto la cui vendita è però vietata a chi ha meno di 18 anni. 

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