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mercoledì 24 gennaio 2024

METALLI PESANTI NEI CIBI

 

Metalli pesanti negli alimenti

Nonostante il termine metalli pesanti goda di grande popolarità è privo di solide basi scientifiche. È utilizzato tradizionalmente per indicare una serie di elementi chimici non essenziali per l'uomo che comprendono sia i metalli come, ad esempio, cadmio, piombo, mercurio sia i metalloidi, come l'arsenico, nelle varie forme in cui essi si presentano in natura.

I metalli pesanti sono componenti della crosta terrestre e sono naturalmente presenti nel terreno, nell'acqua e nell'atmosfera in piccole quantità (a livello di tracce). Dai loro siti di deposito possono essere mobilizzati dall'uomo a causa di attività estrattiva e di processi industriali. Possono contaminare l'ambiente e gli alimenti in seguito a fenomeni naturali, come ad esempio il vulcanismo, o attività umane come alcune lavorazioni industriali, l'incenerimento di rifiuti, il traffico delle auto, alcune pratiche agricole.

Gli esseri umani possono venire esposti ai cosiddetti metalli pesanti tramite l'ambiente (ad esempio per via inalatoria) o attraverso l'ingestione di cibo (inclusa l'acqua). La via di esposizione alimentare è di gran lunga la più significativa per la popolazione generale.

I metalli pesanti sono privi di funzioni fisiologiche e sono dotati di elevata tossicità a lungo termine. Il loro accumulo nell'organismo umano può causare, nel tempo, importanti effetti dannosi poiché interferiscono con il normale metabolismo cellulare arrivando a ostacolare il corretto svolgimento di funzioni vitali.

I metalli pesanti sono oggetto di attenzione da parte di autorità internazionali come l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) valuta i rischi derivanti alla salute umana dalla loro assunzione attraverso la dieta e stabilisce appropriati Valori Guida per la Protezione della Salute (VGPS) rappresentati, secondo i casi, da una dose giornaliera tollerabile, vale a dire da una dose che non produce effetti apprezzabili a lungo termine, o da un valore di riferimento basato su una dose associata a un rischio per la salute di minima entità, ad esempio l'aumento dell’1% di un determinato effetto (Benchmark Dose Lower Confidence Limit, BMDL).

Il regolamento CE 1881/2006 e le sue successive modifiche e integrazioni, che stabiliscono i valori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari, prevedono limiti legali per cadmio, piombo, mercurio, arsenico inorganico e stagno inorganico in alcune tipologie di alimenti.

I metalli pesanti di maggiore importanza per gli alimenti sono il cadmio, il piombo, il mercurio, l'arsenico e il nichel. Per tutti loro lo Studio di Dieta Totale Nazionale (TDS) condotto dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha recentemente valutato l'esposizione alimentare per la popolazione italiana e indicato il rischio associato confrontando l'esposizione stimata con i Valori Guida per la Protezione della Salute (VGPS) definiti dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

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domenica 7 gennaio 2024

Le verdure surgelate sono nutrienti?

 

 Le verdure surgelate sono nutrienti come quelle fresche?
Sei convinto che le verdure fresche siano sempre superiori rispetto a quelle surgelate? Quello che sto per dirti potrebbe sorprenderti! Se hai difficoltà a preparane abbastanza da arrivare alle famose cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, i surgelati sono una buona soluzione. E a volte può essere addirittura meglio prendere le verdure dal freezer che dal frigorifero.
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Ci sono consigli che ci vengono ripetuti come fossero mantra della nutrizione. A onor del vero, non tutti hanno la stessa validità. Se dovessi sceglierne uno per cui essere disposta a mettere la mano sul fuoco non avrei alcun dubbio: “mangia almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura”. Ammetto, però, che rispettare questo sano principio può sembrare impegnativo. Mettiamo da parte la faccenda “gusti”, complicata da gestire negli adulti tanto quanti nei bambini. Purtroppo anche chi non disdegna un bel piatto di verdure a volte si trova di fronte alla difficoltà nel gestire le tempistiche della preparazione. Meglio rinunciare a raggiungere l’obiettivo dei 5-a-day o ripiegare su quelle surgelate?
Verdure surgelate vs. fresche
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Anche da questo punto di vista metterò da parte la questione “gusti”. A chi mi dice che no, le verdure surgelate non gli piacciono e a casa sua entrano solo verdure fresche, non mi resta che raccomandargli di fare attenzione a che siano fresche davvero. In caso contrario, potrebbero contenere addirittura meno nutrienti rispetto a quelle surgelate.

I nutrienti di cui sto parlando sono in particolare le vitamine e i minerali. Insieme alle fibre, si tratta delle molecole per cui vale la pena di avere un’alimentazione ricca di frutta e verdura. E a questo punto potrei citarti un altro mantra dell’alimentazione per cui sarei disposta a mettere la mano sul fuoco: "mangia tanta verdura di colori diversi". Non è, infatti, una leggenda: diversi colori corrispondono a una maggiore concentrazione di diversi nutrienti. Probabilmente avrai già sentito dire che mangiare verdura arancione ti permette di fare il pieno di vitamina A. Vuoi un altro esempio? Le verdure a foglia verde sono fonti di vitamina B9. Vogliamo invece parlare di minerali? Il magnesio abbonda proprio nelle verdure a foglia verde.
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C’è poi un altro mantra, quello secondo cui “la verdura è sempre meglio mangiarla cruda”. Su questo metterei meno la mano sul fuoco. È vero, la cottura può ridurre significativamente i livelli di alcuni nutrienti, come la vitamina C. Ma sapevi che molta della vitamina C che c’è, per esempio, nei tuoi peperoni crudi svanisce mentre li conservi in frigorifero? Per questo ti consiglio di non badare solo alla cottura, ma anche alla conservazione delle tue verdure.
Verdure fresche: dove le compri?

A fare la differenza potrebbe essere anche dove compri le tue verdure “fresche”. Al supermercato? Oppure al mercato di Coldiretti? La differenza potrebbe essere sostanziale se la verdura che trovi nel reparto ortofrutta del supermercato è stata raccolta diversi giorni prima, magari prima di essere davvero pronta per il consumo, per poi viaggiare chilometri e chilometri prima di essere messa in vendita. In una situazione del genere è molto probabile che i nutrienti presenti al suo interno siano molti meno di quelli nella verdura acquistata dal contadino che l’ha raccolta poco prima di portarla al mercato.

Non ti sto dicendo che piuttosto che comprarla al supermercato sia meglio non mangiare verdura. Voglio solo invitarti a ragionare su questo aspetto per rassicurarti sul fatto che quando decidi di prepararti degli spinaci surgelati non stai necessariamente mettendo nel tuo piatto un cibo peggiore rispetto a quando compri degli spinaci “freschi”. In più, per quanto ti ho detto poco fa, dovresti considerare quanto tempo passa tra quando li compri e quando li mangi. Nel frattempo, anche se li hai conservati in frigorifero, i tuoi spinaci “freschi” potrebbero aver perso diversi dei loro nutrienti. A conti fatti, le verdure surgelate possono essere anche più nutrienti rispetto a certe verdure “fresche”.
I nutrienti nelle verdure surgelate
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Infatti anche se possono perdere qualche nutriente, quando vengono confrontate con la verdura fresca a qualche giorno di distanza dal suo acquisto, le verdure surgelate possono contenere più vitamine e minerali. Merito della tecnica di conservazione. “Surgelate” è ben diverso dal semplice “congelare”: permette di conservare le verdure senza danneggiarle e limita la perdita dei nutrienti.

Fra le vitamine, quelle che si perdono in una quota maggiore sono quelle idrosolubili, come la vitamina C. Devi però considerare che la vitamina C è uno di quei nutrienti che perdi rapidamente anche conservando la tua verdura in frigorifero e cucinandola. Insomma, una volta nel piatto la differenza tra gli spinaci surgelati e quelli freschi finisce per annullarsi.
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Vitamine liposolubili, come la A e la E, si conservano invece bene nelle verdure surgelate, che da questo punto di vista non hanno nulla da invidiare a quelle fresche.
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Ti invito, quindi, a sfruttare anche i surgelati se ti servono a raggiungere l’obiettivo delle cinque porzioni al giorno di frutta e verdura. Se non hai modo di avere sempre a disposizione verdure davvero fresche – perché non puoi andarle a comprare dal contadino un giorno sì e l’altro pure – usarli potrebbe addirittura essere vantaggioso.                     ---------------------
Dott.ssa Silvia Soligon 203
Biologa nutrizionista
Laureata in Scienze Biologiche con un dottorato in Scienze Genetiche e Biomolecolari

Sintomi carenza magnesio

 

VIDEO
i sintomi che possono indicare una carenza di Magnesio
https://www.youtube.com/watch?v=ncaUILulRR8
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il magnesio è un minerale essenziale per il nostro benessere. Non deve assolutamente mancare. Purtroppo è stato stimato che circa il 70-75 % delle persone non arriva al dosaggio giornaliero raccomandato,perché purtroppo gli alimenti di oggi  sono poverissimi di magnesio. 

 I suoli sono stati depauperati di minerali essenziali come il magnesio, quindi non lo troviamo più nelle quantità corrette, non lo troviamo più negli ortaggi a foglia verde ( questo nei quantitati di già 30 anni fa) e perciò anche chi ha una corretta alimentazione potrebbe avere alcuni segni di carenza anche se lieve o non da livelli di guardia,ma comunque esistente.

La grave carenza la possiamo calcolare sia attraverso un esame ematico.
Però è importante sapere che circa il 99% del magnesio noi lo possiamo trovare dentro le cellule. Quello circolante nel sangue libero è soltanto 1 o 2 % .
Circa il 67-70% lo troviamo immagazzinato nelle ossa.
Il 30-32 % è allinterno delle cellule.
Quindi quello che noi possiamo con l’esame clinico ematico è veramente una percentuale bassissima. Quindi è difficile con questo esame capire la vera carenza di magnesio nel nostro organismo però ci sono dei sintomi a riguardo.
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SINTOMI PIU’ COMUNI DA CARENZA DI MAGNESIO.

Il primo sintomo è
la STANCHEZZA.
Lo IONE MAGNESIO si lega alla ADENOSINA TRIFOSFATO che è la nostra moneta energetica,prodotta dai mitocondri all’interno delle nostre cellule.
Quindi se siamo carenti di Magnesio purtroppo la nostra produzione energetica viene ridotta, quindi ci manca energia.
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Nonostante mangiamo correttamente non abbiamo energia . quindi se siamo sportivi ci accorgiamo di affaticarci molto prima, ma anche nelle abitudini quotidiane ci accorgiamo di avere una certa stanchezza cronica, non riusciamo a recuperare . questo perché da un lato perché non produciamo energia correttamente dall’altro forse perché soffriamo di un sonno non ristoratore.

 Perché anche questo è un segnale di carenza di magnesio, soprattutto quando si parla di sonno multi-fasico quel sonno interrotto dai risvegli . questo è un segnale chiarissimo di carenza di magnesio.
STRESS
Inoltre il Magnesio è coinvolto in tutto l’asse dello stress. Proprio a livello nervoso il magnesio è coinvolto nell’azione dei RICETTORI del GABA.
Il GABA (acido γ-amminobutirrico) è un neurotrasmettitore che ci fa passare nello stato di riposo .
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Se noi non abbiamo il magnesio nella quantità corretta i ricettori per il GABA non funzionano correttamente. Quindi rimaniamo in uno stato di stress perenne, quel così detto stato di IPERSIMPATIICOTONIA , cioè come se fossimo sempre perennemente in uno stato di attacco-fuga .
Quindi il magnesio ci permette di passare da uno stato di IPERSIMPATIICOTONIA
a uno stato di PARASIMPATICOTONIA cioè di distenzione –rilassamento e questo lavoro il magnesio lo fa anche nel nostro intestino .
COSTIPAZIONE
Se noi soffriamo di costipazione è probabile perché siamo in carenza di magnesio,perché il magnesio rilassa la muscolatura del nostro intestino oltre ad avere anche una FUNZIONE IGROSCOPICA . Uno Ione Magnesio richiama circa 800 molecole d’acqua. Qundi richiama acqua nell’intestino e favorisce la PERISTASI e quindi favorisce le evaquazioni regolari. Quindi se notiamo una certa STIPSI pensiamo anche a una carenza di MAGNESIO.
UMORE
Un altro segnale di carenza di magnesio è avere un UMORE ALTALENANTE quindi magari uno stato ansioso (sempre legato al discorso dei neurotrasmettitori)  piuttosto che depressivo.

Questo perché il magnesio è coinvolto anche nella trasformazione del TRIPTOFANO in MELATONINA . Se noi siamo carenti di magnesio è possibile che siamo carenti anche di SEROTONINA . La Serotonina è il neurotrasmettitore del Benessere, della Felicità
BENESSERE MUSCOLARE
Il magneso è coinvolto anche nel Benessere Muscolare, quindi se ci accorgiamo di avere spesso dei crampi soprattutto notturni  e soprattutto ai polpacci piuttosto che MIOCRONIE cioè dei crampi involontari causati da una iper eccittabilità del muscolo come ad esempio il tremolio della palpebra – piuttosto che il singhiozzo, piuttosto che quegli scatti delle nostre gambe al momendo del nostro addormentamento.
Questi sono tutti segnali che ci possono far pensare a una carenza di magnesio.
REFLUSSO ESOFAGEO
Pare che il magnesio sia coinvolto anche nella corretta azione dello SFINTERE che separa lo stomaco dall’esofago , quindi se siamo carenti di magnesio può succedere che gli acidi dello stomaco risalgano più facilmente nell’esofago.
Il problema è che spesso quando si soffre di reflusso si assumono
 INIBITORI DI POMPA PROTONICA
Questi farmaci come il lansoprazolo ,pantoprazolo, inibendo la produzione di acidi, limitano l’assorbimento di magnesio.
Quindi se noi prendiamo gli inibitori di pompa protonica magari possiamo pensare di integrare il magnesio perché sicuramente saremo in carenza.

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Probabilmente saremo in carenza se soffriamo di problematiche intestinali da MALASSORBIMENTO quindi RETTOCOLITE ULCEROSA, MORBO DI CROHN, CELIACHIA ricordiamoci che circa il 30-40% del magnesio avviene a livello intestinale.
Poi c’è il RIASSORBIMENTO RENALE. E’ logico se abbiamo problematiche renali è un altro discorso. Però se stiamo bene, ma abbiamo un intestino infiammato può essere che assorbiamo meno magnesio del necessario e bisogna sapere che il magnesio è coinvolto in tutti i processi di infiammazione.
INFIAMMAZIONE
Ci sono degli studi già del 2015-2017 che mostrano che i livelli di
PROTEINA C  REATTIVA
Che è una proteina che viene esaminata con l’esame del sangue per valutare il livello di infiammazione di un paziente è stato visto che questi livelli di
PROTEINA C REATTIVA sono più alti in soggetti con carenza di Magnesio.. quindi per tutto ciò che è infiammazione quindi infiammazioni come ARTRITE piuttosto che infiammazioni intestinali ,il magnesio potrebbe essere di grandissimo aiuto .
Il magnesio è coinvolto anche nel corretto funzionamento della
pompa sodio potassio .
quindi ci permette di regolarizzare i minerali all’interno e all’esterno della nostra cellula e evita che ci siano dei depositi di calcio nei nostri tessuti molli , ma facilita l’azione della CALCITONINA e che il calcio si vada a depositare nelle ossa.
Un po’ come fa la VITAMINA K2 . E’ la K2 che evita la calcificazione dei tessuti molli.
Però è anche vero che se si ha la vitamina k corretta e si ha la carenza di magnesio questo potrebbe avvenire ugualmente perché il  magnesio è coinvolto in tutto ciò che è vitamina D – Calcio e il loro metabolismo.
Il magnesio è fondamentale anche per il benessere cardiovascolare.
IPERTENSIONE
Altro segnale da carenza di magnesio è l’ipertensione , perché la carenza di magnesio crea contrazione non solo a livello muscolare, ma anche a livello dei vasi.
Quindi la pressione arteriosa può aumentare. C’è uno studio interessante dell’università di HARVARD che ha dimostrato che pazienti ipertesi assumendo un quantitativo corretto di Magnesio riescono a rientrare nei valori corretti in una buona percentuale.
DIABETE
Magnesio porta buona risultati anche per il diabete e in particolare per la prevenzione di diabete di tipo 2  perché il magnesio è coinvolto nel meccanismo di insulinoresistenza , ovvero la sua carenza peggiora l’insulinoresistenza perché il magnesio attiva un enzima che si chiama TIROSIN-CHINASI che è come un interruttore cellulare che attiva il ricettore sulle membrane delle nostre cellule che rispondono al messaggio dell’insulina.

L’insulina è un ormone quindi è un messaggero,porta un messaggio, ma se siamo carenti di magnesio questi ricettori sulla membrana della cellula non si attivano .
Quindi aumenta la così detta insulinoresistenza cioè la resistenza all’insulina.
Quindi la glicemia e cioè lo zucchero nel sangue aumenta . quindi la produzione di insulina aumenta e questo nel tempo porta al diabete.
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Un aumento di glicemia nel sangue aumenta la escrezione di magnesio quindi aumenta l’escrezione renale di magnesio e perciò perdiamo ancora più magnesio.

Quindi attenzione agli zuccheri e alle bevande contenenti sosfati o le bevande carbonate quindi la soda e tutte queste bevande qui perché riducono l’assorbimento di magnesio.

Attenzione anche alle bevande come il the piuttosto che il caffè perché la caffeina ha un’azione diuretica e questo stimola una maggiore perdita a livello renale di magnesio.

Attenzione inoltre all’assunzione di vegetali verdi. Il magnesio in natura noi lo troviamo nella clorofilla . la clorofilla è il sangue verde delle piante quindi tutto ciò che è verde, le piante verdi,l’insalata , tutti questi alimenti sono ricchi di clorofilla
Se noi vogliamo integrare il magnesio naturalmente dobbiamo assumere clorofilla.
Per raggiungere una buona dose di clorofilla dobbiamo assumerne circa 400 mg al giorno  e ciò significa che dobbiamo mangiare una buona dose di ortaggi verdi  a tutti i pasti.

I legumi in scatola fanno male alla salute?

 

I legumi in scatola fanno male alla salute?
Scritto il 12 marzo 2019 da Gianpaolo Usai

I legumi non dovrebbero mai mancare in una dieta sana e bilanciata. Sono un cibo di grande valore nutrizionale che contiene sostanze preziose: fibre, amidi a basso indice glicemico (che rilasciano energia per molte ore al nostro corpo), buone proteine vegetali, vitamine e minerali. Il fatto che talvolta richiedano tempi di preparazione lunghi fa sì che in molti li acquistino precotti e confezionati. Quello ci chiediamo oggi è: i legumi in scatola mantengono intatte le proprietà nutritive? C’è qualche controindicazione per il loro impiego?
Un cibo prezioso, dimenticato

Per alcune culture i legumi sono stati l’elemento essenziale sul quale costruire la civiltà: ne sono un esempio il Centro e Sud America. In Messico e Perù, ad esempio, i fagioli erano coltivati già 5000 anni fa. In Europa i legumi hanno rappresentato la salvezza per intere generazioni, in momenti storici in cui le carestie sterminavano la popolazione.

Con il miracolo economico post seconda guerra mondiale però, i consumi alimentari cambiarono.
Il trionfo del cibo pronto

Sulle tavole fu il trionfo della fettina di vitello, dei derivati del latte e in generale del cibo pronto. Anche i legumi furono in gran parte abbandonati. Perché questo abbandono? Forse dimenticare il cibo della tradizione era un modo per lasciarsi alle spall…
I legumi in scatola fanno male alla salute?

I legumi in commercio si trovano freschi, secchi, in scatola oppure surgelati. Di tutte queste tipologie, certamente i legumi in scatola sono quelli maggiormente utilizzati. Ma possiamo mangiare tranquillamente i legumi in scatola o ci sono delle controindicazioni? Ci sono differenze con i legumi freschi o secchi?

Facciamo subito chiarezza: mangiare legumi in scatola non fa male alla nostra salute e non deve essere visto come un comportamento alimentare da stigmatizzare. Tutto sommato, anche i legumi precotti in scatola rappresentano una buona opportunità di consumare questi alimenti, che altrimenti per mancanza di tempo per cucinarli, si utilizzerebbero ancora meno di quanto non si faccia già nelle tavole degli …
Legumi in scatola? Stiamo attenti a:
Il contenitore

Avete notato che in commercio ci sono legumi precotti in contenitori di vetro e in barattoli di latta? Ebbene, sono da preferire quelli venduti e conservati nel vetro. A volte il barattolo di latta contiene sostanze assolutamente da evitare nel suo rivestimento interno, come i famosi bisfenoli e altri derivati della plastica, sostanze tossiche per la salute. Un esempio tipico è dato dal bisfenolo A, conosciuto più comunemente come BPA, una sostanza chimica usata tipicamente per produrre plastiche e resine. La conservazione dei legumi già cotti si avvale spesso dell’aggiunta di acidi antiossidanti come l’acido citrico o l’acido ascorbico. Questi di per sé sono innocui (anzi, salutari), ma quando messi a con…
Conclusioni

I legumi in scatola sono la controparte industriale di un cibo molto nutriente e sano. Alcuni di quelli in commercio sono sicuramente di buona qualità, lavorati dal fresco e pertanto accettabili. Ma altri nascondono una origine e una preparazione alquanto controversa sotto vari aspetti, in primis quello dell’impatto ambientale (arrivano da troppo lontano e nascondono sfruttamento delle persone). È preferibile sicuramente acquistare sempre legumi secchi o freschi che provengono da piccoli produttori italiani. Informatevi bene infine anche sui metodi di cottura e ammollo dei legumi, molto importanti per eliminare le sostanze di difesa prodotte dalla pianta che se ingerite comportano fastidi digestivi e disturbi di vario genere come gonfiori intestinali.

L'influenza si vince dormendo!

 

L'influenza si vince dormendo!

Compreso finalmente il meccanismo di un rimedio “popolare”: il segreto è in una proteina che aiuta a combattere il virus dell'influenza con il sonno
Dormire di più del solito serve a combattere l'influenza: a confermare la correttezza di uno dei più noti tradizionali “rimedi della nonna” è la scoperta di una proteina, individuata per ora nel cervello delle cavie da laboratorio, che migliora il potere di guarigione. La scoperta realizzata recentemente dai ricercatori dell'Università di Washington State e pubblicata sulla rivista “Brain, Behavior, and Immunity” potrebbe in futuro portare allo sviluppo di nuovi approcci per combattere l'influenza in modo completamente diverso.
Il sonno “pulisce” il corpo dalle tossine

Si sa già da alcuni anni, grazie a molti studi pubblicati sull’argomento, che il sonno possiede una funzione molto importante di “detossificazione”: mentre dormiamo, Il corpo elimina tutte le tossine prodotte durante il giorno. Lo studio in questione va oltre, avendo individuato un meccanismo molecolare che spiega perché il sonno sia importante anche per combattere l'influenza. Quest'arma segreta sarebbe la proteina Acpb, una molecola prodotta nel cervello. Per scoprirlo i ricercatori hanno analizzato il decorso dell'influenza provocata dal virus H1N1 su due gruppi di cavie, uno “sano” e l'altro privato geneticamente della proteina Acpb.
Una nuova frontiera per combattere l’influenza

Quello che emerso dall’esperimento è che i topi normali hanno mostrato le tipiche risposte biologiche all’infezione tra cui l’aumento delle ore di sonno, mentre quelli privi di questa proteina hanno dormito meno dei topi normali, sviluppando sintomi più gravi ed una mortalità più elevata. I ricercatori hanno dunqiue scoperto che la Acpb svolge un ruolo chiave nella regolazione del sonno e nell'attivazione di una catena di reazioni che permettono una efficace risposta immunitaria in caso di attacchi da parte di virus e batteri. La scoperta realizzata dai ricercatori statunitensi potrebbe inoltre in futuro portare alla formulazione di una nuova tipologia di farmaci, sotto forma di spray nasali, contenenti Acpb per aiutare l'organismo a combattere influenza