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lunedì 3 maggio 2021

INTEGRATORI A COSA SERVONO

 Integratori: che cosa sono?
Si parla sempre più spesso, non solo in ambito sportivo, di integrazione alimentare, ma esattamente cosa sono gli integratori e a cosa servono?
Gli integratori alimentari forniscono i nutrienti necessari per completare una dieta non ottimale e possono aiutare a compensare una carenza nutrizionale non risolvibile variando l’alimentazione abituale, per esempio a causa dell’impossibilità di assumere determinati cibi per la presenza di disturbi di masticazione, deglutizione o digestione o per altre ragioni di salute (allergie, intolleranze, malattie metaboliche ecc.).
D’altro canto, come sottolineato anche dalla normativa che ne regolamenta la produzione e l’immissione in commercio, gli integratori non devono mai essere proposti o considerati come un’alternativa a una dieta sana, variata e bilanciata, di per sé in grado di fornire a un organismo sano tutte le sostanze necessarie per mantenersi in salute e svolgere tutte le attività richieste nella vita quotidiana in modo efficiente, che si tratti di studio, lavoro, sport o tempo libero.
Oltre a vitamine, amminoacidi, proteine e fibre, i principali elementi che possono essere forniti attraverso gli integratori alimentari sono:
Composti antiossidanti     Coenzima Q10
Minerali     Potassio, magnesio, ferro, calcio, zinco, selenio, rame ecc.
Acidi grassi essenziali     Omega-3
Sostanze in grado di supportare il metabolismo energetico    Creatina e carnitina
Le forme in cui li si può trovare in commercio sono le più diverse e comprendono compresse da inghiottire o da sciogliere in bocca, tavolette e bustine effervescenti, soluzioni monodose, barrette di varia composizione e sapore.
A cosa servono gli integratori
Per sentirsi più dinamici e in forma, per supportare il metabolismo degli sportivi e di chi si dedica al fitness, per rendere di più nello studio, per dimagrire o favorire l’aumento della massa muscolare, per contrastare la stanchezza fisica o alleviare la stanchezza mentale, per rinforzare le difese immunitarie, per proteggere la salute cardiovascolare e la funzionalità intellettiva, per migliorare l’aspetto della pelle e dei capelli o contrastare l’invecchiamento, per compensare una specifica carenza nutrizionale.
Le ragioni che possono indurre a ricorrere a un integratore alimentare negli ultimi anni si sono moltiplicate parallelamente al numero dei preparati disponibili, alla diversificazione della loro composizione e delle formulazioni in commercio.
Ma è proprio così? Anche in caso di stanchezza cronica gli integratori alimentari servono davvero o solo in caso sia passeggera? Quando? A chi? E che cosa ci si deve realisticamente aspettare dalla loro assunzione? Ecco alcune informazioni utili per sfruttare al meglio questi alleati della salute e del benessere, senza lasciarsi influenzare dalle mode né illudersi di poter diventare bellissimi ed efficientissimi con una pillola magica.
Quando usare gli integratori e a quale scopo
I micronutrienti più o meno essenziali che possono essere inseriti in un integratore alimentare sono molti e le possibili combinazioni utili innumerevoli. A seconda della carenza da compensare e/o dell’obiettivo fisiologico da raggiungere le aziende produttrici hanno studiato miscele di composti in grado di supportare specifiche reazioni metaboliche e funzioni organiche complesse in modo sinergico. Ecco i principali.
Integratori multivitaminici
Sono usati in caso di deficit, conseguente a uno scarso apporto alimentare o a un aumentato fabbisogno, di una o più vitamine indispensabili alla salute e al benessere dell’organismo, come la vitamina D, i cui benefici non si limitano alla salute delle ossa. Sono utili in presenza di difficoltà ad alimentarsi in modo corretto, sindromi da malassorbimento, disturbi alimentari, diete restrittive finalizzate alla perdita di peso o motivate da ragioni di salute, dopo una malattia infettiva, un intervento chirurgico o una terapia antibiotica. Esistono inoltre integratori per l'estate, che contengono vitamine e sali minerali importanti in questa stagione.
L'integratore può essere multivitaminico oppure solo con vitamina C (o altre vitamine a seconda delle necessità).
Integratori di sali minerali
Sono indicati in tutti i casi in cui si ha un’elevata perdita di sali minerali, per esempio con la sudorazione o per aumento della diuresi dovuta a farmaci diuretici. La loro assunzione, abbinata a un’adeguata idratazione, è consigliata soprattutto durante l’attività fisica intensa, in particolare se praticata in ambienti caldi (esistono per esempio integratori per la corsa o per la palestra). La necessità di sali minerali (soprattutto di integratori di potassio e magnesio) è segnalata dalla comparsa di crampi muscolari durante o dopo l’allenamento. Inoltre, i sali minerali possono sostenere le normali prestazioni intellettive nei momenti di studio intenso o stress lavorativo e possono contrastare la sensazione di spossatezza per il caldo.
Integratori di proteine o amminoacidi
Sono indicati soprattutto in chi non riesce ad assumere quantità di proteine sufficienti attraverso l’alimentazione, agli sportivi che si sottopongono ad allenamenti intensi o finalizzati a incrementare la massa muscolare e a chi attraversa periodi di affaticamento e stress psicofisico. Forniscono il substrato per il rinnovamento di cellule e tessuti e aiutano a reintegrare l’energia consumata durante l’attività fisica.
Per gli sportivi posso essere utili anche integratori multivitaminici. Tra le vitamine per gli sportivi ricordiamo per esempio quelle del gruppo B, come la riboflavina (vitamina B2), che è importante per il metabolismo energetico.
Integratori energetici
Si tratta per lo più di preparati con elevato contenuto di zuccheri pronti all’uso, spesso associati alla vitamina E oppure a vitamine idrosolubili come la vitamina C e le vitamine del gruppo B (per esempio la niacina, la tiamina o l'acido pantotenico, spesso presenti anche in integratori per gli over50) e, in alcuni casi, ad amminoacidi. Vengono utilizzati come integratori alimentari dagli sportivi prima o durante un allenamento di lunga durata, come fonte di energia immediatamente disponibile, e nel caso in cui la dieta non possa includere pane, marmellata, biscotti, dolci, cereali e patate a causa di malattie specifiche. Raramente contengono anche polifenoli, che sono invece utilizzati per proteggere dai danni dello stress ossidativo.
Integratori per l’apparato muscoloscheletrico
In presenza di alterazioni del metabolismo osseo, come osteopenia e osteoporosi, possono essere consigliati integratori a base di vitamina D e vitamina K, calcio, fosforo e magnesio, mentre la vitamina C è indicata, oltre che per la prevenzione di raffreddori e influenza, anche per supportare la salute delle cartilagini e delle ossa. In caso di problemi alle articolazioni, soprattutto quelli legati all’osteoartrite, possono essere utili integrazioni di glucosamina e condroitina solfato.
Integratori per l’apparato cardiovascolare
I principali alleati della salute cardiovascolare sono gli acidi grassi omega-3, prescritti come vera e propria terapia preventiva per ridurre il rischio di nuovi eventi acuti in persone che hanno già sperimentato un infarto. Da valutare invece con attenzione l'integrazione di vitamina B12.
Integratori per la tiroide
Per un corretto funzionamento della tiroide è essenziale assumere ogni giorno almeno 150-200 µg di iodio: una quantità modesta che, tuttavia, molte persone non riescono ad assumere attraverso la dieta abituale. Lo iodio può essere integrato usando il sale iodato al posto del comune sale da cucina, oppure attraverso integratori che lo contengono in dose calibrata. Questa seconda opzione, da usare in alternativa e non in aggiunta alla prima, è particolarmente utile a chi deve seguire diete povere di sale a causa, per esempio, di ipertensione, problemi cardiovascolari o renali.
Integratori per il sistema nervoso
Sono diversi i micronutrienti che contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso: tra i sali minerali ricordiamo per esempio il potassio, mentre tra le vitamine la  biotina e la vitamina B6.
Integratori per la gravidanza
Durante la dolce attesa il ginecologo può prescrivere diversi integratori importanti per la salute del feto, come per esempio quelli a base di acido folico (da assumere anche prima del concepimento). Da tenere sotto controllo anche i livelli di ferro in gravidanza, in quanto durante i nove mesi aumenta il fabbisogno e si può incorrere in stati di anemia.
Integratori per dormire
L'insonnia può condizionare in maniera negativa buona parte delle attività diurne. Per contrastare questo o altri disturbi del sonno sono  disponibili diversi integratori, come quelli a base di melatonina.
Se invece si manifestano episodi di sonnolenza diurna, per esempio durante i cambi di stagione, come farsi passare il sonno? In questo caso possono essere utili integratori a base di magnesio e potassio oppure contenenti caffeina, i cui benefici possono aiutare a
Come usare gli integratori alimentari
Modus in rebus: così dicevano gli antichi latini per ricordare che serve rispettare la giusta misura in tutte le cose. Una regola assolutamente valida nel campo della nutrizione, non soltanto quando si fa riferimento a macronutrienti come carboidrati, grassi e proteine e al loro apporto calorico globale, ma anche quando si tratta di micronutrienti essenziali.
Qualunque sostanza biologicamente attiva, infatti, non è vantaggiosa per la salute in senso assoluto, ma sempre e soltanto entro un determinato intervallo di dosaggio efficace e sicuro. Esattamente come il glucosio o il colesterolo, anche vitamine e sali minerali sono necessari per il buon funzionamento e l’integrità dell’organismo, ma soltanto a patto di assumerli in quantità adeguata.
Eccedere nelle assunzioni di un qualunque integratore alimentare, rispetto ai dosaggi giornalieri indicati sulle confezioni o indicati dal medico, non porta a un potenziamento dell’effetto desiderato ma, al contrario, espone al rischio di disfunzioni organiche e interazioni sfavorevoli con altri composti assunti contemporaneamente.
Gli integratori alimentari autorizzati dai sistemi sanitari sono stati studiati per offrire tutti i micronutrienti necessari per supportare l’organismo in generale o una sua specifica funzione in modo bilanciato e entro limiti di sicurezza ben precisi.
Questi limiti di sicurezza, chiamati Upper safe Level (UL), tengono conto delle indicazioni degli specialisti riguardo alle dosi giornaliere raccomandate (RDA, Recommended Dietary Allowances) e tutelano da possibili tossicità o eventi avversi derivanti dall’assunzione eccessiva di uno o più componenti.
Le persone adulte sane che ritengono di averne bisogno per rispondere a esigenze nutrizionali specifiche non soddisfatte dalla dieta abituale possono assumere gli integratori alimentari liberamente acquistabili in farmacia, nelle parafarmacia o nei reparti dedicati dei supermercati, a patto di rispettare le indicazioni d’uso segnalate dalle aziende produttrici.
In caso di integratori alimentari per bambini oppure di integratori per anziani o per persone che presentano patologie specifiche e/o sono in cura con farmaci di qualunque tipo, invece, è sempre bene chiedere l’opinione del pediatra o del medico di medicina generale prima di iniziare ad assumere supplementi nutrizionali, compresi quelli per stimolare le difese immunitarie nei bambini o quelli che si definiscono “naturali”, come estratti vegetali e oli essenziali, per esempio il guaranà contro la stanchezza.
In tutti questi casi, lo specifico integratore da assumere, il relativo dosaggio e i tempi della supplementazione dovranno essere stabiliti dal medico, in relazione all’età, al peso e alle problematiche di salute presenti. In particolare, integratori di vitamine per bambini e ragazzi devono essere utilizzati soltanto se il pediatra riscontra carenze nutrizionali significative e non come generica compensazione di una dieta non ottimale.
Riguardo alle modalità d’assunzione, in generale, gran parte degli integratori d’uso comune sono proposti in formulazioni da assumere una sola volta al giorno per renderli più maneggevoli e favorirne un impiego semplice e continuativo (nel contesto del periodo di supplementazione previsto).
Effetti collaterali da sovradosaggio
Gli integratori alimentari autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco e reperibili nei canali di vendita tradizionali (farmacie, parafarmacie e supermercati) possono essere assunti senza timore di incorrere in effetti collaterali (salvo specifiche ipersensibilità individuali a uno o più elementi contenuti nei diversi preparati) né in tossicità da sovradosaggio.
Tipologia e quantità dei singoli componenti sono, infatti, precisamente determinati per legge sulla base delle evidenze di sicurezza, efficacia e tollerabilità ottenute negli studi sugli animali e sull’uomo, nonché sulla scorta di decenni di esperienza clinica per i micronutrienti utilizzati da più tempo nel contesto di integratori alimentari e supplementazioni farmacologiche.
Tra i principali rischi che si corrono se non ci si attiene a questa raccomandazione e si assumono integratori alimentari in eccesso vanno ricordati gli stati di ipervitaminosi (probabili soprattutto per vitamine liposolubili come la A e la D che si accumulano nell’organismo), il sovraccarico e l’intossicazione di fegato e reni (derivanti, per esempio, da un’assunzione eccessiva di amminoacidi e altri composti metabolizzati o eliminati da questi organi), squilibri elettrolitici dagli effetti potenzialmente severi a causa delle ripercussioni cardiache, neurologiche e metaboliche (in particolare, per eccesso di potassio, calcio, sodio, cloro e iodio).
Il sovradosaggio di integratori energetici (sotto forma di barrette, bevande, compresse da sciogliere in bocca ecc.) può, invece, alterare alcune attività fisiologiche involontarie, come il battito cardiaco, la respirazione, la digestione e la termoregolazione, con il risultato di ridurre anziché supportare l’efficienza fisica durante l’allenamento.
Oltre ad assumere correttamente ogni singolo integratore alimentare, bisogna fare molta attenzione a combinare diversi supplementi nutrizionali tra loro perché il rischio di arrivare ad apporti eccessivi di uno o più dei micronutrienti contenuti è molto elevato. L’ideale sarebbe sempre evitare di usare più prodotti multi-componente contemporaneamente o, quanto meno, farlo con il supporto del medico o di un esperto di nutrizione, verificando l’esatto quantitativo di tutti gli ingredienti assunti.
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lunedì 26 aprile 2021

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Nonostante questo ruolo biologico di primo piano, quando il colesterolo circola nel sangue in concentrazioni superiori alla norma si trasforma in un acerrimo nemico della nostra salute.

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venerdì 23 aprile 2021

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    • Spiccate proprietà antinfiammatorie

Effetti collaterali dell’Aloe Vera

Sebbene il Gel ricavato dalle foglie della pianta sia praticamente privo di effetti collaterali, e consigliato anche ai bambini, se si fa uso continuativo di farmaci particolari, è sempre consigliabile chiedere al proprio medico di fiducia prima di iniziare il trattamento. Ma generalmente, salvo casi di allergia alla pianta, non si riscontrano problematiche rilevanti. Praticamente si tratta di un concentrato di salute! 

Il fabbisogno di liquidi e la disidratazione

L’acqua viene eliminata attraverso il respiro, la sudorazione, l’urina e i vari processi interni che ne consumano parecchia, anche se non ce ne accorgiamo. Si evince quindi che tutti questi liquidi persi vadano reintegrati nel corso della giornata.
La disidratazione avviene quando l’introito di acqua risulta minore di quella consumata, e soprattutto nei casi di diarrea, vomito, caldo eccessivo o esercizio fisico non supportato da bibite energetiche, integratori salini o anche semplicemente una bottiglietta da sorseggiare ogni 15-20 minuti.
I sintomi che si possono verificare sono:
    • Sete, il primo e più ovvio
    • Poca pipì o troppo scura
    • Vertigini
    • Pelle squamata e poco vitale
    • Costipazione
    • Stanchezza
    • Mal di testa

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giovedì 22 aprile 2021

REFLUSSO GASTROEFAGEO

 REFLUSSO ESOFAGEO:

mantenere il peso forma e dimagrire se si è in sovrappeso

 


Il reflusso gastroesofageo è una condizione molto comune in cui il contenuto dello stomaco risale nell'esofago. Si verifica in maniera equivalente sia negli uomini che nelle donne e si manifesta in genere in età adulta, tra i trenta e i cinquant'anni. In Italia colpisce una persona su tre e la probabilità di comparsa del reflusso aumenta con l’avanzare dell’età. Molto frequente è anche il reflusso gastroesofageo nel neonato e durante la gravidanza.

L’esofago è il tubo che porta il cibo dalla bocca allo stomaco. All'estremità inferiore è presente una valvola (sfintere esofageo inferiore) che impedisce il passaggio del contenuto dello stomaco in esofago e si rilascia dopo la deglutizione per permettere il passaggio del cibo nello stomaco. Se la valvola non funziona correttamente si può verificare reflusso di acido cloridrico, di bile e di cibo dallo stomaco nell'esofago. A volte, può essere favorito da un’ernia iatale, cioè da una risalita dello stomaco nel torace attraverso il diaframma, ma non sempre l’ernia iatale si associa al reflusso e viceversa.

Il reflusso gastroesofageo entro certi limiti è fisiologico: la quantità di acido che risale nell'esofago, di solito dopo i pasti, è limitata, e quindi non causa particolari problemi (leggi la Bufala).

Il disturbo (sintomo) principale associato al reflusso gastroesofageo è la sensazione di bruciore (detta anche pirosi) avvertita nella parte alta dell’addome (epigastrio) e dietro lo sterno. A questa possono essere associati rigurgiti acidi ed il ritorno di cibo in bocca. La maggior parte delle persone può avere occasionalmente questi disturbi dopo pasti particolarmente abbondanti, ma quando diventano particolarmente frequenti (più di due volte alla settimana) e, soprattutto, influenzano negativamente la sensazione di benessere si parla di “malattia da reflusso gastroesofageo” (MRGE) che può essere associata, o meno, con alterazioni della mucosa esofagea dovute alla presenza di acido.

La MRGE può essere curata con farmaci e cambiamenti negli stili di vita. L’intervento chirurgico può essere necessario solo in pochi casi.

Se i disturbi (sintomi) sono particolarmente frequenti e/o fastidiosi, tali da incidere sulla sensazione di benessere, è consigliabile consultare il medico. In particolare se:

  • i disturbi (sintomi) sono molto frequenti e intensi
  • la cura con farmaci da banco (automedicazione) protratta per due settimane  non ha effetto
  • è presente difficoltà nell'ingoiare (deglutire)
  • sono presenti disturbi (sintomi) che potrebbero far pensare ad un problema più serio, quali vomito ripetuto, vomito con sangue, perdita di peso inspiegabile, sensazione di soffocamento mentre si mangia o difficoltà a deglutire cibi e liquidi, dolore toracico

I disturbi (sintomi) più comuni causati dalla malattia da reflusso gastroesofageo sono il bruciore di stomaco e il rigurgito acido.

  • bruciore di stomaco, è una spiacevole sensazione di bruciore nella parte alta dell’addome (epigastrio) o nel torace, dietro lo sterno. Il bruciore a volte si estende fino alla gola. Solitamente peggiora dopo i pasti, da sdraiati, o quando ci si inclina in avanti, come per allacciarsi le scarpe
  • rigurgito acido, si verifica in seguito alla risalita degli acidi gastrici e del contenuto dello stomaco nell'esofago, nella gola e nella bocca. Di solito si avverte un sapore acido spiacevole nella parte posteriore della bocca

Altri sintomi

  • alito cattivo (alitosi)
  • eruttazioni frequenti
  • gonfiore addominale e flatulenza
  • sensazione di groppo in gola
  • difficoltà e/o dolore ad ingoiare (disfagia)
  • mal di gola ripetuto (ricorrente), raucedine o alterazione del tono di voce
  • tosse persistente e respiro sibilante, soprattutto durante la notte
  • infiammazione delle gengive ed erosione dello smalto dentario
  • dolore toracico

I disturbi (sintomi) possono essere accompagnati, o meno, da infiammazione dell’esofago (esofagite).

In presenza di difficoltà ad ingoiare (disfagia), raucedine, tosse persistente e dolore toracico deve essere consultato il medico curante.

La malattia da reflusso gastroesofageo può peggiorare i sintomi dell’asma nei soggetti predisposti, in quanto gli acidi gastrici irritano le vie respiratorie.

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) di solito è causata dall'indebolimento della valvola situata all'estremità inferiore dell’esofago.

In condizioni normali questa valvola si apre per consentire il passaggio del cibo dall’esofago allo stomaco e si chiude per impedire la risalita del contenuto acido dello stomaco nell'esofago. Nelle persone malate di MERG gli acidi gastrici risalgono nell'esofago provocando i tipici disturbi (sintomi) quali bruciore e rigurgito acido.

Alcuni fattori possono aumentare il rischio di malattia da reflusso gastroesofageo:

  • sovrappeso od obesità: la pressione sullo stomaco può indebolire i muscoli all'estremità inferiore dell’esofago
  • consumo di alimenti ad alto contenuto di grassi: lo stomaco impiega più tempo a digerire questi alimenti e il surplus di acido prodotto può risalire nell'esofago
  • fumo, alcol, caffè o cioccolato: possono contribuire a rilassare i muscoli all'estremità inferiore dell’esofago
  • gravidanza: i cambiamenti ormonali e la pressione sullo stomaco dovuta alla crescita fetale possono causare la MERG (vedi reflusso gastroesofageo in gravidanza)
  • ernia iatale: si verifica quando una parte dello stomaco scivola nel torace attraverso il diaframma (sottile strato muscolare tra il torace e l’addome)
  • gastroparesi: si verifica quando lo stomaco impiega più tempo del normale a liberarsi degli acidi gastrici e l’acido in eccesso risale l’esofago
  • farmaci: alcuni farmaci come, ad esempio, i calcioantagonisti (utilizzati per curare l’ipertensione), i nitrati (utilizzati per curare l’angina) e i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) possono causare o peggiorare i disturbi del reflusso gastroesofageo
  • stress
  • impiego di abiti o cinture troppo stretti

La malattia da reflusso gastroesofageo a volte colpisce i membri di una stessa famiglia: si ipotizza, quindi, che possa avere carattere di familiarità o che si erediti una predisposizione genetica a svilupparla.

Il medico di famiglia può accertare (diagnosticare) la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) basandosi sulla visita (esame clinico) e sui disturbi raccontati dal malato. Generalmente prescriverà una cura adeguata senza necessità di ulteriori indagini che, invece, diverranno necessarie se:

  • i disturbi (sintomi) sono particolarmente gravi o persistenti
  • i farmaci prescritti sono inefficaci
  • il medico pensa che sia necessario un intervento chirurgico
  • sono presenti segni quali difficoltà ad ingoiare (disfagia) o perdita di peso inspiegabile
  • è presente un dolore toracico  

In questi casi, il medico curante può richiedere la visita dello specialista gastroenterologo e del cardiologo per escludere una malattia del cuore. Il gastroenterologo potrà utilizzare uno o più dei seguenti esami specifici per accertare la MRGE: l’endoscopia, radiografia con bario, manometria, la pH-metria esofagea/ 24 ore e alcune analisi del sangue.

Esofago-gastro-duodenoscopia
L'esame consiste nell'esplorazione dell’interno del corpo attraverso un endoscopio, un sottile tubo flessibile con una luce e una videocamera all'estremità. L'endoscopio è inserito attraverso la bocca e la gola: il malato, di solito, è sveglio e/o sottoposto a una leggera sedazione. L'osservazione con l'endoscopio consente di valutare lo stato delle mucose dell’esofago e dello stomaco (erosioni, ulcere) ed eventuali complicazioni dovute al reflusso.

Radiografia con bario
Consente di valutare la capacità di ingoiare (deglutire) e la presenza di eventuali ostruzioni o anomalie nell'esofago. Il malato beve una soluzione contenente bario, una sostanza innocua ma chiaramente visibile ai raggi X nel suo percorso nell'apparato digerente, e viene successivamente sottoposto a radiografia.

Manometria
Consente di misurare la pressione all'interno dell’esofago per valutare il rilassamento della valvola sita all’estremità inferiore dello stesso. Durante questa procedura un sottile tubo contenente dei sensori di pressione è inserito attraverso il naso fino all’esofago.

pH-metria esofagea/ 24 ore
Questo esame serve a misurare il livello di acidità (pH) durante le 24 ore, attraverso un tubo sottile, dotato di sensori, inserito attraverso il naso fino all'esofago. Il tubo è in genere collegato ad un dispositivo per la registrazione dei dati, posizionato intorno alla vita. Il malato dovrà spingere un bottone ogni volta che avverte i disturbi del reflusso. L’alimentazione dovrà essere normale durante il periodo dell’esame per assicurare un risultato accurato.

Analisi del sangue
Può essere utile effettuare analisi del sangue per escludere la presenza di anemia, dovuta ad emorragie interne.

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) può essere curata con semplici accorgimenti e farmaci di automedicazione.

Se queste misure non sono sufficienti il medico potrà prescrivere altri medicinali o consigliare una visita specialistica.

Cambiamenti negli stili di vita e nell’alimentazione

  • fare pasti piccoli e frequenti, non bere alcol nelle tre o quattro ore prima di dormire, evitare pasti abbondanti la sera
  • evitare alimenti che possano peggiorare i disturbi (sintomi) del reflusso, quali caffè, cioccolato, pomodori, alcol, spezie, cibi ad alto contenuto di grassi
  • non indossare abiti o cinture troppo stretti
  • rialzare la testata del letto di 10-15 cm inserendo uno spessore sotto le gambe del letto
  • evitare fonti di stress e utilizzare  tecniche di rilassamento
  • mantenere il peso forma e dimagrire se si è in sovrappeso
  • smettere di fumare

Se si prendono dei farmaci per altri problemi di salute è opportuno chiedere al proprio medico se possano peggiorare i disturbi (sintomi) del reflusso e, nel caso, verificare con lui la possibilità di sostituirli.  

Farmaci
Sono disponibili vari farmaci per curare i disturbi (sintomi) della MRGE.

Farmaci da banco (o di automedicazione) venduti senza ricetta medica:

  • antiacidi, neutralizzano gli effetti degli acidi gastrici. Gli antiacidi possono interferire con l’assorbimento di altri farmaci. È bene, quindi, consigliarsi con il proprio medico se si stanno prendendo altri medicinali
  • aginati, formano una pellicola che protegge lo stomaco e l’esofago dall'acidità
  • aginati+ antiacidi
  • inibitori della pompa protonica (ad esempio, pantoprazolo), farmaci in grado di ridurre la secrezione acida da parte dello stomaco, alleviando i disturbi causati dal reflusso. A volte devono essere presi a lungo e possono provocare lievi effetti indesiderati (effetti collaterali), quali mal di testa, stitichezza, diarrea, nausea, vertigini ed eruzioni cutanee. Il medico potrebbe abbassare il dosaggio del farmaco per ridurne gli effetti collaterali
  • atagonisti dei recettori H2 (H2 antagonisti), farmaci che bloccano l'azione dell'istamina sulle cellule della parete dello stomaco, diminuendo in questo modo il rilascio di acido cloridrico: gli effetti indesiderati (effetti collaterali) degli H2 antagonisti non sono frequenti e, a volte, consistono in diarrea, mal di testa, vertigini, eruzioni cutanee e stanchezza

I farmaci descritti, prima prescrivibili solo dal medico, sono stati di recente approvati anche per automedicazione. È importante che siano presi seguendo la dose consigliata e che non siano assunti oltre le due settimane se i disturbi (sintomi) non scompaiono.

La somministrazione a lungo termine (cronica) dei farmaci utilizzati nella terapia della malattia da reflusso gastroesofageo deve essere seguita dal medico curante e/o dal medico specialista che ne decideranno il dosaggio, la modalità di somministrazione e la durata.

Cura chirurgica
La cura (terapia) chirurgica potrebbe essere un’alternativa qualora i farmaci non diano buoni risultati o causino troppi effetti indesiderati (effetti collaterali)  o se non si desideri prendere medicinali per un lungo periodo di tempo.

La procedura chirurgica più usata e la fundoplicatio secondo Nissen, eseguita in laparoscopia, vale a dire tramite l’inserimento di speciali strumenti chirurgici attraverso piccole incisioni dell’addome. L’intervento chirurgico ha lo scopo di  restringere la valvola situata all'estremità inferiore dell’esofago, impedendo così la risalita dell’acido dallo stomaco, ed è eseguito in anestesia generale. Dopo l’intervento, in genere, è necessario restare in ospedale per due o tre giorni prima di tornare a casa per la convalescenza che, di solito, dura circa sei settimane. Durante la convalescenza si dovranno mangiare cibi morbidi o semiliquidi come, ad esempio, purè di patate o minestre ed evitare lavori pesanti.

Nuove procedure endoscopiche
Negli ultimi anni sono state sviluppate nuove tecniche endoscopiche (endosutura ed endoplicatura, termocoagulazione via radiofrequenza, iniezione di sostanze varie) per la cura della MRGE. Si tratta di tecniche che devono essere applicate in centri con riconosciuta esperienza specifica, non ancora studiate per quanto riguarda gli effetti a lungo termine. Il chirurgo potrà fornire maggiori informazioni.

 



martedì 13 aprile 2021

Gargarismi con bicarbonato e limone contro il mal di gola

 


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I gargarismi con bicarbonato e limone sono un ottimo rimedio contro il mal di gola in grado di disinfettare e alleviare il bruciore.

 Il mal di gola può insorgere a causa di un’infezione virale, in genere raffreddore e influenza, ma non è raro che a provocarlo siano agenti irritanti esterni (fumo di sigaretta, parlare spesso ad alta voce eccetera). Non c’è una cura specifica per una gola irritata a causa di un virus, per questo si usano  farmaci analgesici e antinfiammatori, come paracetamolo, acido acetilsalicilico e altri per alleviare l’infiammazione alla gola e di conseguenza il dolore.

Molti non sanno che in casa potrebbero avere un rimedio naturale efficientissimo ed economico per il mal di gola, e spesso ricorrono a i farmaci sopra descritti.
Una gola infiammata va semplicemente pulita e disinfettata, i due migliori antinfiammatori e antisettici naturali sono limone e bicarbonato di sodio.

Di seguito ti proponiamo un rimedio a base di limone e bicarbonato di sodio che, se effettuato varie volte al giorno, risulterà molto  efficace nel disinfettare  la gola, alleviarne l’infiammazione e il dolore.

Il rimedio per il mal di gola a base di gargarismi con bicarbonato e limone

Prendi mezzo bicchiere di acqua tiepida, sciogli all’ interno un cucchiaino di bicarbonato di sodio e aggiungi il succo di limone contenuto in uno spicchio (la quarta o la quinta parte di un limone medio).
Effettua vari gargarismi più volte al giorno per pulire e disinfettare la gola in modo efficace.

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sabato 20 marzo 2021

SALUTE RIMEDI DELLA NONNA



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 Rimedi della nonna per il mal di testa

Rimedi della nonna per il mal di testa
Contro il mal di testa, taglia una patata a fette, applicale sulla fronte e tienile ferme con un foulard, mentre riposi al buio.
Rimedi della nonna contro il mal di denti
Per avere un po' di sollievo dal mal di denti, se si tratta di un'infiammazione passeggera o si è in attesa di poter andare dal dentista, si possono usare diversi rimedi della nonna:
- un trito di cipolla da applicare sulla parte infiammata
- masticare un chiodo di garofano nella parte dolorante della bocca, ha un leggero effetto anestetizzante
- masticare del prezzemolo, benché l'effetto analgesico sia meno prolungato
Rimedi della nonna per il singhiozzo
 Il singhiozzo è un disturbo, ma un vero e proprio fastidio! Come farlo passare?
Uno dei rimedi della nonna più efficaci consiste nel bere al contrario, cioè piegando la schiena fino a portare la testa tra le gambe, e poi bevendo poggiando il bicchiere sul labbro inferiore.
Rimedi della nonna per la pesantezza di stomaco
- contro la pesantezza che segue pasti troppo ricchi e abbondanti, l'ananas può essere d'aiuto. Mangiandone la polpa, ma anche preparando un decotto con le scorze
- quando il fegato è stressato, si può far cuocere della cicoria e berne l'acqua di cottura, oppure preparare un decotto con foglie di carciofo; c'è anche chi consiglia di bere succo di limone al mattino, a stomaco vuoto.
Rimedi della nonna per afta ed herpes
In periodi di forte stress, afta e herpes fanno la loro comparsa.
Contro l'afta, si può passare un cotton fioc con un po' di bicarbonato di sodio due volte al giorno, mentre contro l'herpes labiale si può tamponare un batuffolo di cotone imbevuto di succo di limone o aceto di mele, dalle proprietà antisettiche.       
Rimedi della nonna per nausea e bruciori di stomaco
Quando si soffre di nausea, un rimedio per alleviarla è annusare un mazzetto di prezzemolo. Masticarlo, invece, contrasta i bruciori di stomaco.
Rimedi della nonna per il mal di pancia
Il mal di pancia è quasi sempre causato dalle irregolarità dell'intestino.
Per combattere la stitichezza, sono efficaci kiwi e prugne, ricchi di fibre che aiutano il transito intestinale, ma anche mele (meglio se cotte o ridotte in crema) e lo yogurt, ricco di fermenti lattici.
Rimedi della nonna contro la diarrea
Per contrastare la diarrea un rimedio naturale è semplice è bere il succo di 2 limoni, senza zucchero, né acqua.
Rimedi della nonna per tosse e mal di gola
Per calmare la tosse il rimedio più antico ed efficace sono i suffumigi, aggiungendo magari all'acqua bollente qualche foglia di menta o qualche goccia di essenza di eucalipto, dalle proprietà balsamiche.
Per alleviare il mal di gola, l'ideale è fare dei gargarismi con aceto e sale, o (più gradevoli) con miele e limone. Si scaldano due cucchiai e mezzo di miele (meglio se di eucalipto) e del succo di limone, si fanno i gargarismi, e poi si declutisce: il miele ha un'azione lenitiva, mentre il limone disinfetta, allevviando così l'infiammazione.

Rimedi della nonna per influenza, febbre e raffreddore
Quando si manifestano i primi sintomi, febbre, raffreddore e influenza possono essere contrastati - o avere un decorso più rapido - con alcuni rimedi naturali fai da te.
Ad esempio, bere una tazza di brodo caldo (di pollo, ad esempio), con l'aggiunta di un po' di peperoncino e poi mettersi a letto, funge da antipiretico, perché aiuta la sudorazione e quindi a sfebbrare. Un altro rimedio all'antica è quello di masticare spicchi d'aglio: da crudo infatti ha un'azione antibatterica e aiuta a disinfettare l'organismo.
Contro raffreddore e influenza, anche l'alcol può avere effetti positivi: un bicchiere di vino rosso caldo con miele e cannella, oppure una tazza di latte caldo con due dita di cognac, e poi, subito a letto!
Rimedi della nonna per i piedi gonfi
Per dare sollievo ai piedi gonfi, un rimedio facile e low-cost è il pediluvio, aggiungendo all'acqua calda un paio di cucchiai di bicarbonato e un po' di sale.
 Rimedi della nonna per piccoli traumi
Per curare piccoli traumi derivanti da incidenti domestici, ci sono diversi rimedi casalinghi:
- scottature: massaggiare la parte scottata con una patata cruda, o con succo di aloe (se si ha la pianta, basta staccarne una foglia)
- botte e bernoccoli: appoggiare una bistecca fredda sulla botta (appena presa), oppure una patata cruda sul livido, per velocizzarne il riassorbimento
- slogature: montare due albumi d'uomo a neve, immergere una pezzuola o uno spago sfilacciato, e poi passare sul gonfiore. aiuta ad alleviare il dolore
 Rimedi della nonna contro il mal di schiena
Contro il mal di schiena, per alleviare il dolore è importante avere qualche riguardo in più per la zona: alzandosi con calma, non sollevando pesi, dormendo su un materasso rigido e tenendo la zona al caldo con un foulard di lana o seta, meglio se preventivamente scaldato.
 Rimedi della nonna per l'insonnia
Oltre alle tisane a base di tiglio o camomilla, dall'effetto rilassante, bere un bicchiere di latte caldo e fare un lungo bagno possono aiutare a dormire meglio e a contrastare l'insonnia.
 Rimedi della nonna per i dolori mestruali
 Per i crampi e i dolori mestruali, la tradizione dei rimedi casalinghi propone diverse soluzioni.
- ingerire bevande calde e usare una borsa dell'acqua calda in corrispondenza dell'utero, poiché il calore aiuta a rilassare le contrazioni uterine
- effettuare un massaggio sull'addome, aiuta a dare sollievo
- abbinare una posizione in cui la muscolatura si distende  (ad esempio nella posizione del gatto, a 4 zampe, allineando spalle e ginocchia) e una respirazione profonda
- un decotto contenente lavanda, dalle proprietà lenitive
Rimedi della nonna contro il torcicollo
I dolori che colpiscono la zona della cervicale oppure quando si ha un torcicollo, possono essere alleviati tenendo la parte al caldo, con un foulard di lana o di seta, anche riscaldati preventivamente sul calorifero o con il phon. Si possono anche preparare dei sacchetti rettangolari riempiti di noccioli di ciliegia, da scaldare nel micro-onde e poi applicare sul collo.

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giovedì 18 marzo 2021

metodi naturali per disintossicare l’organismo

metodi naturali per disintossicare l’organismo

Ogni tanto, soprattutto a fine stagione, è bene dedicarsi ad un periodo di disintossicazione e depurazione dell’organismo, con particolare riferimento all’alimentazione e al benessere dell’apparato digerente. In merito esistono diverse scuole di pensiero, metodi e rimedi naturali adattabili a seconda delle proprie necessità e basati prevalentemente sul consumo di pasti leggeri a base vegetale e di bevande dagli effetti benefici.

Vi presentiamo brevemente alcuni dei rimedi più utilizzati e diffusi, che potrete approfondire con il vostro medico ed a seconda delle vostre necessità.

1. Per il fegato

Per favorire il funzionamento e la depurazione del fegato bisognerebbe arricchire la propria alimentazione con erbe amare e selvatiche come il tarassaco. Altri alimenti indicati sono carote, sedano, barbabietole e rosmarino. Tra le spezie si consigliano curcuma, cumino e curry. Per quanto riguarda le bevande, si sconsiglia l’assunzione di latte, caffè e bibite gassate, da sostituire con acqua naturale e succo di mela senza conservanti e zuccheri aggiunti.

2. Per l’intestino

Tra le sostanze considerate in grado di aiutare l’intestino nell’eliminazione di scorie ed eventuali batteri nocivi vi sono aceto di mele, succo d’aloe vera e fermenti probiotici. I chiodi di garofano ed alcune erbe medicinali come l’artemisia assenzio sono ritenute in grado di creare a livello intestinale un ambiente ostile nei confronti dei batteri nocivi. È possibile inoltre rivolgersi a centri specializzati nella pulizia del colon tramite idro-terapia.

3. Dieta semi-liquida

Una dieta semi-liquida opportunamente eseguita con l’intento di purificare il proprio organismo sotto controllo medico potrebbe comprendere l’assunzione di succhi e centrifugati di frutta e verdura fresca, zuppe e passati di verdura, frullati, olio di semi di lino, semi di sesamo, semi di zucca e acqua naturale.

4. Metalli pesanti

Nel caso si abbia la necessità di disintossicarsi da un eccessivo accumulo di metalli pesanti nell’organismo, tra cui alluminio, mercurio, cadmio e piombo, un importante aiuto potrebbe derivare da scelte alimentari basate sulla selezione di frutta, verdura e cereali di provenienza biologica e biodinamica, che non siano quindi stati trattati con pesticidi. Si consiglia solitamente di evitare il più possibile alimenti di provenienza industriale, con particolare riferimento agli alimenti ed alle bevande confezionate in contenitori metallici.

5. Solo crudo

Tra i vari rimedi per la purificazione dell’organismo vi è quello di assumere esclusivamente alimenti vegetali crudi per un breve periodo, in modo da favorire l’attività dell’apparato digerente. Essi possono comprendere frutta e verdura fresca, germogli, frutta secca e semi oleaginosi.

6. Digiuno breve

Si tratta di un programma di digiuno basato sull’assunzione esclusiva di succhi e centrifugati di frutta o di verdura, la cui durata può variare da uno a tre giorni. È possibile affrontare periodi di digiuno di durata maggiore, in base alle proprie necessità e sempre sotto controllo specialistico. Tra gli alimenti consigliati per la preparazione delle bevande vi possono essere: mele, carote, spinaci, pere, cavoli, zenzero e verdure a foglia verde.

7. Detox Ayurvedico

La medicina tradizionale indiana, detta Ayurveda, suggerisce di seguire periodicamente una mono-dieta a base di kitchree, un piatto unico composto da fagioli mung, riso basmati, cipolle, aglio, zenzero e curcuma. Il kitchree è considerato una pietanza perfettamente equilibrata ed in grado di aiutare l’organismo nei propri processi depurativi.

8. Candida

In caso di candida si sconsiglia generalmente di seguire una dieta che escluda il più possibile alimenti contenenti lievito ed altri cibi considerati in grado di favorirne la proliferazione come farine raffinate, zuccheri, succhi di frutta, alcolici, frutta secca, funghi, formaggi, yogurt, aceto e salsa di soia.

9. Spezie

Esistono alcune spezie ed erbe aromatiche ritenute in grado di favorire i processi di depurazione dell’organismo. Possono essere assunte quotidianamente in piccole quantità, salvo particolari controindicazioni. Tra di esse troviamo: origano, cannella, cumino, zenzero, finocchio, pepe nero, prezzemolo, rosmarino e curcuma.

10. Master Cleanse

Si tratta di un programma dettagliato di digiuno, diffuso prevalentemente negli Stati Uniti, basato sull’assunzione di succhi di frutta e di verdura, spremute di agrumi e limonate con aggiunta di sciroppo d’acero e pepe di cayenna. I giorni di digiuno sono variabili a seconda delle necessità. All’inizio ed alla fine del programma si attuano solitamente delle fasi di transizione. Una volta concluso il digiuno, si reintegrano gli alimenti solidi tramite pasti leggeri. In questo caso si sconsiglia vivamente il fai-da-te.

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