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domenica 12 settembre 2021

INTESTINO FIBRE

Per fibre alimentari si intende un gruppo eterogeneo di molecole, costituito prevalentemente da carboidrati complessi, composti da legami che non possono essere idrolizzati (spezzati) dagli enzimi digestivi umani della saliva, dei succhi pancreatici e dell’orletto a spazzola intestinale.

Le fibre risultano, quindi, non digeribili e come tali non vengono assorbite dall’intestino ma vengono eliminate dall’organismo espletando i loro effetti positivi soprattutto nell’ultimo tratto dell’intestino.

Il beneficio delle fibre contenute in molti alimenti tra cui le verdure ci è stato raccomandato negli anni della nostra infanzia dalle nostre nonne e rinforzato ogni giorno dalle nostre mamme. Insomma, quanto facciano bene le fibre al nostro organismo è ormai risaputo. Esse, infatti, pur non venendo assimilate dal nostro organismo, esercitano un ruolo importante non solo nella funzionalità intestinale ma anche sul controllo della glicemia e del peso corporeo. Le fibre infatti rallentano l’assimilazione dei carboidrati assunti –cioè permettono un loro passaggio più lento nel sangue- e aumentano il senso di sazietà.

Si trovano in diversi vegetali, tra cui verdura e frutta, nei legumi e nei cerali integrali. A contatto con l’acqua si gonfiano e a seconda della loro reazione vengono suddivise in fibre solubili e insolubili. Sono le prima a incidere in maniera vantaggiosa sulla glicemia e sul senso di sazietà. Le seconde, cioè quelle insolubili, invece avendo la capacità di inglobare una grande quantità di acqua aumentano il volume delle feci e favoriscono la motilità intestinale. Naturalmente è fondamentale bere acqua in quantità abbondante per non azionare l’effetto opposto. Al contrario le fibre solubili invece tendono a rallentare lo svuotamento intestinale accentuando il senso di gonfiore e stitichezza.

Come in tutte le cose è bene però non eccedere con le fibre, nonostante i loro preziosi benefici a livello della salute dell’organismo. Un’eccessiva quantità di fibre, infatti, può rallentare l’assorbimento di alcune microsostanze come minerali e vitamine. Questo fatto è particolarmente importante per tutti coloro che, ad esempio, hanno bassi valori ematici di ferro e pongono attenzione ad un suo assorbimento attraverso gli alimenti, come spesso succede con gli atleti delle discipline di endurance.

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