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martedì 8 aprile 2025

Microbiota

 

Microbiota intestinale: cos'è e perché è così importante

A un certo punto della vita vi è capitato (nel giro di pochi

 mesi) di non riuscire più a digerire quasi nulla?

Fate fatica a capire cosa mangiare per cercare di evitare

 problemi digestivi, dolori e gonfiori addominali e colite?

Soffrite da anni di questo problema e, nonostante analisi,

 visite mediche, farmaci e gastro-protettori non ne siete

 ancora venuti a capo?

Niente di strano, siete in buona compagnia, perchè le 

disbiosi dovute ad alterazione del microbiota 

intestinale stanno diventando un fenomeno sempre più

 comune, ma allo stesso tempo, uno dei più difficili da 

affrontare.

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A cosa serve e che funzioni ha il microbiota intestinale

Il microbiota intestinale svolge diverse funzioni 

fondamentali per il nostro organismo:

  • Digestione e assorbimento dei nutrienti: aiuta a 

    digerire fibre e altre sostanze non assimilabili 

    dall’intestino umano, producendo composti benefici 

    come gli acidi grassi a catena corta.

  • Regolazione del sistema immunitario: il microbiota

     contribuisce a modulare la risposta immunitaria, 

    rafforzando la difesa contro patogeni e prevenendo 

    infiammazioni eccessive.

  • Produzione di vitamine: contribuisce alla sintesi di 

    vitamine essenziali, come la vitamina K e alcune 

    vitamine del gruppo B.

  • Barriera intestinale: protegge la mucosa intestinale 

    dagli agenti patogeni, competendo con essi per lo spazio

     e i nutrienti.

  • Comunicazione con il cervello: attraverso l’asse 

    intestino-cervello, il microbiota può influenzare 

    l’umore, il comportamento e persino disturbi come la 

    depressione e l’ansia.

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Legame tra microbiota e salute in generale

Un microbiota in equilibrio (eubiosi) è associato ad una

 buona salute. Al contrario, uno squilibrio (disbiosi) è stato

 correlato a numerose patologie, tra cui malattie croniche

 intestinali, obesità, diabete, malattie autoimmuni, 

infiammazioni croniche, e disturbi mentali.

Gli studi dimostrano che un microbiota sano può ridurre

 il rischio di infezioni, migliorare la risposta ai farmaci

 e prevenire alcune malattie croniche. Per questo motivo

 comprendere e monitorare il microbiota sta diventando 

sempre più importante per una medicina personalizzata e

 preventiva.

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Disbiosi

La disbiosi è uno squilibrio del microbiota intestinale,

 caratterizzato da una riduzione della diversità e della 

quantità dei microrganismi benefici, accompagnata 

dalla proliferazione di batteri potenzialmente dannosi.

 Questo stato può compromettere le normali funzioni 

dell’intestino, influenzando negativamente la digestione, il

 sistema immunitario e l’assorbimento dei nutrienti. La

 disbiosi è spesso associata a disturbi come gonfiore, 

diarrea, stitichezza, e può contribuire allo sviluppo di 

condizioni più gravi, come infiammazioni croniche o

 disordini metabolici.

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La lezione di Ippocrate

Come aveva già capito Ippocrate 2.500 anni fa: “Tutte le 

malattie nascono dall’intestino”. Oggi la scienza ha 

confermato scientificamente questa intuizione: un intestino

 in salute è quindi fondamentale per la salute generale 

 dell’organismo. I fenomeni di disbiosi, che possono avere

 sintomi anche molto invalidanti, possono essere quindi

 considerati un “insistente” campanello d’allarme da

 ascoltare con attenzione per capirne la causa, 

ripristinando così l’equilibrio dell’apparato 

gastrointestinale e quindi dell’intero organismo.

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Come intervenire con rimedi naturali?

Visto che l’utilizzo di farmaci di sintesi è considerata una 

delle cause primarie di infiammazione intestinale, laddove

 non ci siano incompatibilità specifiche, il trattamento

 ideale di questo tipo di patologia avviene con rimedi a

 base di piante officinali in abbinamento ad una dieta 

equilibrata specifica, ad un’adeguata attività fisica e ad una

 modificazione del nostro stile di vita.

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Rimedi naturali per la regolarità intestinale

Ecco 5 metodi naturali che possono aiutarti a curare la disbiosi intestinale:

1. Probiotici

I probiotici sono batteri “buoni” che aiutano a ripristinare

 l’equilibrio nel tuo intestino. Puoi assumerli sotto forma di

 integratori o consumare alimenti fermentati come lo 

yogurt, il kefir e il kimchi.

2. Alimentazione equilibrata

Una dieta equilibrata è fondamentale per curare la disbiosi

 intestinale. Dovresti consumare cibi ricchi di fibra come

 frutta, verdura e cereali integrali. Evita zuccheri raffinati,

 cibi processati e bevande gassate.

3. Evita l’uso eccessivo di antibiotici

Gli antibiotici possono distruggere sia i batteri “cattivi” che

 quelli “buoni” nell’intestino. Pertanto, è importante 

utilizzarli solo quando strettamente necessario e fare 

ricorso a alternative naturali quando possibile.

4. Riduci lo stress

Lo stress può compromettere l’equilibrio dei batteri 

nell’intestino. Prova tecniche di rilassamento come lo yoga,

 la meditazione o l’attività fisica regolare per ridurre lo 

stress e promuovere la salute intestinale.

5. Integratori naturali

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A queste pratiche

è consigliabile associare anche l'assunzione di rimedi con

 estratti vegetali come:

  • Senna, rabarbaro, tamarindo - per la regolarità del transito intestinale;

  • Millefoglio, anice, cumino, finocchio, coriandolo - per la

     regolare motilità gastrointestinale e l’eliminazione dei

     gas;

  • Rabarbaro, millefoglio, anice, cumino, finocchio, 

    coriandolo - per la funzione digestiva;

  • Curcuma e menta piperita - per la funzione digestiva;

  • Menta piperita, mela e prugna - per la regolarità del 

    transito intestinale. 

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lunedì 17 marzo 2025

CORTISONE NATURALE

 

 

 

ALTERNATIVE NATURALI AL CORTISONE –

I farmaci al cortisone vengono non di rado utilizzati per curare diversi tipi di patologie, in particolare allergie, infiammazioni, problemi articolari, ecc. Il cortisone non è affatto un farmaco da demonizzare, in alcuni casi è davvero un “salva vita”, nelle situazioni meno gravi però si può spesso sostituire con alcune alternative naturali.

Quando possibile, meglio evitare il cortisone che se da una parte dà una risposta molto rapida al problema per cui lo stiamo assumendo, dall’altra non è esente da effetti collaterali (soprattutto se preso per lunghi periodi) come gonfiori, aumento della pressione e della glicemia, irritabilità, variazioni nel peso, abbassamento delle difese immunitarie e altro.

Con cosa possiamo sostituirlo (sempre dopo averne parlato con il proprio medico)?

-Il Ribes nigrum,

utilizzato per stimolare le ghiandole surrenali a produrre cortisolo, un cortisone endogeno che aiuta l'organismo a reagire alle infiammazioni.

Elimina le infiammazioni, è impiegato nelle sindromi allergiche e nell'oculorinite allergica stagionale (raffreddore da fieno).

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- L'Elicriso

 grazie ai suoi principi attivi esplica una potente azione antinfiammatoria, contribuendo in tempi brevissimi alla rimozione della sintomatologia sia cutanea che respiratoria; è un vero e proprio cortison-like.

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- L'Uncaria

è da sempre usata come immunostimolatore. La sua azione immunostimolante ed immunomodulante gli è data dalla frazione alcaloidea e si esplica sostanzialmente attraverso un'aumentata attività fagocitaria da parte dei macrofagi del sistema reticolo endoteliale, aumentano inoltre le cellule T4 e NK (Natural Killer): protegge dalle defaillance immunitarie che accompagnano le disarmonie flogistiche.

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- L'Acerola,

icca di Acido Ascorbico, potenzia l'efficienza della sinergia, migliora la permeabilità capillare.

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Curcumina

La curcumina è il principio attivo più importante presente nella curcuma, una spezia di cui abbiamo già molte volte parlato per via delle sue straordinarie proprietà. Gli studi su questo principio attivo sono sempre più numerosi giorno dopo giorno e confermano tutte le caratteristiche che già si conoscono: potenti effetti antinfiammatori e addiritutta possibili benefici nella lotta contro il cancro.

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Zenzero

Diverse ricerche hanno mostrato anche le svariate proprietà benefiche dello zenzero, tra cui anche quella di essere un efficace antinfiammatorio. In particolare uno studio effettuato all’Università di Copenhagen ha voluto mettere a confronto la sua efficacia contro l’artrite (sia reumatoide che osteoartrite) confrontandola con quella di farmaci come ibuprofene e cortisone.

I risultati hanno evidenziato come l’ibuprofene non sia utile in questi casi mentre invece ottimi benefici sono stati ottenuti sia con il cortisone che con l’estratto di zenzero. Sembra dunque che anche i principi attivi contenuti in questa spezia andrebbero tenuti maggiormente in considerazione come rimedi naturali per le infiammazioni, vista anche l’assenza di effetti collaterali.

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martedì 21 gennaio 2025

Emozioni - Stress - Malattie

 

 LE FREQUENZE CHE GUARISCONO
L'antica medicina del futuro
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La vibrazione è stata da sempre associata alla creazione della materia e alla forza vitale che
pervade l’universo. Dai Veda in Oriente, a Pitagora, da San Giovanni alle scoperte di Plank
ed Einstein sembra chiaro che tutto è energia e questa energia è vibrazione. Pitagora diceva
che la musica è la vera medicina e nelle antiche tradizioni religiose ed esoteriche i canti e i
suoni venivano usati per indurre guarigioni fisiche e spirituali. Oggi la scienza sta
riscoprendo tutto questo aprendo le porte a quella che viene chiamata: medicina quantistica.
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LA VIBRAZIONE INFLUENZA IL NOSTRO CORPO E LA NOSTRA SALUTE.
Il Prof. Carlo Ventura, direttore del laboratorio di biologia molecolare e bioingegneria delle
cellule staminali presso l’istituto di cardiologia dell’università di Bologna, in stretta
collaborazione con Università della California, afferma che le cellule, come tutto l’universo,
vibrano e, facendo ascoltare le giuste frequenze alle cellule staminali, queste ultime possono
essere istruite per divenire cellule specifiche dei nostri organi. La vibrazione può dunque
innescare la guarigione.
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Ernst Chladni (1756-1827), padre della Cimatica, ha dimostrato scientificamente come le
vibrazioni modificano la materia. Si è osservato infatti che ogni frequenza induce la materia
(sabbia e acqua negli esperimenti della Cimatica) a strutturarsi secondo una certa forma che
è diversa per ogni frequenza. Essendo quindi il nostro corpo composto per almeno il 70% di
acqua, le sue molecole risponderanno in maniera diversa a seconda della frequenza da cui
sono attraversate.
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La Cimatica è la scienza che si occupa dello studio degli effetti che le vibrazioni sonore provocano sulla materia.
Le scoperte della Cimatica sono spesso associate agli studi di Masaru Emoto, famoso per aver fotografato i
cristalli di acqua congelata sottoposta a determinate frequenze e vibrazioni, mostrando come
l’acqua è in grado di formare strutture cristalline armoniche o caotiche, in risposta alle varie
vibrazioni.
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LA NUOVA MEDICINA SI BASA SULLA FREQUENZA.
Vale anche il viceversa: se siamo attraversati da vibrazioni esterne (non solo suoni ma anche
campi elettromagnetici e pensieri/emozioni di altre persone) che non sono in risonanza con
le nostre vibrazioni naturali si viene a creare uno squilibrio che crea disarmonia e con il
tempo si cronicizza e diventa malattia.
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Il professor Piergiorgio Spaggiari, fisico e medico chirurgo, Direttore Generale
dell’Azienda Ospedaliera della Valtellina, uno dei massimi pionieri italiani della cosiddetta
medicina quantistica afferma: “Il benessere è una questione di oscillazioni
elettromagnetiche “ordinate”. Al contrario, la malattia “nasce” all’origine, e può essere
rilevata, come un disturbo della rete elettromagnetica di controllo del traffico molecolare e
solo allo stadio finale, quando si manifesta con tutta la sua sequela di sintomi, dolori,
diventa un’anomalia della struttura molecolare del corpo.”
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e continua dicendo –
“L’organismo si mantiene in equilibrio dinamico grazie ai messaggi che le cellule si
scambiano costantemente tra loro sotto forma di segnali elettromagnetici estremamente
deboli, a frequenza definita. E’ proprio di queste energie infinitamente piccole, che si
occupa la medicina quantistica, forse la più futuristica tra le medicine complementari”.
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Nel settore medico esistono dei macchinari che producono queste oscillazioni ordinate di
guarigione. Il Dr. Royal Raymond Rife costruì un generatore di frequenze con cui trattò con
successo 1000 pazienti a cui fu diagnosticato un cancro incurabile negli anni ’30. Gli
vennero conferiti 14 premi ed un dottorato ad honorem. Cio’ che Rife dimostrò è che ogni
disturbo salutistico ha una frequenza, che per contro risponde (va in risonanza) ad una
specifica frequenza, ottimale per la sua guarigione-dissoluzione nel corpo. Le persone che
mantengono la loro frequenza ottimale, almeno del loro sistema immunitario, potranno
prevenire lo sviluppo di sintomi e malattie.
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Il Prof. Georges Lakhovsky, nel 1926 affermò che le cellule, i tessuti e gli organi funzionano
come dei piccoli radioriceventi che risuonano alle onde elettromagnetiche della loro
frequenza di risonanza. Se le cellule sono malate, allora vibrano ad una frequenza
diversa da quella naturale e per guarirle occorre sottoporle alla frequenza giusta per
obbligarle a vibrare alla frequenza “sana” per un determinato periodo fino a quando non lo
fanno spontaneamente, come dare una spinta per far partire un’auto.
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Lakhovsky progettò e
costruì un oscillatore a lunghezze d’onde multiple che, emettendo innumerevoli armoniche,
era in grado di entrare in risonanza con qualsiasi gruppo di cellule del corpo umano che usò
per curare tantissime persone ed ancora oggi è in uso.
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Il fisico tedesco Fritz Albert Popp ha dimostrato in laboratorio come qualsiasi organismo
vivente sul pianeta terra è in grado di emettere quantità seppur minime di frequenze
luminose. Queste frequenze sono alla base della comunicazione cellulare e permettono il
coordinamento dei processi fisiologici e della crescita cellulare. In modo analogo, alla base
delle malattie vi è l’interruzione o l’alterazione delle frequenze emesse dalla cellula.
I composti cancerogeni bloccano la trasmissione delle frequenze luminose e quindi
sostiene una cura naturale per il cancro basata sull’utilizzo di particolari frequenze
elettromagnetiche.
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Tantissimi scienziati contemporanei e passati affermano lo stesso principio di fondo: la
frequenza è la chiave della guarigione e della malattia. Il Dott. Pier Mario Biava in Italia
lavora sulla riprogrammazione cellulare affermando che le cellule tumorali sono cellule
staminali mutate perché manca la frequenza per lo sviluppo normale. Forne
Bisogna considerare che la maggior parte di noi, vive quotidianamente molto stress e
difficoltà emotive, che abbassano la frequenza del corpo. Quindi dovremmo
regolarmente alzare la frequenza del corpo, piuttosto che aspettare che scenda ad un livello
cosi basso da diventare un ospitante gradevole per invasori microscopici.
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 ESEMPI Di VIBRAZIONI.
La MALATTIA ha una vibrazione a 5,5 Hz,
La MALATTIA non esiste più sopra i 25,5 hz.
I motivi che abbassano la vibrazione sono:
Stanchezza
Paura
Tensione stressante
Rabbia
Odio
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Ecco perché dobbiamo vibrare in alto e non guardare costantemente cattive notizie che abbassano la nostra frequenza.
LA FREQUENZA TERRESTRE OGGI È 27,4 Hz
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Ma ci sono posti che vibrano molto in basso come:
All'ospedale.
Centri di cura.
Un paio di bar.
Prigione.
Il seminterrato, ecc.
Qui è dove la vibrazione scende a 20 Hz o meno.
Dolore da 0,1 a 2 hz
Paura da 0,2 a 2,2 hz
Irritazione da 0,9 a 6,8 hz
Suono da 0,6 a 2,2 Hz
Orgoglio 0,8 hz
Esci da 1,5 hz
Superiorità 1,9 hz
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INVERSIONE:
Generoso 95 hz
Gratitudine 150 hz
Compassione 150 hz o più.
Amore per gli altri e per tutti gli esseri viventi dai 150hz in su.
Amore incondizionato e universale da 205hz in su.
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Bene allora ?
Devo vibrare in alto!!!
Cosa ci aiuta a farlo?
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Sorriso d'amore. Benedizione. Ringraziare.
Giocare, dipingere, cantare, ballare, godersi la vita, camminare al sole, fare esercizio, godersi la natura. Nutrendoci con il cibo che la terra ci dona: cereali-frutta e verdura. Prendere un sorso d'acqua.
Questo ci aiuta a vibrare in alto!
La vibrazione della preghiera e della meditazione varia da 120 Hz a 350 Hz
 Ecco perché bisogna cantare, ridere, amare, vivere .

mercoledì 15 gennaio 2025

Influenza e denti

 

 

Anche i miei denti "prendono" l'influenza?

La risposta è sì. Forse l’hai appena superata, o stai cercando di liberartene in ogni modo possibile, magari sei tra chi nonostante tutto va avanti fingendo di aver “preso solo un po’ di freddo”. Febbre, tosse, raffreddore e mal di gola, disturbi intestinali

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ogni anno durante il periodo invernale l’influenza torna e ci costringe ad alzare le difese a prenderci cura di noi con bevande calde e riposo. L’Istituto Superiore di Sanità stima che ogni anno in Italia tra il 5% e il 10% della popolazione si ammala di influenza. La maggior parte dei danni orali causati dall’influenza non è dovuto al virus in sé, ma alle abitudini scorrette che si praticano o che si è costretti a mettere in atto per aiutare il corpo a combattere la malattia. 

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La buona notizia è che bastano pochi semplici accorgimenti per riuscire a superare il periodo influenzale senza compromettere la salute del tuo sorriso. 


In che modo l’influenza fa male ai miei denti? 


Durante l’influenza puoi accusare diversi sintomi, ognuno dei quali può provocare alterazioni all’equilibrio della tua bocca.

Vediamo insieme in che modo i denti soffrono il tuo soffrire i mali di stagione. 

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- Tosse e mal di gola: probabilmente dovrai combattere questi sintomi assumendo uno sciroppo o succhiando caramelle per lenire i fastidi. Sciroppo e caramelle contengono zuccheri, un cucchiaio di sciroppo per la tosse può contenere fino a 6 grammi di zucchero (circa un cucchiaino da tavola raso). Più a lungo tieni in bocca la caramella, o fai uso dello sciroppo, più aumenti il rischio dell’insorgere di carie perché i batteri che ne sono la causa si nutrono degli zuccheri presenti nella bocca. 

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Il consiglio è dunque quello di utilizzare uno sciroppo e delle caramelle senza zucchero evitando ingredienti come fruttosio e sciroppo di mais. Inoltre è consigliato assumere lo sciroppo un’ora prima di andare a letto e una mezzora prima di praticare l’igiene orale domiciliare. Evita dunque di prendere lo sciroppo o eventuali caramelle subito prima del riposo notturno per evitare problemi legati alla comparsa di carie. 

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- Disturbi intestinali: un fastidioso sintomo associato all’influenza intestinale può essere la comparsa di disturbi come il vomito. In questo caso gli acidi dello stomaco durante il rigetto vengono a contatto con i denti intaccando lo smalto. Questo problema potrebbe indurti a spazzolare con veemenza subito dopo l’episodio di vomito o a rimandare, per via della nausea, alcune azioni quotidiane di igiene dentale che sono invece necessarie.

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Ti consigliamo di evitare di spazzolare i denti subito dopo aver vomitato, così facendo peggiori l’erosione già messa in atto dagli acidi dello stomaco, sciacqua invece la bocca con un collutorio in questo modo ridurrai la presenza degli acidi e dopo una mezz'ora potrai provvedere alla completa igiene orale. Assicurati inoltre di praticare la pulizia della bocca tre volte al giorno, anche se mangi poco o per nulla, perché i batteri devono sempre e comunque essere rimossi per evitare la loro proliferazione con conseguente comparsa di placca e  tartaro responsabili di carie e problemi gengivali. 

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- Raffreddore e febbre: il naso chiuso può costringerti a respirare durante il giorno e la notte a bocca aperta provocandoti il problema della bocca secca che può essere peggiorato dall’uso di analgesici e decongestionanti. In questo caso puoi alleviare il disturbo bevendo molta acqua in modo da mantenere una buona salivazione. La saliva aiuta a combattere i batteri che causano la carie; puoi anche utilizzare caramelle o gomme da masticare senza zucchero per riattivare la salivazione, ma ricordati di non abusarne e di praticare sempre la corretta igiene orale. 

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Anche le bevande calde possono essere di aiuto in caso di febbre e raffreddore, evita però di zuccherarle o di aggiungere del limone, che può provocare l’erosione dello smalto; prediligi tisane allo zenzero o balsamiche che hanno naturali effetti benefici e antinfiammatori. 

-Sinusite: durante l’influenza potresti avere un’infiammazione dei seni nasali che può causare problemi ai denti rendendoli particolarmente sensibili e doloranti, coinvolgendo soprattutto i molari presenti sotto i seni nasali. Si tratta di un dolore costante, difficile da localizzare, che non è associato a un solo dente e che può coinvolgere le guance e la testa. In questo caso, e sempre sotto controllo medico, dovrai provvedere con l’assunzione di farmaci adeguati a combattere l’infiammazione. 

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Come posso aiutare i miei denti durante il periodo influenzale? 


Oltre ai consigli indicati, durante il periodo influenzale devi sempre tenere a mente le sane abitudini che ti consentono di mantenere in forma il sorriso: 

- lava i denti tre volte al giorno spazzolando in modo accurato sia i denti anteriori sia quelli posteriori. Ricordati di spazzolare anche la lingua.

- Completa la pulizia usando il filo interdentale o lo scovolino.

- Sciacqua la bocca con un collutorio non troppo aggressivo per evitare di incidere negativamente sulle mucose particolarmente delicate. Utilizza un dentifricio a base di fluoro per rendere lo smalto più resistente e proteggerlo dall’azione demineralizzante degli acidi.

- Limita il consumo di zuccheri e segui una dieta equilibrata che, in modo naturale, integra il tuo corpo con vitamine e minerali essenziali anche al benessere dei denti (vitamine C, A e D, calcio, fosforo, potassio, sodio, ferro e magnesio). 

- Ricordati di fare controlli periodici dal dentista. 

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L’influenza caratterizza, fortunatamente, solo un breve periodo durante l’anno. Può avere effetti diversi in base all’età, allo stato di salute generale, e ad altri fattori legati allo stile di vita. Attuare queste piccole accortezze, ricordandoti di prenderti cura non solo del tuo fisico ma anche del tuo sorriso, può aiutarti a tornare in forma in modo sereno e senza compromettere la tua salute dentale. 

 

 

 


La Mente Mente

 

 La Mente mente: come si potrebbe creare la patologia
 Scritto da Daniela Salvucci
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Mentre viviamo il sistema limbico (complesso delle strutture encefaliche che partecipano all’integrazione emotiva, istintiva e comportamentale) filtra ogni evento in base ai dati inseriti in memoria; se l'informazione è in risonanza con un’emozione già registrata reagirà immediatamente. Ogni azione nasce dall'emozione, la quale attiva una risposta fisiologica neuroendocrina che stimola o inibisce un sistema funzionale di sopravvivenza.

Il marcatore somatico è un termine coniato dal neuroscienziato Damasio per descrivere un meccanismo automatico che facilita il compito di selezionare opzioni vantaggiose dal punto di vista biologico; è una traccia che richiama un’ emozione negativa o positiva impressionata nella mente in età infantile.

Damasio sostiene che i sentimenti accadono nella mente e nel corpo, proviamo ora a spiegare come un emozione (registrata da piccoli) si può tradurre in un sentimento che può sfociare in una patologia.

Poniamo per esempio che in età infantile, viste le difficoltà e i sacrifici da parte dei genitori, abbiamo registrato la paura di rimanere senza sostentamento e senza casa; ora diventati adulti con un lavoro a tempo indeterminato, una buona posizione sociale, una famiglia ed una casa di proprietà, in realtà non dovremmo avere nulla di cui preoccuparci. La vita però ci mette ogni giorno a confronto con la nostra paura inconscia (l'inconscio non ha né passato né futuro, ma risponde solo al presente): notizie sui giornali di persone che hanno perso il lavoro, il vicino che ha avuto lo sfratto per il mancato pagamento dell'affitto, un mendicante che ci chiede l'elemosina, può ricondurci a quella paura inconsapevole.

Ciò che rende la mente mentitrice è la sua incapacità di essere sempre cosciente, il cervello, sotto lo stimolo inconscio (paura/pericolo) attiva l'ipotalamo, che a sua volta innesca tutta una risposta neurormonale pronta a soddisfare il pericolo incombente.

A questo punto nel corpo si crea un di stress, che può essere descritto come una sensazione di malumore, un'insoddisfazione, un’inquietudine, un turbamento, un’agitazione o una preoccupazione; un sentimento che nel tempo si può trasformare in vere e proprie patologie.

Christian Boukaram, oncologo e professore universitario di neurologia a Montreal, indaga da anni sul legame che c'è tra il cancro e il vissuto psichico ed emotivo della persona, ed afferma che le nostre emozioni possono influire in modi diversi sul corpo: la paura, per esempio, attua una risposta somatica dove l'adrenalina è uno dei neurormoni che consegna la richiesta di aiuto a tutte le cellule; se questo stato di allarme non cessa essa fa sì che proprio questo neurormone sia tra i “sostenitori” delle cellule cancerogene. Ricerche scientifiche hanno evidenziato che durante i primi minuti (circa trenta) successivi alla comparsa dello stress, il Sistema Immunitario non viene soppresso in modo uniforme, ma addirittura si potenzia in alcuni aspetti; questo avviene per tutti i tipi di immunità, ma in particolare per quella innata, provocando una prima fase di attivazione immunitaria, ma quando lo stres si protrae a lungo (un'ora circa) viene provocata l'azione contraria, l'immunosoppressione. Quindi all'inizio della risposta allo stress (fase di allarme) il Sistema Immunitario viene attivato; successivamente (fase di resistenza) viene soppresso, pertanto se la risposta non viene riportata nella linea di base e rimane nella fase di allarme (congelamento) l'organismo potrebbe essere esposto a malattia autoimmuni, mentre se la fase di resistenza si protrae all'infinito potremmo avere immunodeficienza.

Il termine patologia deriva dal greco pathos: emozionarsi/soffrire e logos: pensare/scegliere, la patologia dunque può nascere quando il corpo attiva inconsciamente la risposta neuroendocrina messa in atto dal “ricordo” di quell'emozione registrata e trasformata in sentimento