DIFFERENZA TRA CAREZZE CONDIZIONATE
E CAREZZE INCONDIZIONATE.
Premesso che per chi crede la Misericordia è un dono di Dio ognuno per crescere nella vita ha bisogno di carezze se si vuole dirlo in una parola sola di “AMORE”.
Un’ulteriore distinzione occorre porla tra carezze condizionate e carezze incondizionate. Le carezze condizionate sono rivolte a ciò che la persona sta facendo o ha fatto o farà e sono negative quando sviliscono la persona nel processo di comunicazione: “hai fatto proprio un buon lavoro” “ sapevo che non saresti mai riuscita a farcela”. Le carezze incondizionate sono quelle date esclusivamente per ciò che l’altro è,senza porre condizioni. Quando sono positive sono molto piacevoli e sostengono la persona nella sua spinta vitale. Per esempio: “mi piace stare con te”.”io ti amo” (proprio perché sei tu). Questa frase è la quintessenza del riconoscimento.
Bisognerebbe stare attenti a utilizzare frasi e espressioni come questa:” sei un fannullone”. Questa frase è una carezza rivolta alla totalità della persona. Mentre una frase simile :” in questo periodo stai facendo cose che sottraggono energia allo studio o a casa” è una carezza condizionata. In sostanza distinguiamo il soggetto dagli atti che compie. Un aspetto spesso molto sottovalutato nell’educazione e che sorprende spesso gli educatori è il constatare quanto l’impatto dei riconoscimenti educativi sia molto più forte di quello dei riconoscimenti positivi. Ciò accade non solo perché gli esseri umani sono strutturati in modo tale che le carezze negative hanno un impatto più forte. Può bastare un insulto per annullare 20 abbracci.
Il nostro corpo può far fronte solo a una limitata quantità di stimoli negativi e la nostra mente pure,in modo variabile da persona a persona e secondo l’età. Ogni no e giudizio estremamente negativo può invadere la mente provocando angoscia sino a far temere una “disintegrazione” di sè. In questo caso avviene ciò che si chiama trauma.

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