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giovedì 17 marzo 2022

ACIDOSI LA MADRE DI TUTTE LE MALATTIE

 

 

L’acidosi è la madre di tutte le malattie

   La vita sulla terra è assicurata dall’equilibrio tra gli opposti,come positivo e negativo,ossidato

E ridotto,acido e alcalino,yin e yang.Ciascun opposto non può esistere senza l’altro e,nel caso del nostro organismo,è molto importante,direi vitale,l’equilibrio acido-alcalino.

Per misurare l’acidità o la basicità di un liquido si utilizza la scala pH,secondo la quale il pH neutro è 7,pH acido se inferiore a 7,alcalino o basico se superiore a 7. 

Il Ph del sangue di un organismo umano in buona condizione è circa 7.4 leggermente alcalino.

Questo valore ottimale viene mantenuto grazie a dei sistemi tampone che l’organismo possiede per bilanciare e neutralizzare gli alimenti e bevande acide o acidificanti che introduciamo nell’organismo per nutrirci. 

Questi sistemi tampone specie negli adulti,non sempre riescono a neutralizzare il surplus di acidità,per cui i residui acidi se non eliminati provocano uno stato del terreno biologico dell’organismo che prende il nome di acidosi. L’acidosi è la madre di tutte le malattie. 

Le principali cause dell’acidosi sono:

1)    Insufficiente apporto di nutrienti alcalinizzanti

2)    Eccesso di alimenti acidificanti(carne ,formaggi,salumi)

3)    Stress

4)    Vita sedentaria

5)    Nicotina alcool

6)    Insufficiente apporto di liquidi

7)    Sport intensivo

8)    Medicinali farmaci

9)    Droghe ed altro 

Poiché il nostro organismo è tendenzialmente alcalino,perché si mantenga tale,occorre curare l’alimentazione dando la preferenza agli alimenti alcalinizzanti, in primo luogo frutta e verdura cruda. 

Oggi si rimarca in modo deciso che quasi tutte le malattie e i malesseri fisici sono una manifestazione esterna di un terreno decisamente acido. Per capire come le malattie si insediano in un terreno acido bisogna osservare il metabolismo cellulare. 

La  cellula per vivere ha bisogno di nutrienti che attraversano la membrana cellulare,la stessa,poi, è via di espulsione dei prodotti di reazione,tossine acide. che si formano all’interno della cellula. 

Queste tossine se al di fuori della cellula non trovano un adeguato flusso di sangue in grado di allontanarle e neutralizzarle,ristagnano nei pressi della stessa,generando cosi uno stato di sofferenza per le cellule che comporta la comparsa di malattie. 

Otto Warburg,premio nobile per la medicina nel 1931,ha scoperto che il corpo crea un ambiente acido sia con uno stile nutrizionale antifisiologico (dieta basata su cibi acidificanti),

sia per l’inattività fisica,che comportano una cattiva ossigenazione delle cellule. 

La mancanza di ossigeno e l’acidità sono 2 facce della stessa medaglia. Se una persona ha uno,ha anche l’altra. 

Le sostanze acide respingono l’ossigeno,a differenza delle alcaline che l’attirano. Warburg ha scoperto che,privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore,è possibile convertirla in una cellula cancerosa. 

Tutte le cellule normali hanno bisogno  di ossigeno,mentre quelle tumorali possono vivere senza di esso. I tessuti tumorali sono acidi mentre i tessuti sani sono alcalini. 

Il cancro non è altro che un metabolismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in ambiente acido e privo di ossigeno. 

Nel mondo occidentale l’acidosi è molto diffusa a causa dell’eccessivo consumo di proteine di origine animale, di latte e derivati, per lo scarso uso di frutta e verdura cruda e per la quasi totale inattività fisica.

di poca verdura cruda che consuma latte dalla nascita sino alla morte. 

Un’altra fonte di acidi è l’uso eccessivo di bevande alcoliche e gassate alcune di queste famose a livello mondiale. Gli alimenti acidificanti,pur non identificabili dal gusto, subiscono trasformazioni di tipo biochimico  che portano alla formazione di tossine acide

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ACQUA ALCALINA


Acqua alcalina, cos’è e i suoi benefici per il nostro organismo

Acqua alcalina è un’acqua con pH (alcalino o basico) superiore a 7.0; si tratta, quindi, di un prodotto leggermente meno acido di quello che viene emesso dai rubinetti di casa,  ricca di calcio, potassio, magnesio, bicarbonato e silice, questa particolare acqua basica ha la proprietà di neutralizza l’acido del sangue e favorisce la metabolizzazione delle sostanze nutritive.

Acqua alcalina cos’è

L’acqua alcalina è ricca di antiossidanti e minerali, sembra essere la soluzione perfetta per ripristinare l’equilibrio acido-base del corpo perché vanta un pH essenzialmente basico, per questo viene definita anche acqua basica.

Quando invece il  pH è inferiore a 7 deve, invece, essere neutralizzata mediante l’impiego delle risorse naturali dell’organismo che non possono così adempiere alle loro funzioni primarie.

L’acqua basica deve essere assunta come l’acqua tradizionale, questa particolare acqua alcalinizzata risulta più leggera e dissetante, previene il gonfiore addominale e possiede, per i palati più fini, un gusto leggermente diverso.

Acqua alcalina ionizzata, come avviene il procedimento

Scopriamo come avviene il procedimento dell’acqua alcalina ionizzata dividendolo in due fasi

Primo fase, purificazione dell’acqua

Il primo step prima che l’acqua alcalina diventi ionizzata, viene sottoposta a un processo di purificazione volto all’eliminazione, mediante un sistema di filtri a carboni attivi, di tutte le sostanze nocive ivi contenute (il tutto senza alterarne le caratteristiche organolettiche).

Secondo fase, elettrolisi dell’acqua

La seconda fase, che prende il nome di elettrolisi, prevede invece la separazione delle sostanze, contenute nell’acqua, sulla base della loro carica elettrica: l’elettrodo negativo richiama gli ioni positivi (minerali alcalini), mentre quello positivo attira gli ioni negativi (radicali acidi); questi ultimi vengono, quindi, eliminati mediante il tubo di scarico, facendo uscire dal rubinetto dell’ottima acqua ionizzata.

L’assunzione apporta innumerevoli benefici all’organismo quali maggiore livello di idratazione, rallentamento dell’invecchiamento cellulare ed eliminazione delle scorie tramite la minzione.

 

acqua alcalina ionizzata dal depuratore acqua domestico

Quali sono i benefici di bere acqua alcalina ionizzata

Questa particolare acqua ionizzata apporta all’organismo diversi benefici e questi possono essere così riassunti.

Elevato potere antiossidante:

L’acqua alcalina è ricca di ioni carichi negativamente che ostacolano il processo di invecchiamento dell’epidermide.
Ripulisce il sangue dalle scorie, migliora l’ossigenazione e favorisce la corretta circolazione.

L’acqua ionizzata previene l’osteoporosi:

Il suo consumo contrasta l’insorgenza dell’osteoporosi in soggetti anziani e donne in menopausa.

Ottimo rimedio in caso di stipsi o dissenteria:

I disordini del tratto intestinale possono essere spesso correlati a un elevato livello di acidità del sangue.   L’assunzione regola il pH fisiologico favorendo così un corretto transito intestinale.

Abbassa la pressione sanguigna:

l’ipertensione arteriosa (a maggiore di 140 mmHg e pressione diastolica maggiore di 90 mmHg) può essere talvolta la mera conseguenza di uno stato di acidosi del sangue.

Questa condizione, potenzialmente molto pericolosa, merita di essere monitorata attentamente; il soggetto deve quindi apportare alcune importanti modifiche al proprio regime alimentare e prediligere l’assunzione di acqua alcalina e cibi basici.

Combatte la gastrite:

quest’affezione, che causa un’infiammazione acuta o cronica della parete gastrica, causa acidità, bruciori di stomaco, crampi, nausea ed emesi.

La sua assunzione sembra essere un ottimo rimedio contro questo malessere molto antipatico.

Migliora le prestazioni sportive:

l’organismo produce, nel corso dell’attività fisica, un elevato numero di ioni d’idrogeno (vengono rilasciati dall’acido lattico) con conseguente riduzione del pH.

L’assunzione di acqua alcalina migliora le capacità di tamponamento e tutto ciò si ripercuote positivamente sulla prestazione.

Si consiglia, infine, di integrare l’acqua con magnesio e potassio per controllare meglio la fatica nelle pratiche sportive di lunga durata.

Azione protettiva nei confronti dell’epidermide:

la regolare assunzione di quest’acqua previene l’insorgenza di disturbi dermatologici e dona sollievo a quelli già in corso.

Come confermano i test di laboratorio, riduce i danni alla cute derivanti dall’esposizione prolungata ai raggi UV.

Stimola il metabolismo favorendo l’assorbimento dei nutrienti.

Contrasta la formazione di alcune tipologie di calcoli renali e favorisce la rapida espulsione degli stessi.

Garantisce un corretto livello d’idratazione del corpo:

il regolare consumo di acque alcaline riduce la produzione di urina e l’osmolalità del sangue (un’elevata osmolalità plasmatica espone il soggetto a un maggior rischio di sviluppare un ictus).

L’individuo risulta, quindi, maggiormente idratato, mentre l’apparato cardiovascolare gode di ottima salute.

Acqua alcalina nella gravidanza

Nel corso della gestazione l’acqua alcalina è una vera fonte di benessere, ma è indispensabile fare una piccola premessa. Lo stomaco di qualsiasi persona ha, essenzialmente, due compiti: favorire la digestione ed eliminare le scorie di natura acida.

La gravidanza induce, però, a un progressivo aumento dell’acidità perché la madre deve dare la precedenza al feto rifornendolo di minerali alcalini; la donna sviluppa, quindi, una condizione meglio nota come iper-acidità e le sue riserve alcaline sono destinate a esaurirsi nell’arco di poco tempo.

La futura mamma deve, dunque, aumentare le porzioni di verdura/frutta e privilegiare il consumo di quest’acqua particolare al fine di fornire al proprio organismo il giusto apporto di minerali alcalini. Una dieta prettamente acidificante induce, invece, il corpo a prelevare sostanze basiche da ossa e denti per garantire così un ambiente alcalino a feto e liquido amniotico.

bere acqua alcalina in gravidanza

L’acqua alcalina per favorire le prestazione degli sportivi

L’attività sportiva, gli sforzi e la fatica accusata provocano l’accumulo di acido lattico e anidride carbonica all’interno dei muscoli; questi ultimi perdono, quindi, potenza e funzionalità (il loro pH scende sotto 6.9).

L’atleta, che sviluppa una condizione meglio nota come acidosi, si sente spossato e la sua prestazione non è certamente eccellente, gli acidi in eccesso devono, quindi, essere necessariamente tamponati mediante assunzione di sostanze basiche.

L’acqua alcalinizzata dona nuovo equilibrio al sistema acido basico dei muscoli, incrementa il livello di ossigenazione del sangue e migliora la resistenza alla fatica riattivando il sistema immunitario.

I microelementi, contenuti nell’acqua, donano benessere ai muscoli e la performance migliora nettamente. Lo sportivo deve, infine, apportare alcune modifiche al proprio regime alimentare e prediligere alimenti basici quali ortaggi e frutta (questo al fine di mantenere un corretto rapporto acido-base).

Dieta alcalina

La dieta a base d’acqua alcalina raccoglie pareri spesso discordanti tra di loro, ma noi abbiamo deciso di dare voce a entrambi.

I sostenitori di questa dieta

Un ambiente acido favorisce infiammazioni, drastico calo delle difese immunitarie e una condizione generalizzata di malessere psicofisico.

Un pH alcalino, al contrario, previene l’insorgenza di disturbi e cura (in taluni casi) diverse patologie.

Un regime alimentare, fondato sull’assunzione di sostanze basiche, previene malattie quali sovrappeso, ritenzione idrica, diabete mellito e neoplasie; una dieta di questo tipo contrasta, inoltre, l’azione dei radicali liberi e rallenta il naturale processo di invecchiamento cellulare.

I cibi da assumere possono essere così riassunti.

  • Ortaggi: cavolfiori, broccoli, bietole, cipolle, cetrioli e spinaci.
  • Frutta: arance, limoni, mele, pere, banane, fragole, mirtilli, meloni, fichi e prugne.
  • Frutta secca: mandorle.
  • Cereali integrali: privilegiare quelli senza glutine quali miglio, amaranto, quinoa e riso rosso.

Si consiglia di assumere quotidianamente e a digiuno un bicchiere d’acqua tiepida con un limone (non trattato) spremuto.

Questo agrume, pur possedendo un pH notoriamente acido, innesca una reazione basica e vanta, quindi, un ottimo potere alcalinizzante.

Si suggerisce, infine, di consumare acqua alcalina e integrare la stessa con tè verde, tisane a base di erbe basiche e centrifugati di frutta e verdura, mentre è indispensabile ridurre tutti gli alimenti acidi.

Chi dice no alla dieta alcalina

Prima di iniziare una dieta alcalina, si consiglia di contattare il proprio medico curante; questo regime alimentare non è, difatti, esente da controindicazioni.

Devono, in particolare, prestare attenzione tutto coloro che sono affetti da patologie renali o seguono una terapia a base di diuretici risparmiatori di potassio (l’introito di questo minerale è, difatti, molto elevato).

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ENZIMI IL PIENO GRAZIE

 

RUOLO ESSENZIALE DEGLI ENZIMI

Gli enzimi sono macro molecole di natura proteica che le cellule utilizzano per trasformare i nutrienti che noi

Ingeriamo e renderli assimilabili dalle stesse.

Gli enzimi sono definiti catalizzatori specifici,nel senso che per ogni nutriente è necessario un enzima specifico per poterlo trasformare in prodotto assimilabile dalle cellule.


Sino ad oggi sono stati individuati circa 43000 enzimi,ma a mio avviso,sono molti di più. Una peculiarità degli enzimi è che sono termolabili per cui a temperature superiori a 50 gradi centigradi si disattivano. Gli alimenti sono cosi privi di enzimi,per cui l’organismo e le cellule devono lavorare di più per produrre gli enzimi necessari per la digestione degli stessi nutrienti.


Gli alimenti crudi (frutta e verdura) sono invece,ricchi di enzimi e di elementi alcalinizzanti come il calcio,il magnesio,il sodio e il potassio,per cui sono già pronti per auto digerirsi. Gli enzimi digestivi agiscono ad un preciso valore di pH e di ORP (potenziale di ossido riduzione) per cui se,durante il pasto,gli alimenti acidificanti non sono tamponati da quelli alcalinizzanti,organismo va in acidosi.


Il problema grave è che la popolazione è convinta che solo mangiando proteine animali si possa assumere energia e consuma sempre meno frutta e verdura alcalinizzanti. Tra gli alimenti che acidificano il corpo cito quelli di maggior consumo come lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti,gli alimenti iperproteici come la carne,il pesce,i prodotti di origine animale (latte,formaggi,ricotta,yogurt,ecc…) la farina raffinata e i suoi derivati.,qualsiasi cibo cotto (la cottura elimina l’ossigeno e distrugge gli enzimi aumentando l’acidità dei cibi,tutti gli alimenti trasformati in scatola.


In un pasto neutro cioè ne acido e ne alcalino gli alimenti acidi e alcalini devono essere in equilibrio. Questo avviene quando il 30% di cibi acidi è bilanciato dal 70% di cibi alcalini ( frutta e verdura) nello stesso pasto. Ma allora che dobbiamo mangiare? Tranquilli,basta mangiare a  a metà di quello che ingeriamo attualmente,consumare più verdura e frutta crude e fare più attività fisica in generale,il cancro non si contrae e nemmeno si eredita.


Ciò che si eredita sono le abitudini alimentari,ambientali e stili di vita. Questo può produrre il cancro. La carenza di vitamine e minerali nella dieta è un’altra causa di acidificazione. Molte tossine acide si formano a causa delle incompleta trasformazione biochimica degli alimenti.


Senza vitamine e minerali alcuni enzimi non funzionano,le reazioni non arrivano a termine e i metaboliti intermedi sono molto spesso acidi. Per questo motivo per poter accedere alle vitamine e agli elementi,presenti in tracce in alcuni elementi,è opportuno variare la dieta quanto più è possibile non mangiare in maniera monotona sempre gli stessi alimenti.


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Tante sono le funzioni
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DEGRADA Gli odori
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come ad esempio il cloro 
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Come tingere i capelli bianchi con il caffè

Come tingere i capelli bianchi con il caffè: la tintura fai da te efficace e naturale
Visita anche la nostra pagina:

Tingere i capelli è per molte donne indispensabile, soprattutto quando si tratta di coprire quelli bianchi. Se però non vogliamo utilizzare prodotti chimici, per non rovinare la nostra chioma, la scelta ideale è utilizzare prodotti naturali. Il caffè è un prodotto in grado di tingere i capelli naturalmente e senza rischi, ideale anche per le donne in gravidanza e per chi non ama le tinture permanenti. Ecco come fare.
Capelli
News
di Redazione Donna

Tingere i capelli è per molte donne indispensabile, soprattutto quando si tratta di coprire quelli bianchi. Oltre alle colorazioni che possiamo effettuare dal parrucchiere, in commercio sono davvero tante le tinture per capelli: si tratta però di prodotti cosmetici che, a lungo andare, potrebbero rovinare la fibra capillare. La scelta ideale sarebbe tingere i capelli con una colorazione naturale, per nascondere i capelli bianchi, ma senza rovinarli. Il caffè è un prodotto in grado di tingere i capelli naturalmente e senza rischi, ideale anche per le donne in gravidanza e per chi non ama le tinture permanenti. Scopriamo allora come tingere i capelli bianchi con il caffè, con tre metodi semplici e veloci, e perché sceglierlo per colorare la nostra chioma.
Perchè tingere i capelli bianchi con il caffè

Se volete sostituire le colorazioni chimiche per capelli con un prodotto naturale, il caffè è tra i prodotti da scegliere, ideale per chi ha già i capelli castani o scuri. Oltre a coprire i capelli bianchi, il caffè possiede anche proprietà stimolanti che rinforzano la cheratina e aiutano a prevenire la caduta, favorendo la crescita dei capelli. Inoltre, le sostanze tanniche e gli oli essenziali contenuti nel caffè nutrono la chioma, oltra a donare un bellissimo colore scuro. Ma scopriamo le diverse metodologie per tingere i capelli bianchi con il caffè.
Tintura naturale con caffè e miele per riflessi ambrati

Per coprire i primi capelli bianchi in modo naturale, potete utilizzare un mix di caffè, aceto bianco, miele e fondi di caffè. Per capelli di media lunghezza, preparate una moka di caffè per quattro persone. Quando il caffè sarà pronto, tenetelo da parte e utilizzate il fondo che è rimasto nella macchinetta. Mischiatelo con un po' di aceto bianco e miele, che donerà riflessi ambrati alla capigliatura. Mescolate bene e aggiungete il caffè che avevate tenuto da parte, fino a quando il composto non sarà morbido. Ma ecco come utilizzare la vostra tinta al caffè: fate lo shampoo come d'abitudine, tamponate i capelli con l'asciugamano e applicate il composto al caffè, lasciandolo agire per 10-15 minuti e sciacquate. Utilizzate questa maschera almeno una volta a settimana così da tingere alla perfezione la vostra chioma. Se avete più capelli bianchi potete aggiungere anche il tè nero, oltre al caffè, oppure dell'hennè naturale, così la colorazione sarà più coprente.
Colorazione naturale con caffè e balsamo per capelli

Un altro metodo naturale con il caffè, per coprire i capelli bianchi, consiste in una maschera realizzata con 1 tazza di caffè ristretto freddo, 1 tazza di balsamo per capelli e 2 cucchiai di caffè macinato. Mescolate insieme questi tre ingredienti e applicate il composto su tutta la capigliatura, insistendo di più nelle zone in cui ci sono i capelli bianchi. Avvolgete i capelli con la pellicola trasparente e lasciate agire per circa 2 ore. Trascorso il tempo necessario, sciacquate con acqua tiepida, eliminando bene ogni residuo.

Per mantenere questa colorazione naturale, aggiungete al vostro shampoo un cucchiaio di caffè macinato e un cucchiaio di cacao amaro, così il vostro colore durerà più a lungo.
Tingere i capelli con il risciacquo al caffè: il metodo veloce per ravvivare il colore

Se volete ravvivare i vostri capelli castano o neri, oppure se avete pochissimi capelli bianchi, c'è un metodo davvero facile e veloce per tingere i capelli con il caffè. Preparate una macchinetta per quattro persone, abbastanza ristretta, lasciate raffreddare e versate il caffè sui capelli, prima di lavarli. Massaggiate delicatamente la chioma e lasciate in posa una decina di minuti. Fate un primo risciacquo con acqua e poi un'altro con aceto bianco, per fissare meglio il colore. Utilizzate però sempre caffè della moka, e non caffè solubile, perché contiene meno additivi e sarebbe comunque meno efficace.
Alternative naturali per coprire i capelli bianchi

Oltre al caffè, ci sono altri prodotti naturali che possiamo utilizzare per coprire i capelli bianchi, tutti metodi semplici per chi non vuole ricorrere alle colorazioni chimiche.

Il tè nero è efficace sempre su capelli castani o scuri. Mettete in infusione alcune foglie di tè nero, che potete trovare in erboristeria, in un litro di acqua. Fate bollite per mezz'ora e lasciate riposare per almeno 2 giorni, così che il tè scarichi tutto il suo colore. Trascorso il tempo necessario, filtrate e applicate il composto su tutta la capigliatura, lasciando agire per almeno un'ora, così che i suoi pigmenti colorino i nostri capelli. Sciacquate e procedete con il lavaggio dei capelli con una shampoo delicato.

Altra colorazione naturale può essere eseguita con la salvia: fate bollire un litro di acqua, aggiungete 200 gr di foglie di salvia e fate bollire per 30 minuti. Lasciate raffreddare e versate l'infuso sui capelli prima dello shampoo, lasciandolo agire per 30 minuti. Vi aiuterà a ravvivare il colore e a coprire i primi capelli bianchi.

Anche il cacao risulta essere molto efficace come colorazione naturale per scurire i capelli bianchi. In questo caso vi basterà mescolare 3 cucchiai di cacao con 3 cucchiai di miele, fino a realizzare un composto cremoso. Applicate sui capelli asciutti per almeno un'ora e poi risciacquate. Oltre ad essere naturalmente colorati, i vostri capelli saranno anche molto profumati.

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domenica 12 settembre 2021

OMEGA3: Stress-Cuore-Pressione Sanguigna

 

L'olio di pesce riduce gli sbalzi di pressione e aiuta a controllare lo stress

L'assunzione degli Omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) riduce le variazioni di pressione sanguigna associate allo stress.

E' questo quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Biological Psychology, frutto del lavoro dei ricercatori dell'Allegheny College di Meadville, negli Stati Uniti.

La notizia conferma i benefici di questi nutrienti per la salute cardiovascolare.

Stress, cuore e Omega-3

L'eccessiva reattività del sistema cardiocircolatorio alle situazioni di stress è un fattore di rischio per  lo sviluppo delle malattie cardiovascolari.

Non solo: una risposta esagerata aumenta anche la probabilità che queste patologie siano fatali.

Infatti, l'accumulo di stress si traduce in:

  • richiesta eccessiva di sangue dal sistema circolatorio;
  • riduzione del flusso sanguigno alle cellule;
  • aumento dei livelli di infiammazione.

Tutti questi fattori provocano danni al sistema cardiovascolare.

Anche un'alimentazione sbilanciata può avere effetti deleteri per cuore e vasi sanguigni.

Una dieta tipica dei moderni paesi occidentali, ricca di acidi grassi Omega-6, ma povera di Omega-3, mette in serio pericolo la salute dell'apparato cardiocircolatorio.

Omega-3 per proteggere cuore e arterie

Diversi studi hanno dimostrato che gli acidi grassi Omega-3 possono migliorare l'attività del sistema cardiovascolare.

Per questo motivo, i ricercatori dell'Allegheny Colleg hanno deciso di analizzare l'effetto della somministrazione di questi nutrienti sulle funzioni dell'apparato cardiocircolatorio.

I 34 soggetti che hanno partecipato allo studio, tutti giovani e in buono stato di salute, sono stati casualmente assegnati a uno di 2 possibili gruppi:

  • i partecipanti del primo hanno assunto per 21 giorni una miscela pari a 1,4 grammi di Omega-3 EPA  e DHA;
  • ai partecipanti del secondo è stato invece somministrato un placebo non contenente questi acidi grassi.

Gli scienziati hanno poi assegnato a tutti gli individui degli esercizi di aritmetica consistenti nell'esecuzione di sottrazioni seriali a partire da un numero a 4 cifre.

Durante i test sono stati valutati i parametri del funzionamento del sistema cardiovascolare. In particolare è stato misurato come cuore e arterie reagiscono a situazioni di stress mentale, come quella verificatasi durante l'esecuzione di tali esercizi.

In base ai dati raccolti, i ricercatori hanno potuto concludere che l'assunzione di EPA e DHA, ma non quella del placebo, riduce la reattività della pressione sanguigna allo stress.

Omega-3 per proteggere il cuore dallo stress

Per gli autori questa ricerca dimostra che l'assunzione di acidi grassi Omega-3 può aiutare a ridurre le variazioni dell'attività dell'apparato cardiovascolare associate allo stress.

La scoperta aggiunge nuovi dettagli al quadro dei benefici degli Omega-3 per il cuore, che includono il controllo dei livelli di grassi nel sangue, l'azione antitrombotica e quella antinfiammatoria e la riduzione del rischio di eventi pericolosi come l'infarto 

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OMEGA 3 HERBALIFE

INTESTINO FIBRE

Per fibre alimentari si intende un gruppo eterogeneo di molecole, costituito prevalentemente da carboidrati complessi, composti da legami che non possono essere idrolizzati (spezzati) dagli enzimi digestivi umani della saliva, dei succhi pancreatici e dell’orletto a spazzola intestinale.

Le fibre risultano, quindi, non digeribili e come tali non vengono assorbite dall’intestino ma vengono eliminate dall’organismo espletando i loro effetti positivi soprattutto nell’ultimo tratto dell’intestino.

Il beneficio delle fibre contenute in molti alimenti tra cui le verdure ci è stato raccomandato negli anni della nostra infanzia dalle nostre nonne e rinforzato ogni giorno dalle nostre mamme. Insomma, quanto facciano bene le fibre al nostro organismo è ormai risaputo. Esse, infatti, pur non venendo assimilate dal nostro organismo, esercitano un ruolo importante non solo nella funzionalità intestinale ma anche sul controllo della glicemia e del peso corporeo. Le fibre infatti rallentano l’assimilazione dei carboidrati assunti –cioè permettono un loro passaggio più lento nel sangue- e aumentano il senso di sazietà.

Si trovano in diversi vegetali, tra cui verdura e frutta, nei legumi e nei cerali integrali. A contatto con l’acqua si gonfiano e a seconda della loro reazione vengono suddivise in fibre solubili e insolubili. Sono le prima a incidere in maniera vantaggiosa sulla glicemia e sul senso di sazietà. Le seconde, cioè quelle insolubili, invece avendo la capacità di inglobare una grande quantità di acqua aumentano il volume delle feci e favoriscono la motilità intestinale. Naturalmente è fondamentale bere acqua in quantità abbondante per non azionare l’effetto opposto. Al contrario le fibre solubili invece tendono a rallentare lo svuotamento intestinale accentuando il senso di gonfiore e stitichezza.

Come in tutte le cose è bene però non eccedere con le fibre, nonostante i loro preziosi benefici a livello della salute dell’organismo. Un’eccessiva quantità di fibre, infatti, può rallentare l’assorbimento di alcune microsostanze come minerali e vitamine. Questo fatto è particolarmente importante per tutti coloro che, ad esempio, hanno bassi valori ematici di ferro e pongono attenzione ad un suo assorbimento attraverso gli alimenti, come spesso succede con gli atleti delle discipline di endurance.

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INTEGRATORI A BASE DI FIBBRE



 

 

sabato 11 settembre 2021

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giovedì 2 settembre 2021

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lunedì 3 maggio 2021

INTEGRATORI A COSA SERVONO

 Integratori: che cosa sono?
Si parla sempre più spesso, non solo in ambito sportivo, di integrazione alimentare, ma esattamente cosa sono gli integratori e a cosa servono?
Gli integratori alimentari forniscono i nutrienti necessari per completare una dieta non ottimale e possono aiutare a compensare una carenza nutrizionale non risolvibile variando l’alimentazione abituale, per esempio a causa dell’impossibilità di assumere determinati cibi per la presenza di disturbi di masticazione, deglutizione o digestione o per altre ragioni di salute (allergie, intolleranze, malattie metaboliche ecc.).
D’altro canto, come sottolineato anche dalla normativa che ne regolamenta la produzione e l’immissione in commercio, gli integratori non devono mai essere proposti o considerati come un’alternativa a una dieta sana, variata e bilanciata, di per sé in grado di fornire a un organismo sano tutte le sostanze necessarie per mantenersi in salute e svolgere tutte le attività richieste nella vita quotidiana in modo efficiente, che si tratti di studio, lavoro, sport o tempo libero.
Oltre a vitamine, amminoacidi, proteine e fibre, i principali elementi che possono essere forniti attraverso gli integratori alimentari sono:
Composti antiossidanti     Coenzima Q10
Minerali     Potassio, magnesio, ferro, calcio, zinco, selenio, rame ecc.
Acidi grassi essenziali     Omega-3
Sostanze in grado di supportare il metabolismo energetico    Creatina e carnitina
Le forme in cui li si può trovare in commercio sono le più diverse e comprendono compresse da inghiottire o da sciogliere in bocca, tavolette e bustine effervescenti, soluzioni monodose, barrette di varia composizione e sapore.
A cosa servono gli integratori
Per sentirsi più dinamici e in forma, per supportare il metabolismo degli sportivi e di chi si dedica al fitness, per rendere di più nello studio, per dimagrire o favorire l’aumento della massa muscolare, per contrastare la stanchezza fisica o alleviare la stanchezza mentale, per rinforzare le difese immunitarie, per proteggere la salute cardiovascolare e la funzionalità intellettiva, per migliorare l’aspetto della pelle e dei capelli o contrastare l’invecchiamento, per compensare una specifica carenza nutrizionale.
Le ragioni che possono indurre a ricorrere a un integratore alimentare negli ultimi anni si sono moltiplicate parallelamente al numero dei preparati disponibili, alla diversificazione della loro composizione e delle formulazioni in commercio.
Ma è proprio così? Anche in caso di stanchezza cronica gli integratori alimentari servono davvero o solo in caso sia passeggera? Quando? A chi? E che cosa ci si deve realisticamente aspettare dalla loro assunzione? Ecco alcune informazioni utili per sfruttare al meglio questi alleati della salute e del benessere, senza lasciarsi influenzare dalle mode né illudersi di poter diventare bellissimi ed efficientissimi con una pillola magica.
Quando usare gli integratori e a quale scopo
I micronutrienti più o meno essenziali che possono essere inseriti in un integratore alimentare sono molti e le possibili combinazioni utili innumerevoli. A seconda della carenza da compensare e/o dell’obiettivo fisiologico da raggiungere le aziende produttrici hanno studiato miscele di composti in grado di supportare specifiche reazioni metaboliche e funzioni organiche complesse in modo sinergico. Ecco i principali.
Integratori multivitaminici
Sono usati in caso di deficit, conseguente a uno scarso apporto alimentare o a un aumentato fabbisogno, di una o più vitamine indispensabili alla salute e al benessere dell’organismo, come la vitamina D, i cui benefici non si limitano alla salute delle ossa. Sono utili in presenza di difficoltà ad alimentarsi in modo corretto, sindromi da malassorbimento, disturbi alimentari, diete restrittive finalizzate alla perdita di peso o motivate da ragioni di salute, dopo una malattia infettiva, un intervento chirurgico o una terapia antibiotica. Esistono inoltre integratori per l'estate, che contengono vitamine e sali minerali importanti in questa stagione.
L'integratore può essere multivitaminico oppure solo con vitamina C (o altre vitamine a seconda delle necessità).
Integratori di sali minerali
Sono indicati in tutti i casi in cui si ha un’elevata perdita di sali minerali, per esempio con la sudorazione o per aumento della diuresi dovuta a farmaci diuretici. La loro assunzione, abbinata a un’adeguata idratazione, è consigliata soprattutto durante l’attività fisica intensa, in particolare se praticata in ambienti caldi (esistono per esempio integratori per la corsa o per la palestra). La necessità di sali minerali (soprattutto di integratori di potassio e magnesio) è segnalata dalla comparsa di crampi muscolari durante o dopo l’allenamento. Inoltre, i sali minerali possono sostenere le normali prestazioni intellettive nei momenti di studio intenso o stress lavorativo e possono contrastare la sensazione di spossatezza per il caldo.
Integratori di proteine o amminoacidi
Sono indicati soprattutto in chi non riesce ad assumere quantità di proteine sufficienti attraverso l’alimentazione, agli sportivi che si sottopongono ad allenamenti intensi o finalizzati a incrementare la massa muscolare e a chi attraversa periodi di affaticamento e stress psicofisico. Forniscono il substrato per il rinnovamento di cellule e tessuti e aiutano a reintegrare l’energia consumata durante l’attività fisica.
Per gli sportivi posso essere utili anche integratori multivitaminici. Tra le vitamine per gli sportivi ricordiamo per esempio quelle del gruppo B, come la riboflavina (vitamina B2), che è importante per il metabolismo energetico.
Integratori energetici
Si tratta per lo più di preparati con elevato contenuto di zuccheri pronti all’uso, spesso associati alla vitamina E oppure a vitamine idrosolubili come la vitamina C e le vitamine del gruppo B (per esempio la niacina, la tiamina o l'acido pantotenico, spesso presenti anche in integratori per gli over50) e, in alcuni casi, ad amminoacidi. Vengono utilizzati come integratori alimentari dagli sportivi prima o durante un allenamento di lunga durata, come fonte di energia immediatamente disponibile, e nel caso in cui la dieta non possa includere pane, marmellata, biscotti, dolci, cereali e patate a causa di malattie specifiche. Raramente contengono anche polifenoli, che sono invece utilizzati per proteggere dai danni dello stress ossidativo.
Integratori per l’apparato muscoloscheletrico
In presenza di alterazioni del metabolismo osseo, come osteopenia e osteoporosi, possono essere consigliati integratori a base di vitamina D e vitamina K, calcio, fosforo e magnesio, mentre la vitamina C è indicata, oltre che per la prevenzione di raffreddori e influenza, anche per supportare la salute delle cartilagini e delle ossa. In caso di problemi alle articolazioni, soprattutto quelli legati all’osteoartrite, possono essere utili integrazioni di glucosamina e condroitina solfato.
Integratori per l’apparato cardiovascolare
I principali alleati della salute cardiovascolare sono gli acidi grassi omega-3, prescritti come vera e propria terapia preventiva per ridurre il rischio di nuovi eventi acuti in persone che hanno già sperimentato un infarto. Da valutare invece con attenzione l'integrazione di vitamina B12.
Integratori per la tiroide
Per un corretto funzionamento della tiroide è essenziale assumere ogni giorno almeno 150-200 µg di iodio: una quantità modesta che, tuttavia, molte persone non riescono ad assumere attraverso la dieta abituale. Lo iodio può essere integrato usando il sale iodato al posto del comune sale da cucina, oppure attraverso integratori che lo contengono in dose calibrata. Questa seconda opzione, da usare in alternativa e non in aggiunta alla prima, è particolarmente utile a chi deve seguire diete povere di sale a causa, per esempio, di ipertensione, problemi cardiovascolari o renali.
Integratori per il sistema nervoso
Sono diversi i micronutrienti che contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso: tra i sali minerali ricordiamo per esempio il potassio, mentre tra le vitamine la  biotina e la vitamina B6.
Integratori per la gravidanza
Durante la dolce attesa il ginecologo può prescrivere diversi integratori importanti per la salute del feto, come per esempio quelli a base di acido folico (da assumere anche prima del concepimento). Da tenere sotto controllo anche i livelli di ferro in gravidanza, in quanto durante i nove mesi aumenta il fabbisogno e si può incorrere in stati di anemia.
Integratori per dormire
L'insonnia può condizionare in maniera negativa buona parte delle attività diurne. Per contrastare questo o altri disturbi del sonno sono  disponibili diversi integratori, come quelli a base di melatonina.
Se invece si manifestano episodi di sonnolenza diurna, per esempio durante i cambi di stagione, come farsi passare il sonno? In questo caso possono essere utili integratori a base di magnesio e potassio oppure contenenti caffeina, i cui benefici possono aiutare a
Come usare gli integratori alimentari
Modus in rebus: così dicevano gli antichi latini per ricordare che serve rispettare la giusta misura in tutte le cose. Una regola assolutamente valida nel campo della nutrizione, non soltanto quando si fa riferimento a macronutrienti come carboidrati, grassi e proteine e al loro apporto calorico globale, ma anche quando si tratta di micronutrienti essenziali.
Qualunque sostanza biologicamente attiva, infatti, non è vantaggiosa per la salute in senso assoluto, ma sempre e soltanto entro un determinato intervallo di dosaggio efficace e sicuro. Esattamente come il glucosio o il colesterolo, anche vitamine e sali minerali sono necessari per il buon funzionamento e l’integrità dell’organismo, ma soltanto a patto di assumerli in quantità adeguata.
Eccedere nelle assunzioni di un qualunque integratore alimentare, rispetto ai dosaggi giornalieri indicati sulle confezioni o indicati dal medico, non porta a un potenziamento dell’effetto desiderato ma, al contrario, espone al rischio di disfunzioni organiche e interazioni sfavorevoli con altri composti assunti contemporaneamente.
Gli integratori alimentari autorizzati dai sistemi sanitari sono stati studiati per offrire tutti i micronutrienti necessari per supportare l’organismo in generale o una sua specifica funzione in modo bilanciato e entro limiti di sicurezza ben precisi.
Questi limiti di sicurezza, chiamati Upper safe Level (UL), tengono conto delle indicazioni degli specialisti riguardo alle dosi giornaliere raccomandate (RDA, Recommended Dietary Allowances) e tutelano da possibili tossicità o eventi avversi derivanti dall’assunzione eccessiva di uno o più componenti.
Le persone adulte sane che ritengono di averne bisogno per rispondere a esigenze nutrizionali specifiche non soddisfatte dalla dieta abituale possono assumere gli integratori alimentari liberamente acquistabili in farmacia, nelle parafarmacia o nei reparti dedicati dei supermercati, a patto di rispettare le indicazioni d’uso segnalate dalle aziende produttrici.
In caso di integratori alimentari per bambini oppure di integratori per anziani o per persone che presentano patologie specifiche e/o sono in cura con farmaci di qualunque tipo, invece, è sempre bene chiedere l’opinione del pediatra o del medico di medicina generale prima di iniziare ad assumere supplementi nutrizionali, compresi quelli per stimolare le difese immunitarie nei bambini o quelli che si definiscono “naturali”, come estratti vegetali e oli essenziali, per esempio il guaranà contro la stanchezza.
In tutti questi casi, lo specifico integratore da assumere, il relativo dosaggio e i tempi della supplementazione dovranno essere stabiliti dal medico, in relazione all’età, al peso e alle problematiche di salute presenti. In particolare, integratori di vitamine per bambini e ragazzi devono essere utilizzati soltanto se il pediatra riscontra carenze nutrizionali significative e non come generica compensazione di una dieta non ottimale.
Riguardo alle modalità d’assunzione, in generale, gran parte degli integratori d’uso comune sono proposti in formulazioni da assumere una sola volta al giorno per renderli più maneggevoli e favorirne un impiego semplice e continuativo (nel contesto del periodo di supplementazione previsto).
Effetti collaterali da sovradosaggio
Gli integratori alimentari autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco e reperibili nei canali di vendita tradizionali (farmacie, parafarmacie e supermercati) possono essere assunti senza timore di incorrere in effetti collaterali (salvo specifiche ipersensibilità individuali a uno o più elementi contenuti nei diversi preparati) né in tossicità da sovradosaggio.
Tipologia e quantità dei singoli componenti sono, infatti, precisamente determinati per legge sulla base delle evidenze di sicurezza, efficacia e tollerabilità ottenute negli studi sugli animali e sull’uomo, nonché sulla scorta di decenni di esperienza clinica per i micronutrienti utilizzati da più tempo nel contesto di integratori alimentari e supplementazioni farmacologiche.
Tra i principali rischi che si corrono se non ci si attiene a questa raccomandazione e si assumono integratori alimentari in eccesso vanno ricordati gli stati di ipervitaminosi (probabili soprattutto per vitamine liposolubili come la A e la D che si accumulano nell’organismo), il sovraccarico e l’intossicazione di fegato e reni (derivanti, per esempio, da un’assunzione eccessiva di amminoacidi e altri composti metabolizzati o eliminati da questi organi), squilibri elettrolitici dagli effetti potenzialmente severi a causa delle ripercussioni cardiache, neurologiche e metaboliche (in particolare, per eccesso di potassio, calcio, sodio, cloro e iodio).
Il sovradosaggio di integratori energetici (sotto forma di barrette, bevande, compresse da sciogliere in bocca ecc.) può, invece, alterare alcune attività fisiologiche involontarie, come il battito cardiaco, la respirazione, la digestione e la termoregolazione, con il risultato di ridurre anziché supportare l’efficienza fisica durante l’allenamento.
Oltre ad assumere correttamente ogni singolo integratore alimentare, bisogna fare molta attenzione a combinare diversi supplementi nutrizionali tra loro perché il rischio di arrivare ad apporti eccessivi di uno o più dei micronutrienti contenuti è molto elevato. L’ideale sarebbe sempre evitare di usare più prodotti multi-componente contemporaneamente o, quanto meno, farlo con il supporto del medico o di un esperto di nutrizione, verificando l’esatto quantitativo di tutti gli ingredienti assunti.
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