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venerdì 8 luglio 2022

Probiotici a cosa servono

 

Perché prendere i probiotici?

I probiotici sono preziosi alleati di salute e utili a difendere l'organismo dalle malattie da raffreddamento, in grado di alleviare i sintomi legati alla sindrome del colon irritabile, prevenire le infezioni vaginali e le allergie e proteggere dal tumore dell'intestino

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“Per essere efficaci i probiotici dovrebbero essere assunti sempre e solo a stomaco vuoto, per un tempo medio di 3-4 settimane e in un quantitativo di almeno un miliardo di batteri al giorno, ragion per cui è impossibile introdurli con la semplice dieta”

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Quando non prendere probiotici?

In caso di immunodeficienza. Un'altra condizione sfavorevole per la somministrazione di microrganismi probiotici è rappresentata dall'immuno-deficienza, plausibilmente indotta dalla chemio-terapia o dal virus dell'HIV (Human Immunodeficiency Virus)

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Qual è la differenza tra probiotici e fermenti lattici?

I fermenti lattici sono lieviti e batteri che riescono a far fermentare il latte mentre i probiotici sono dei veri e propri organismi vivi e vitali che devono restare attivi dalla bocca, passando per lo stomaco e fino all'intestino e moltiplicarsi costantemente: così facendo si potranno ottenere dei benefici a livello

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Quanti cicli di probiotici all'anno?

Sarebbe preferibile prendere l'integratore come minimo per un mese, ripetendo il trattamento 3 o 4 volte all'anno.

Chi soffre di colon irritabile può prendere i probiotici?

I probiotici, modificando la flora batterica, possono ridurre i sintomi del colon irritabile. In particolare Lattobacilli e Bifidobatteri, grazie alla capacità di resistere agli acidi gastrici e ai sali biliari, possono migliorare la sintomatologia di questi pazienti grazie anche alle loro proprietà anti-infiammatorie.

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Probiotici consigliati

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domenica 29 maggio 2022

Importanza dell'acqua

 

 

Importanza delle carezze incondisionate

 

DIFFERENZA TRA CAREZZE CONDIZIONATE

E CAREZZE INCONDIZIONATE.

Premesso che  per chi crede la Misericordia è un dono di Dio ognuno per crescere nella vita ha bisogno di carezze se si vuole dirlo in una parola sola di “AMORE”.

Un’ulteriore distinzione occorre porla tra carezze condizionate e carezze incondizionate. Le carezze condizionate sono rivolte a ciò che la persona sta facendo o ha fatto o farà e sono negative quando sviliscono la persona nel processo di comunicazione: “hai fatto proprio un buon lavoro” “ sapevo che non saresti mai riuscita a farcela”. Le carezze incondizionate sono quelle date esclusivamente per ciò che l’altro è,senza porre condizioni. Quando sono positive sono molto piacevoli e sostengono la persona nella sua spinta vitale. Per esempio: “mi piace stare con te”.”io ti amo” (proprio perché sei tu). Questa frase è la quintessenza del riconoscimento.

Bisognerebbe stare attenti a utilizzare frasi e espressioni come questa:” sei un fannullone”. Questa frase è una carezza rivolta alla totalità della persona. Mentre una frase simile :” in questo periodo stai facendo cose che sottraggono energia allo studio o a casa” è una carezza condizionata. In sostanza distinguiamo il soggetto dagli atti che compie. Un aspetto spesso molto sottovalutato nell’educazione e che sorprende spesso gli educatori è il constatare quanto l’impatto dei riconoscimenti educativi sia molto più forte di quello dei riconoscimenti positivi. Ciò accade non solo perché gli esseri umani sono strutturati in modo tale che le carezze negative hanno un impatto più forte. Può bastare un insulto per annullare 20 abbracci.

Il nostro corpo può far fronte solo a una limitata quantità di stimoli negativi e la nostra mente pure,in modo variabile da persona a persona e secondo l’età. Ogni no e giudizio estremamente negativo può invadere la mente provocando angoscia sino a far temere una “disintegrazione” di sè. In questo caso avviene ciò che si chiama trauma.

sabato 21 maggio 2022

Ritenzione Idrica Addio

 

Generalità

La ritenzione idrica è un disturbo piuttosto diffuso, che colpisce con diversa intensità milioni di persone, soprattutto donne (30 % della popolazione italiana femminile). All'origine del problema possono esistere gravi patologie come disfunzioni cardiache o renali, infiammazioni severe e reazioni allergiche. Spesso però il principale responsabile della ritenzione idrica è uno stile di vita sbagliato, la cui semplice correzione può apportare notevoli benefici.

Cos'è la Ritenzione Idrica?

In medicina il termine "ritenzione idrica" viene utilizzato per indicare la tendenza a trattenere liquidi nell'organismo. Il ristagno di questi fluidi è generalmente superiore nelle zone predisposte all'accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).
Il segno principale della ritenzione idrica è l'edema, una condizione in cui l'accumulo di liquidi nei tessuti ne causa un anomalo rigonfiamento. A causa dell'alterata circolazione venosa e linfatica insieme a questi liquidi ristagnano anche numerose tossine che alterano un metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti.
Proprio per la sua notevole diffusione la ritenzione idrica è un problema molto sentito ma spesso sopravvalutato. Molte donne, infatti, attribuiscono erroneamente alla ritenzione il proprio sovrappeso ignorando che, in assenza di patologie importanti, il contributo della ritenzione idrica sull'aumento di peso è tutto sommato marginale. È invece vero il discorso contrario; è cioè il sovrappeso contribuisce a rallentare la diuresi e favorire la ritenzione idrica. 

Cause:

dieta ricca di sale

affettati

snack - formaggi

Sedentarietà

Abbigliamento stretto

tacchi alti

fumo di sigaretta

alcol


TRE PRODOTTI PER RITENZIONE IDRICA

 Collagen SKIN

 Infuso a Base di Erbe<br /> Gusto Naturale 50 g

 MINERAL COMPLEX PLUS

 

 

 

sabato 23 aprile 2022

COCA COLA, COME USARLA ANZICHE' BERLA

Coca Cola come usarla anzichè berla



COCA COLA, COME USARLA ANZICHE' BERLA
In molti stati degli USA le pattuglie ferroviarie caricano due galloni di Coca Cola nel portabagagli per usarli nella rimozione di sangue sulla strada dopo un incidente.

Se si mette un osso in un contenitore con Coca Cola l'osso di dissolverà in 2 giorni.
Per pulire il Water: versarvi una lattina di Coca Cola e lasciar riposareun ora poi tirare l'acqua. L'acido citrico della Coca Cola rimuove le macchie dalle stoviglie.
Per togliere macchie di ruggine dal paraurti cromato delle auto strofinare il paraurti con un pezzo di foglio di alluminio,(quello che si usa per incartare gli alimenti), bagnato con la Coca Cola.
Per ripulire oggetti corrosi da perdite di batterie di automobili versarvi sopra una lattina di Coca Cola e lasciarla sulla corrosione.
Per poter togliere una vite corrosa applicarci sopra uno straccio bagnato di Coca Cola e lasciarlo per qualche minuto.
Per togliere macchie di grasso dai vestiti versare una lattina di Coca Cola nella lavatrice con i panni sporchi di grasso, e aggiungere il detersivo.
La Coca Cola aiuterà a togliere le macchie di grasso. La Coca Cola aiuta anche a pulire il parabrezza delle automobili. Per nostra informazione: L'ingrediente attivo nella Coca Cola è l'acido fosforico.
Il suo PH è 2,8 e dissolve un'unghia in 4 giorni circa. 
L'acido fosforico inoltre ruba il calcio delle ossa ed è il maggior contribuente all'aumento dell'osteoporosi. 
Alcuni anni fa si fece una ricerca in Germania per ricercare il perchè dell'apparizione dell'osteoporosi nei bambini a partire dai 10 anni (pre adolescenti) Risultato: eccesso di Coca Cola, per mancanza di controllo dei genitori.
I camion che trasportano la Coca Cola vengono identificati con la scritta MATERIALE PERICOLOSO che è riservata per il trasporto di materiali altamente corrosivi.
 I distributori di Coca Cola usano la Coca Cola per pulire i motori dei loro camion da almeno 20 anni. 
Ancora un particolare:
 La Coca Light è stata considerata sempre piu per i medici e i ricercatori come una bomba ad effetto ritardato per colpa della combinazione Coca + Aspartame, sospettata di essere la causa del Lupus, Alzheimer e dei dolori degenerativi del sistema nervoso. E per finire, si consiglia di NON lavarsi mai i denti dopo aver bevuto la Coca Cola perchè toglie tutto lo smalto, e lo toglie per sempre! 
Ma sopratutto vi consiglio non berla mai.

 

Perché diventare vegetariani

 

perche diventare vegetariani

perchè diventare vegetariani

Perché diventare vegetariani : ecco cosa succede se tutti smettiamo di mangiare carne

Indice dei contenuti

Chi si avvicina per la prima volta al mondo del vegetarianismo si chiede concretamente perché diventare vegetariani dovrebbe essere un’alternativa valida al proprio attuale stile di vita.

A tal proposito, MEDIGO Blog ha realizzato un’infografica veramente esaustiva su quanto il consumo di carne incida sull’ambiente e di come eliminarlo completamente dalle nostre abitudini alimentari possa giovare sulla nostra salute. Vediamola insieme punto per punto.

Perché diventare vegetariani: panoramica sul consumo mondiale di carne

L’Infografica inizia con una panoramica sul consumo di carne mondiale.
Al primo posto, come è possibile notare, si piazzano gli Stati Uniti, con un consumo medio annuale di 97 kg di carne a persona. Seguono, con pochissimo scarto, Australia (95 kg), Argentina, Uruguay e, infine, Israele.

L’alimento mediamente più consumato, soprattutto in Israele e negli Stati Uniti è il pollo, seguito dal manzo, il cui maggior consumatore è l’Uruguay.
Ma chi produce tutta questa carne? La produzione si distribuisce soprattutto tra 5 Paesi, responsabili del 58% della carne presente in commercio. Il più attivo in assoluto è la Cina che, da sola, detiene il 38% della produzione mondiale di carne. La stragrande maggioranza di carne venduta è quella di pollo, che batte, e anche di molto, il manzo.


Ma vediamo adesso perché effettivamente conviene abbracciare il vegetarianismo.

Perché diventare vegetariani?Per respirare aria pulita e ridurre lo spreco d’acqua

In altre occasioni, abbiamo avuto modo di parlare dell’impronta idrica che la produzione di determinati alimenti lascia sull’ambiente. Non dovrebbe stupirci, quindi, che l’alimento che richiede il maggiore quantitativo di acqua per essere prodotto è proprio la carne. Già questo dato, da solo, dovrebbe essere una giustificazione sufficiente sul perché diventare vegetariani.
Ma cerchiamo di essere un po’ più precisi. L’infografica ci dice che l’industria del bestiame utilizza 34.658.000 km² di acqua. Per renderci conto, il quantitativo corrisponde alla superficie dell’intera Africa. Mangiare un hamburger equivarrebbe quindi a tirare lo sciacquone per 6 mesi o a 3 mesi di docce.
Ma la produzione di carne non riguarda solamente lo spreco di acqua. Bensì anche il quantitativo di emissioni di gas a effetto serra nell’ambiente. Il bestiame è al secondo posto in percentuale di emissioni, solo dopo elettricità e riscaldamento. Se questi ultimi, infatti sono responsabili del 25% dei gas a effetto serra diffusi nell’aria, gli animali sono responsabili del 15%.

Perché diventare vegetariani? Perché fa bene alla salute

Su quanto la dieta, e in particolare quella vegetariana, possa incidere positivamente sulla salute umana abbiamo parlato parecchio. E, in effetti, gli argomenti a riguardo sono infiniti.
A partire dalle singole proprietà degli alimenti vegetali, fino ad arrivare ai minori rischi di malattie.

Eliminare gli animali dal proprio piatto, porta a un calo drastico della mortalità (12%), delle probabilità di sviluppare cancro all’intestino (15%) dell’andare incontro a malattie cardiache (15%). Ma più di tutti, diminuisce enormemente la percentuale di rischio (34%) legata allo sviluppo del diabete di tipo 2.
Leggi anche: 10 abitudini che possono aumentare il rischio di cancro

Perché diventare vegetariani: per amore verso gli animali

Oltre alle motivazioni presenti nell’infografica, esiste un’altra importantissima ragione per eliminare il consumo di carne dalla propria dieta: l’amore verso gli animali.
 Ogni anno, 56 miliardi di animali sono costretti a vivere in condizioni terribili, per poi essere macellati.  
 Abusi, maltrattamenti sono testimoniati continuamente dalle varie organizzazioni mondiali che si occupano della difesa degli animali. Ma non è tutto. Negli allevamenti intensivi vengono somministrati antibiotici per prevenire le malattie. Una soluzione che, però, nel tempo, porta allo sviluppo dell’antibiotico-resistenza.
 
Tutta questa sofferenza è prodotta solo per soddisfare la nostra domanda di cibo. È però possibile dire basta a tutto questo. Con le proprie scelte personali, sicuramente, ma anche firmando e condividendo la petizione di Avaaz a questo link. Un modo per lanciare un segnale concreto e far capire che un mondo più pulito e senza sofferenza è possibile.

Le bevande gassate fanno male

Le bevande gassate fanno male

bottiglie bevande gassate 
Acidi e zuccheri contenuti nelle bevande gassate favoriscono le malattie: è necessario ridurre drasticamente il consumo, o meglio ancora, evitarle.  Il consumo assiduo di bibite fa male alla salute. Per chi inizia un percorso per il proprio benessere personale, non è difficile mettere a fuoco gli alimenti peggiori per la propria salute. Tra questi ci sono le bevande gassate in quanto sono causa di una serie innumerevoli di problemi per il nostro corpo, che nel tempo favoriscono l’insorgere di malattie anche gravi.

Le bevande gassate fanno male, soprattutto se consumate regolarmente.
Gli effetti sui nostri organi.
Uno dei primi effetti ad esempio è l’abbassamento del livello di potassio nel sangue che ha come conseguenza la debolezza muscolare e  anche problemi cardiaci. La perdita di potassio è dovuta principalmente alla presenza di glucosio, fruttosio e caffeina, fra i principali ingredienti delle bibite gassate più diffuse. Segue il fegato, l’importante organo che si occupa della depurazione del sangue: con le bibite lavora tanto, troppo, e si indebolisce. E poi i reni, che filtrano tutti i liquidi, compresi gli acidi delle bibite che trovandosi a passare da questo importante organi possono combinarsi con altre sostanze e formare i calcoli renali. Ma anche se non si arrivasse a questo, alla lunga ne deriverebbe comunque un indebolimento renale.
Troppo zucchero, e gli acidi
Bere bibite gassate – in particolare a pranzo – porta ad un incremento di peso (anche con quelle classificate come dietetiche). Le quantità di zucchero contenute nelle bevande gassate più diffuse sono inimmaginabili. Basti pensare che in una lattina di Coca Cola ci sono 39 grammi di zucchero. Vi sembrano pochi? tradotto in zollette di zucchero, giusto per visualizzarlo, a 4 grammi l’una, sono praticamente 10 zollette. Cioè: 10 zollette di zucchero in un bicchiere. Vi rendete conto? Avete visualizzato adesso?
Ed ecco il diabete: il consumo di bevande (molto) zuccherate indebolisce la capacità del corpo di gestire il livello di zucchero nel sangue e porta cosi ad un aumento del diabete nella popolazione. E poi non sottovalutiamo la carie e la conseguente possibile caduta dei denti. Gli acidi contenuti nelle bibite sciolgono lo smalto e insieme allo zucchero velocizzano la  carie. L’effetto è simile a quello che si ottiene versando dell’acido sui denti: immaginate di farlo quotidianamente… Magari anche in abbinamento al consumo eccessivo di dolci industriali.
Singolari consigli per la salute
Proprio in questi giorni una delle tante riviste in edicola che si propone come guida pratica per la salute, in un articolo consiglia di non lavare i denti subito dopo aver bevuto una bibita del tipo cola oppure energetiche, per evitare di intaccare lo smalto dei denti a causa dell’acido in esse contenuto. Singolare il consiglio visto che il tema è la salute: invece di mettere in guardia il lettore sugli svantaggi legati al consumodi bevande gassate, il magazine suggerisce di aspettare almeno un’ora prima di lavarli.
Altri effetti del consumo abitudinario di bibite gassate
Se non ne avete ancora abbastanza le bevande gassate promuovono la formazione della cellulite, stimolano a ritenzione idrica e – acidificando – fanno anche invecchiare più velocemente. Già alcuni anni fa una ricerca condotta dai medici di Harvard (USA) aveva concluso che il maggior responsabile dell’invecchiamento precoce è l’acido fosforico che rende i soft drink gustosi, inoltre questo ingrediente – l’acido fosforico – ha effetti negativi su pelle e  muscoli, e nei casi più gravi può anche comportare gravi sia al cuore che ai reni, come descritto poco fa. Anche se è ormai noto che le bibite gassate sono state oggetto di molte ricerche è bene ricordare che  tutte hanno concluso che consumate abitualmente (cioè qualche volta a settimana) fanno male: nonostante ciò milioni di persone le consumano abitualmente, basta osservare i consumi nei bar, nei fast-food, o i banchi dei supermercati.
Purtroppo il tema non viene mai affrontato nel modo corretto per tutelare la salute delle persone, al punto che invece di fare informazione recentemente un ministro ha ipotizzato una tassa di pochi centesimi per penalizzare (si fa per dire) i consumatori abituali, e per quanto discutibile,  neanche questa proposta è andata in porto.
Tornando all’acido fosforico  inoltre, esso consuma le ossa, indebolendo l’intera struttura scheletrica, abbassando sensibilmente il livello di calcio nell’organismo, e favorendo l’insorgere dell’osteoporosi (che non si previene con latte e  latticini come abbiamo spiegato recentemente).
Altro effetto, ma non certo l’ultimo, legato al consumo di acidi – soprattutto a stomaco vuoto – è quello dell’azione sull’equilibrio acido-basico dello stomaco, che acidificandosi e creando infiammazioni favorisce tutta una serie di patologie dell’apparato digerente.
La pubblicità ingannevole (ovvero: la felicità in tavola ?)
Se guardate la televisione probabilmente vi siete fatti l’idea che ci sono bibite che portano la felicità in tavola: questo ovviamente non è  vero. Quello che portano sono malesseri e malattie, e l’unica vera azione che possiamo fare a favore della nostra felicità (e anche di quella dei nostri bambini) è una riduzione drastica del consumo di bevande gassate, sia in quantità che in frequenza.
Claudio Monteverdi

 

MAGNESIO 7 TIPO

IMPORTANZA DEL MAGNESIO

Quante volte vi hanno consigliato il magnesio per la stanchezza, i crampi o il cattivo umore? In farmacia o al supermercato gli scaffali traboccano di barattoli colorati che promettono miracoli. 

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Ma c’è un grosso malinteso di fondo: non esiste “il” magnesio come entità singola. In natura e negli integratori, questo minerale deve essere legato a un’altra molecola per essere stabile. Ed è proprio quella molecola “accompagnatrice” a decidere dove andrà il magnesio nel vostro corpo e, soprattutto, se finirà nel sangue o direttamente nel water. **Il problema è che molti consumatori acquistano la forma sbagliata per il loro problema specifico**, rendendo l’integrazione del tutto inutile. 

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 Il magnesio è un cofattore essenziale per oltre 300 reazioni enzimatiche, dalla sintesi del DNA alla contrazione muscolare. Tuttavia, il nostro intestino non è molto efficiente nell’assorbirlo allo stato puro. Ecco perché lo troviamo sotto forma di “sale”. La distinzione fondamentale è tra sali inorganici (come l’ossido o il cloruro) e sali organici (come il citrato o il bisglicinato). 

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 In realtà, la maggior parte degli integratori economici utilizza l’ossido di magnesio. Contrariamente a quanto si crede, questa è una delle scelte peggiori se cercate un effetto sistemico: la sua biodisponibilità è bassissima, circa il 4%. Significa che se ne assumete 400 mg, il vostro corpo ne vedrà sì e no 16 mg. Il resto rimane nell’intestino, dove richiama acqua e agisce come un perfetto lassativo. Se il vostro obiettivo è combattere l’insonnia, l’ossido di magnesio non vi farà dormire meglio; vi manderà solo in bagno più spesso. 

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 I sette protagonisti a confronto

Per scegliere consapevolmente, dobbiamo analizzare come le diverse molecole “trasportano” il magnesio verso i tessuti bersaglio. Non sono tutti uguali e ognuno ha una sua specializzazione. 

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 Magnesio citrato: è forse la forma più comune e versatile. È legato all’acido citrico e ha un’ottima biodisponibilità. È la scelta d’elezione per chi soffre di stitichezza occasionale associata a carenza di magnesio, ma è anche efficace per la prevenzione dei calcoli renali.

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 Magnesio bisglicinato: qui il minerale è legato a due molecole di glicina, un amminoacido. Questa forma è altamente biodisponibile e non ha effetti lassativi. È la migliore per chi cerca un effetto rilassante sul sistema nervoso, per contrastare l’ansia e migliorare la qualità del sonno.

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 Magnesio malato: legato all’acido malico, coinvolto nel ciclo di Krebs per la produzione di energia. È la forma ideale per chi soffre di stanchezza cronica o fibromialgia, poiché sembra avere una particolare affinità con il tessuto muscolare, aiutando a ridurre il dolore e la spossatezza. 

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 Magnesio taurato: l’unione con la taurina lo rende prezioso per la salute cardiovascolare. Studi suggeriscono che possa aiutare a regolare la pressione arteriosa e migliorare la sensibilità all’insulina. 

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 Magnesio L-treonato: è la “nuova frontiera”. È l’unica forma capace di attraversare efficacemente la barriera emato-encefalica. Se l’obiettivo è il potenziamento cognitivo, la memoria o la neuroprotezione, questa è la scelta scientificamente più sensata, sebbene sia la più costosa. 

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 Magnesio cloruro: una forma inorganica ma con un assorbimento discreto. Viene spesso utilizzato per scopi generali, ma il sapore amaro e la tendenza a irritare lo stomaco lo rendono meno gestibile rispetto ai sali organici. 

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 Magnesio solfato: meglio noto come sale di Epsom. Non è ideale da assumere per bocca a causa del forte effetto purgante, ma è straordinario per i bagni caldi: il magnesio viene assorbito attraverso la pelle, rilassando i muscoli dopo uno sforzo intenso. 

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 Il grande bluff del magnesio supremo

Sentiamo spesso parlare di “magnesio supremo” o formule simili come se fossero una tipologia a sé stante. In realtà, si tratta solitamente di una miscela di carbonato di magnesio e acido citrico. Quando sciogliete la polvere in acqua, avviene una reazione chimica che trasforma i due ingredienti in citrato di magnesio. Non c’è nulla di magico: state semplicemente bevendo una versione effervescente di un sale organico. È un ottimo modo per assumerlo, ma non è una “super-forma” superiore alle altre menzionate sopra. 

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 Cosa dice la scienza sulla dose e sui rischi

Quanto ne serve davvero? Le linee guida suggeriscono circa 300-400 mg di magnesio elementare al giorno. Tuttavia, il problema è che la dieta moderna, ricca di cibi ultra-processati e povera di vegetali a foglia verde, ci porta spesso in deficit. 

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Ma attenzione: “naturale” non significa innocuo. Il magnesio è sicuro per la maggior parte delle persone, ma chi ha problemi renali deve prestare estrema cautela. Poiché i reni sono responsabili dell’eliminazione del magnesio in eccesso, un malfunzionamento può portare a una condizione pericolosa chiamata ipermagnesemia.

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 Inoltre, il magnesio può interferire con l’assorbimento di alcuni antibiotici (come le tetracicline) e farmaci per l’osteoporosi. La regola d’oro è: **mai assumere integratori contemporaneamente ai farmaci**, ma distanziarli di almeno due o tre ore.

I Rischi nel mangiare carne

I rischi nel mangiare carne
Dottor George Clements – “Scienza & Salute”, giugno 1989

"L'estrema avversione che alcuni adulti e molti bambini mostrano nei confronti della carne di ogni tipo, è attribuita da Fitch ad una tendenza atavica, cioè alla sopravvivenza dell'istinto primitivo dei nostri antenati preistorici che non mangiavano carne” - (J. H. Kellog, M.D., editore Buona Saluto).
"E' stata notata l'enorme quantità di morti in America dovuta al morbo di Bright.  
Non ho più dubbi che la dieta ricca di carne rovini i reni, specialmente considerando gli esperimenti dei dr. Newburgh, i quali provano che possiamo, con certezza matematica, produrre il morbo di Bright anche nei topi, mettendoli a dieta con molta carne” - (M. Hindhede, M.D., Commissario della Sanità in Danimarca),
La carne è stata a lungo sospettata di essere un cibo povero. Un'ampia esperienza sta provando che il sospetto è fondato. 
 L'avvertimento di solito era: mangia meno carne. Ora è: non mangiare la carne.
Gli uomini un tempo credevano che la carne fosse necessaria per produrre sangue. Ora è noto che la frutta fresca, le bacche e le verdure forniscono il corpo di materiale migliore di quello che danno le migliori bistecche.
Il brodo di manzo è stato a lungo considerato un valido tonico e stimolante, quasi indispensabile per i malati deboli. 
Ora è noto che è vero il contrario. 
Secondo un eminente medico francese, il brodo di manzo è una «vera soluzione di veleni». Il dottor Austin Flint, dei Bellevue Hospital College, uno dei più importanti medici d'America, fece un'analisi chimica dei brodo di manzo, e scoprì che il risultato era praticamente lo stesso di un'analisi dell'urina.
E' inevitabile che sia così, perchè il brodo di manzo, il brodo di carne, il brodo di pollo, il bollito e gli estratti di carne di tutti i tipi sono dei veri e propri tessuti disintegrati, preparati artificialmente, proprio come l'urina, che è composta da tessuti disintegrati, prodotti dal metabolismo dei corpo. Il brodo di manzo, perciò, è un veleno che intossica. Non ha proprietà nutritive; il suo uso non è mai indicato; né ha la capacità di aiutare i malati deboli o i convalescenti.
Bouchard scoprì che aggiungendo la carne nel regime dietetico, la tossicità dell'urina aumentava del 50%, e se la dieta consisteva interamente di carne, la tossicità aumentava dei 400%.
 Sterling scoprì che mangiare carne aumentava il contenuto di acido urico dell’urina da tre a dieci volte. Alla luce di questo, è da ricordare che l'acido urico, in combinazione con altre tossine, è considerato da molti ricercatori il più attivo di tutte le sostanze che producono le malattie.
Un tempo si supponeva che la carne fosse particolarmente salutare nella cura della tisi. Qualche anno fa un tedesco entusiasta fondò un'istituzione col proposito di nutrire i tisici esclusivamente con la carne, usando principalmente carne cruda. L'iniziativa fallì in sei mesi.
La carne si decompone nel tratto digestivo; il veleno risultante viene assorbito e il sangue contaminato, con risultati disastrosi. Questa è la principale causa che predispone al cancro, alla tisi e ad altri tipi di anormalità.
Gli esami post mortem, fatti in centinaia di casi al Phipps Institute di Philadelphia, hanno dimostrato che l'86% di tutti i malati di tisi avevano anche i reni malati, e in uno stadio abbastanza avanzato. L'indebolimento dei reni è, infatti, fra la cause più comuni di morte nella tubercolosi polmonare. Ed è sempre la carne ad essere in genere responsabile dei morbo di Bright e di altre disfunzioni renali.
"Nella dieta di frutta, noci e verdure, i malati di cancro hanno nelle loro mani i mezzi per liberarsi largamente, se non interamente, dalla paura che accompagna questa terribile malattia. lo l'ho verificato molte volte nella mia esperienza, e nella cura di questa malattia mi si è aperta una porta ancora più ampia da quando ho conosciuto il valore di una dieta simile". (George Biack, M.D.).
“Il cibo animale, l'abuso del quale si fa ogni giorno più grande, non è un cibo in nessun senso, ma un veleno continuo". (Prof. Dr. Huchard).
“Se non fosse per la carne, noi dottori avremmo poco da fare. - (Dr. Allison, esperto in alimentazione).
Per più di un centinaio di anni, i medici ostinatamente sostennero che una dieta composta principalmente di carne, era essenziale per la cura vittoriosa dei diabete. Di questa assurda teoria Trall osserva: “Io non posso qui fare a meno di alludere ad un perfezionato regime dietetico che è stato recentemente proposto dall'Accademia francese di Medicina, e discusso nel giornali di medicina di questo paese, per la cura della malattia chiamata diabete. 
Questo miglioramento consiste nel nutrire il paziente con la carne di animali carnivori - gatti, cani, volpi, ecc.. E allo stesso scopo di vincere il pregiudizio che la mente o il palato dei paziente potrebbero avere contro l'alimentazione al sangue, si propone poi di condirla abbondantemente con brandy e spezie. Tali scoperte nella scienza medica hanno il potere di portarci indietro nel Medio Evo, piuttosto che condurci a dei risultati utili nel futuro". - (Il corretto cibo dell'uomo).
Ancora abbastanza recentemente era usuale per i medici nutrire i diabetici quasi esclusivamente con la carne. Questa è una ragione per cui questi malati non guariscono mai. I dottori "senza farmaci" hanno provato che, una dieta di carne peggiora la malattia, aumenta la presenza di zucchero nell'urina e, comunque, peggiora lo stato del paziente.
Una dieta di carne magra è stata a lungo considerata benefica nel casi di obesità. Ora è noto che in simili casi di anormalità c'è una tendenza a sviluppare il diabete, e questo aumenta mangiando la carne. Commentando i pericoli nel mangiare la carne magra, Hindhede disse: “Noi abbiamo provato anche a vivere di sola carne. Ma dopo esserci nutriti di carne magra, cotta o arrostita, tre volte al giorno, In soli tre giorni stavamo così male che nessuno di noi volle continuare. Quale fu la causa? Dunque, quando gli intestini sono pieni di carne magra, il risultato è la putrefazione, che si manifesta in diarrea e feci maleodoranti. Attraverso questo processo sono probabilmente prodotte delle tossine, che una volta assorbite, causano un avvelenamento. Una dieta di sola carne magra è velenose per l'uomo, non ci sono dubbi su questo".
Hindhede ha condannato anche le uova e il latte con queste parole: “ClO' CHE E' STATO DETTO SULLA CARNE E'VALIDO PER LE UOVA E IN PARTE PER IL LATTE”.
Il beri-beri, lo scorbuto, il rachitismo e la pellagra sono malattie da deficienza, e spesso risultano dal mangiare troppa carne. Tutti i tipi di carne mancano di molti elementi che il corpo deve avere per costruire dei tessuti sani.
 La carne è molto carente di vitamine e di sali di calce. D'altra parte, la frutta fresca le bacche e le verdure sono ricche sia di vitamine che di sali, e mangiandole si assumono tutte le vitamine e i sali di cui il corpo ha bisogno.
Qualche anno fa uno specialista dello stomaco fece trasalire il mondo della medicina affermando che "l'ulcera dello stomaco è una malattia di chi mangia la carne”. Il cancro dello stomaco e degli intestini ha origine dalla stessa causa - quando non è prodotto dalla vaccinazione o dalla inoculazione.
“Il 75% delle malattie più terribili di cui soffriamo, sono in pratica avvelenamenti causati da cibi non naturali. La natura dice, in un modo che non può essere frainteso, che l'uomo è un animale frugivoro e non carnivoro". - (Alexander Haig M.A.,F.R.C.P.).
Quei mangiatori di carne, che sono troppo deboli per abbandonarne l'abitudine, e quelli i cui dividendi dipendono dall'industria che inscatola la carne, sono sempre pronti a fare una grande pubblicità ad ogni informazione che sembra aiutare la loro causa.
Molte persone credono che per avere forza e vigore è necessario mangiare carne rossa. Sembrano dimenticare che i buoi e gli elefanti prendono la loro grande forza e il sangue dall'erba e dalle foglie, ricche di vitamine, di calcio, di ferro e di altri sali minerali. 
I deboli, i magri e gli anemici, invece di nutrirsi di fegato di vitello e di olio di fegato di merluzzo, dovrebbero trovare i cibi vitali nel regno vegetale, per la mancanza dei quali il loro sangue sta morendo di fame e il loro corpo si sta ammalando.
Le informazioni relative al rischi nel mangiare la carne, dovrebbero essere sufficienti a ridurre di molto il consumo della carne. Ma se i rischi si limitassero solo a quanto scritto sopra, l'argomento sarebbe di così poca importanza da ricevere poca attenzione da parte nostra.
E' stato recentemente dimostrato da Moore, nei laboratori di Fisiologia di Harvard, che una dieta di carne causa un'accelerazione dei battito cardiaco sorprendente per velocità e durata.
Dopo un pasto di carne, l'aumento dei battiti cardiaci va regolarmente dal 25 al 50% sopra il livello rispetto al digiuno, e persiste, in soggetti sperimentali, da 15 a 20 ore, raggiungendo un totale di molte migliaia di battiti in più.
Moore mostrò che un pasto di proteine causa un sovraccarico di lavoro per il cuore, che è paragonabile, in estensione, all'attività totale del cuore di due o tre ore; ciò ha portato Moore ad affermare che una dieta con molte proteine è incompatibile coi riposo cardiaco.
La carne, scendendo nello stomaco e nelle budella dell'uomo, è come se giacesse sotto il sole estivo al margine della strada, e ciò di certo causa danni maggiori di quanto sia mai stato detto o scoperto.
Uno dei prodotti della carne decomposta è l'urina, e non ha importanza se la carne si è decomposta nello stomaco, nella pentola o dal macellaio. I prodotti secondari della carne decomposta passano nel sangue dei consumatori di carne, e devono essere filtrati ed eliminati dai reni come uno scarto velenoso, che serve solo ad indebolire il corpo e a logorare i reni, portando al morbo di Bright e ad altre malattie renali.
La carne, scendendo nel tratto digestivo che è di una bellezza teatrale, dipinto con tutti i colori di una bambola di cera, forma uno dei veleni più mortali che i chimici abbiano mai conosciuto, e dà al respiro un odore nauseante che si tenta di correggere masticando caramelle e gomme profumato. Il dentista dica che il cattivo odore proviene dal denti malati, mostrando quanto abbia ancora da imparare.
Quando il sangue diventa così contaminato da questi veleni, la pelle viene in suo soccorso e, in un processo di emergenza, crea un'eruzione; i dottori possono definirla morbillo, varicella, eczema, e così via, e cercano di "curare la malattia” con altri veleni sottotorma di farmaci e sieri.
Non c'è da stupirsi se il grande Metchnikoff, dopo una vita di studi sull'argomento, abbia dichiarato che la putrefazione alimentare sia responsabile della morte prematura, che è causa di tutte le malattie, perchè questi pericolosi veleni passano dal canale alimentare nella linfa e nel sangue, e da questi sono condotti in tutto le parti dei corpo - il fegato, i polmoni, i reni, il cuore e il cervello.
L'origine di tutte le malattie giace nella putrefazione alimentare, disse Metchnikoff. Qual è il rimedio sicuro? La rimozione della causa, non l'uso di farmaci, sieri e bisturi.
Molti studi sperimentali hanno indicato che mangiare carne causa la nefrite cronica. Il professor Newburg, dell'università dei Michigan, ha dichiarato che una piccola porzione di proteine della carne, come il 20%, porta ad un logoramento dei reni.
Le esigenze dell'ultima guerra sono servito a dimostrare il valore di una dieta poco proteica. Maiali e bestiame furono uccisi in Europa con lo scopo di conservare le provviste di cibo, e le popolazioni si nutrirono per un certo periodo soprattutto di frutta e verdura. Il risultato fu una riduzione di un terzo della mortalità, oltre a una grande riduzione delle malattie. Alcune malattie come il diabete, l'obesità, la gotta, i disturbi digestivi, i problemi dei fegato e dei reni e altre malattie dei l'alimentazione sparirono quasi completamente.
La gente rovina la propria salute mangiando carne, poi paga i dottori per farsi curare i sintomi che provengono da questo abuso. Molti medici ignorano la causa che si nasconde dietro i sintomi di alcune malattie, perché anche loro mangiano liberamente la carne come molti dei loro pazienti, e soffrono e muoiono prematuramente per la stessa "malattia”.