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sabato 23 aprile 2022

MAGNESIO 7 TIPO

IMPORTANZA DEL MAGNESIO

Quante volte vi hanno consigliato il magnesio per la stanchezza, i crampi o il cattivo umore? In farmacia o al supermercato gli scaffali traboccano di barattoli colorati che promettono miracoli. 

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Ma c’è un grosso malinteso di fondo: non esiste “il” magnesio come entità singola. In natura e negli integratori, questo minerale deve essere legato a un’altra molecola per essere stabile. Ed è proprio quella molecola “accompagnatrice” a decidere dove andrà il magnesio nel vostro corpo e, soprattutto, se finirà nel sangue o direttamente nel water. **Il problema è che molti consumatori acquistano la forma sbagliata per il loro problema specifico**, rendendo l’integrazione del tutto inutile. 

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 Il magnesio è un cofattore essenziale per oltre 300 reazioni enzimatiche, dalla sintesi del DNA alla contrazione muscolare. Tuttavia, il nostro intestino non è molto efficiente nell’assorbirlo allo stato puro. Ecco perché lo troviamo sotto forma di “sale”. La distinzione fondamentale è tra sali inorganici (come l’ossido o il cloruro) e sali organici (come il citrato o il bisglicinato). 

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 In realtà, la maggior parte degli integratori economici utilizza l’ossido di magnesio. Contrariamente a quanto si crede, questa è una delle scelte peggiori se cercate un effetto sistemico: la sua biodisponibilità è bassissima, circa il 4%. Significa che se ne assumete 400 mg, il vostro corpo ne vedrà sì e no 16 mg. Il resto rimane nell’intestino, dove richiama acqua e agisce come un perfetto lassativo. Se il vostro obiettivo è combattere l’insonnia, l’ossido di magnesio non vi farà dormire meglio; vi manderà solo in bagno più spesso. 

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 I sette protagonisti a confronto

Per scegliere consapevolmente, dobbiamo analizzare come le diverse molecole “trasportano” il magnesio verso i tessuti bersaglio. Non sono tutti uguali e ognuno ha una sua specializzazione. 

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 Magnesio citrato: è forse la forma più comune e versatile. È legato all’acido citrico e ha un’ottima biodisponibilità. È la scelta d’elezione per chi soffre di stitichezza occasionale associata a carenza di magnesio, ma è anche efficace per la prevenzione dei calcoli renali.

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 Magnesio bisglicinato: qui il minerale è legato a due molecole di glicina, un amminoacido. Questa forma è altamente biodisponibile e non ha effetti lassativi. È la migliore per chi cerca un effetto rilassante sul sistema nervoso, per contrastare l’ansia e migliorare la qualità del sonno.

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 Magnesio malato: legato all’acido malico, coinvolto nel ciclo di Krebs per la produzione di energia. È la forma ideale per chi soffre di stanchezza cronica o fibromialgia, poiché sembra avere una particolare affinità con il tessuto muscolare, aiutando a ridurre il dolore e la spossatezza. 

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 Magnesio taurato: l’unione con la taurina lo rende prezioso per la salute cardiovascolare. Studi suggeriscono che possa aiutare a regolare la pressione arteriosa e migliorare la sensibilità all’insulina. 

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 Magnesio L-treonato: è la “nuova frontiera”. È l’unica forma capace di attraversare efficacemente la barriera emato-encefalica. Se l’obiettivo è il potenziamento cognitivo, la memoria o la neuroprotezione, questa è la scelta scientificamente più sensata, sebbene sia la più costosa. 

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 Magnesio cloruro: una forma inorganica ma con un assorbimento discreto. Viene spesso utilizzato per scopi generali, ma il sapore amaro e la tendenza a irritare lo stomaco lo rendono meno gestibile rispetto ai sali organici. 

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 Magnesio solfato: meglio noto come sale di Epsom. Non è ideale da assumere per bocca a causa del forte effetto purgante, ma è straordinario per i bagni caldi: il magnesio viene assorbito attraverso la pelle, rilassando i muscoli dopo uno sforzo intenso. 

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 Il grande bluff del magnesio supremo

Sentiamo spesso parlare di “magnesio supremo” o formule simili come se fossero una tipologia a sé stante. In realtà, si tratta solitamente di una miscela di carbonato di magnesio e acido citrico. Quando sciogliete la polvere in acqua, avviene una reazione chimica che trasforma i due ingredienti in citrato di magnesio. Non c’è nulla di magico: state semplicemente bevendo una versione effervescente di un sale organico. È un ottimo modo per assumerlo, ma non è una “super-forma” superiore alle altre menzionate sopra. 

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 Cosa dice la scienza sulla dose e sui rischi

Quanto ne serve davvero? Le linee guida suggeriscono circa 300-400 mg di magnesio elementare al giorno. Tuttavia, il problema è che la dieta moderna, ricca di cibi ultra-processati e povera di vegetali a foglia verde, ci porta spesso in deficit. 

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Ma attenzione: “naturale” non significa innocuo. Il magnesio è sicuro per la maggior parte delle persone, ma chi ha problemi renali deve prestare estrema cautela. Poiché i reni sono responsabili dell’eliminazione del magnesio in eccesso, un malfunzionamento può portare a una condizione pericolosa chiamata ipermagnesemia.

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 Inoltre, il magnesio può interferire con l’assorbimento di alcuni antibiotici (come le tetracicline) e farmaci per l’osteoporosi. La regola d’oro è: **mai assumere integratori contemporaneamente ai farmaci**, ma distanziarli di almeno due o tre ore.

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