Ipertrofia prostatica benigna
come prevenire e affrontare l'ingrossamento della prostata
Carlotta Gnavi Health Coach & Farmacista
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L’ipertrofia o iperplasia prostatica benigna è una condizione considerata fisiologica che però colpisce la stragrande maggioranza degli uomini dai 50 anni in su. Ma noi abbiamo la possibilità di impedire tutto questo o prevenire l’ingrossamento della prostata. Scopriamolo insieme.
Prima di tutto vediamo cosa è la prostata. La prostata è una ghiandola essenziale per il sistema riproduttivo maschile,è una ghiandola a forma di castagna che noi troviamo posizionata al disotto della vescica. E’ una ghiandola che è attraversata dall’uretra e dai dotti eiaculatori.
Essendo una ghiandola che è attraversata da questi dotti,nel momento in cui aumenta di volume che viene considerato una condizione fisiologica che avviene negli uomini nell’avanzare dell’età ,aumentando di volume poiché questa cresce medialmente cioè nella parte centrale creando una nuova porzione che viene chiamata adenoma prostatico, cosa fa, va a chiudere, a ridurre il calibro dell’uretra e dei dotti eiaculatori e questo può portare a tutta una serie di sintomi, allora i sintomi che noi possiamo avvertire nel basso addome sono sintomi o di tipo ostruttivo o di tipo irritativo.
Quelli di tipo ostruttivo sono proprio legati a questo meccanismo e cioè l’aumento di volume della prostata che strozza l’uretra e allora quali sono? Sono ad esempio una minzione non fluente, una minzione interrotta, un non svuotamento totale della vescica, una minzione debole, uno sgocciolamento post minzionale. Questi sono tutti segnali di tipo ostruttivo.
Mentre i sintomi di tipo irritativo sono legati all’irritazione proprio della vescica,quindi una neccessità di urinare molto spesso,una neccessità di urinare durante la notte,la neccessità impellente di urinare e la sensazione di bruciore durante la minzione. Questi sono segnali irritativi .
Entrambi non devono essere sottovalutati, perché l’ingrossamento della prostata purtroppo se non gestito non può che peggiorare la situazione.
Quindi possiamo andare incontro a una ostruzione acuta o cronica che può obbligare poi la persona all’utilizzo del catetere
oppure se la vescica non si svuota completamente a infenzioni ,può portare a cristallizzazione quindi formazione di calcoli e quindi a compromettere il funzionamento del rene.
MA COSA E’ CHE DETERMINA UN AUMENTO DI VOLUME DELLA PROSTATA?
Perché si è sempre presa condizione fisiologica per cui è casauta dal tesosterone e cosi via. Questa spiegazione non va bene se si considera che il tesosterone nell’uomo si trova alla massima potenza intorno ai 20 anni, allora se fosse il tesosterone a causare l’ingrossamento della prostata perché non si avrebbe tutta questa sintomatologia e aumento del volume già intorno ai 18-20 anni?
E perché avviene invece l’aumento di volume della prostata quando il tesosterone si abbassa?
Perché nell’uomo il tesosterone tende ad abbassarsi dai 20 anni in avanti .
Tutto questo discorso del tesosterone non ha tutto questo senso anche perché è stato visto negli ultimi studi che invece è proprio lo squilibrio tra tesosterone che si abbassa ed estrogeni che aumentano , che porta all’aumento del volume della prostata. Quindi noi possiamo cercare di ribilanciare questo squilibrio ormonale?
Si e soprattutto il nostro stile di vita incide su questo squilibrio ormonale ?
Si è stato visto che c’è una forte incidenza di ipertrofia prostatica benigna su tutti coloro che soffrono di sindrome metabolica. Con sindrome metabolica noi indichiamo una situazione caratterizzata dalla compresenza di più fattori di rischio sia metabolici che cardiovascolari .
Quali sono questi fattori di rischio?
1) Prima di tutto l’aumento del giro vita quindi la presenza digrasso addominale o grasso viscerale. Prendiamoci la misura. Se siamo donne e la nostra misura è maggiore di 88 cm li c’è già purtroppo grasso addominale in eccesso. Se siamo un uomo se questa supera o è uguale a 102 cm anche qui il grasso viscerale è presente.
Questo grasso viscerale è altamente pericoloso,perché produce citochine infiammatorie, quindi aumenta l’infiammazione dell’intero sistema e guarda caso proprio il grasso viscerale è in grado di aumentare la trasformazione del tesosterone in estrogeno grazie a un enzima che si chiama aromatasi . Quindi se si ha del grasso vegetale o si è in sovrappeso e si è obesi si ha prima di tutto un forte stress ossidativo, un’infiammazione cronica importante,quindi si ha una produzione di citochine infiammatorie come ad esempio l’interluchina 6 e l’interluchina 8 e in pazienti obesi l’interluchina 8 è stata trovata in grande quantità proprio nel liquido seminale e l’interluchina 8 può aumentare l’espressione del FGF .
Il FGF aumenta a sua volta un fattore di crescita che può aumentare la proliferazione delle cellule della prostata.
2) Secondo fattore di rischio della sindrome metabolica è un aumento dei trigliceridi quindi se i trigliceridi sono in quantità uguale o maggiore a 150 mg su deciletro abbiamo una ipertrigliceridemia e questo fa parte della sindrome metabolica .
così come un basso valore di HDL cioè il colesterolo buono. Se questo è inferiore a 40 mg per deciletro negli uomini e a 50 mg per deciletro nelle donne è un valore troppo basso .
Poi IPERGLICEMIA quinsi la glicemia al mattino a digiuno è maggiore o uguale a 100 mg per deciletro allora anche qui c’è un problema di “iperinsulinemia”
3) Ultimo fattore nella sindrome metabolica è l’pertensione arteriosa quindi se la pressione sistolica è maggiore o uguale a 130 millimetri di mercurio e la diastolica è maggiore o uguale 85 millimetri di mercurio allora noi siamo ipertesi .
Se si ha la coopresenza di almeno uno di questi 3 fattori di rischio e cioè:
grasso viscerale - ipertrigliceridemia - bassi livelli di HDL - Iperglicemia – ipertensione arteriosa
purtroppo si soffre di sindrome metabolica e come già detto la sindrome metabolica è associata a un aumento della proliferazione delle cellule della prostata.
Quindi da tutto si capisce qual è veramente l’approcio corretto alla limitazione dell’aumento della prostata e cioè lavorare sullo stile di vita, lavorare su ciò che mi modifica la sindrome metabolica, l’infiammazione, perché è questo che sta alla base.
Quindi si può lavorare su tutto questo e sull’aumento di estrogeni ad esempio modificando la propria alimentazione, cercando di avere un’alimentazione sana il più variegata possibile ,ricca di vitamine , di polifenoli, di elementi antifiammatori come gli omega 3 e quindi inseriamo il pesce azzurro , il salmone selvatico e se non ne mangiamo una quantità sufficiente prendiamo un integratore di omega 3.
Tutto questo sta alla base dell’infiammazione che poi porta anche all’iperplasia prostatica benigna ( cioè all’aumento della ghiandola prostatica)
Inseriamo nella nostra alimentazione alimenti importanti come le crucifere che contengono sulforafano che è un potente antiossidante in grado di distruggere i radicali liberi.
Il sulforano ha la capacità di inibire l’AROMATASI che è quell’enzima che trasforma il tesosterone in estrogeno.
Il the verde è un potentissimo antiossidante, la curcuma un altro antifiammatorio interessante . Tutti questi alimenti dovrebbero essere presenti nella nostra alimentazione e soprattutto la nostra alimentazione dovrebbe essere priva di alimenti antifiammatori.
Quali alimenti sono stati correlati alle PB?
Soprattutto i latticini quindi latte e derivati . Se vogliamo mangiare un pezzettino di formaggio cerchiamo quello che arriva dalla fattoria dove gli animali sono stati alimentati a erba.
Quindi grassi FED. E quindi Meno grassi.
La carne proveniente da allevamenti liberi e al pascolo ha più o meno la stessa quantità di grasso del pollo .
Se non si tratta di formaggi proveniente da questi allevamenti è meglio che i latticini vanno eliminati.
Attenzione poi allo zucchero.
non solo quelle soltanto di caramelle e dolciumi ma intendo tutto ciò che è cereale raffinato .
Questo è glucosio puro che infiamma e ci fa invecchiare e oltre a tutto questo fa aumentare il volume della prostata. Quindi attenzione a questi alimenti altamente pericolose.
L’importanza del ruolo di un’alimentazione corretta per il benessere della prostata è comprovato da una cosa . L’ipertrofia prostatica benigna la troviamo soltanto nell’uomo e nel cane addomesticato. Nella volpe e nel lupo l’ipertrofia prostatica non c’è e sicuramente il cane assomiglia maggiormente al cane e alla volpe piuttosto che all’uomo.
Che cosa è che accomuna l’uomo e il cane addomesticato? Ciò che mangia e l’esposizione a xenobiotici (xenobiotico In biologia, sostanza estranea alla normale nutrizione dell’organismo e al suo normale metabolismo)
perché noi mangiamo molto industrializzato, mangiamo carne proveniente da allevamenti in cui vengono dati mangimi contenenti erbicidi – pesticidi e quindi sostanze xenobiotiche che hanno una struttura molto simile a quella estrogenica che quindi nel nostro corpo attivano questo disequillibrio ormonale e la pappa che spesso diamo al cane arriva dallo stesso tipo di allevamento. E spesso al cane diamo da mangiare quello che mangiamo noi se non gli gli diamo i preparati.
Quindi questa cosa qui ci dovrebbe fare pensare. Secondo cerchiamo di avere una restrizione calorica . se il grasso viscerale c’è dobbiamo ridurlo.
Importante poi inserire nella nostra attività giornaliera l’attività fisica. Noi siamo nati per muoverci. Purtroppo la società di oggi ci porta ad essere perennemente seduti. Per cui prendiamo la buona abitudine di fare almeno una camminata veloce al giorno . sono sufficienti 10.000 passi al giorno però dobbiamo inserirli nella nostra routine , non c’è alternativa.
Per ultimo ben venga l’inserimento di integratori fitoterapici che possano aiutarci da un lato ad abbassare il livello di infiammazione del sistema dall’altro limitare la sintomatologia. Se io assumo già il farmaco posso anche integrare con gli OMEGA3 o altri integratori che lavorino sull’infiammazione. Possiamo alimentare ad esempio con un fungo MAITA perché non va assolutamente in contrasto .
Il REISHI un altro fungo interessante dal punto di vista antiinfiammatorio . possiamo inserire un estratto di SERENOA REPENS – di SEMI DI ZUCCA .
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